Liturgia della domenica

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IV di Pasqua.
Ricordo di san Pancrazio (+304), martire a 14 anni per amore del Vangelo. Preghiera per le giovani generazioni, perché incontrino il Vangelo e il Signore.


Prima Lettura

Dal libro degli Atti 13,14.43-52

Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero. Sciolta l'assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.
Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: "Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:

Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra".

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.


Salmo responsoriale

Salmo 99 (100)

Antifona

Acclamate al Signore da tutta la terra.

Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.

Seconda Lettura

Dal libro dell'Apocalisse 7,9.14-17

Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

Non avrannopiùfame né avranno più sete,
non li colpirà il sole né arsura alcuna,
perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono,
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi".


Lettura del Vangelo

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Giovanni 10,27-30

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ieri sono stato sepolto con Cristo,
oggi risorgo con te che sei risorto,
con te sono stato crocifisso,
ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Omelia

La vita alla sequela di Gesù e del suo Vangelo non è la sicurezza di un'appartenenza e neppure la tranquilla acquisizione di una predilezione antica. C'è una fatica nell'ascolto e un'urgenza di cambiamento del nostro cuore nella sequela. Nel Vangelo Gesù dice: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» (Gv 10,27). Essere fedeli al Signore vuol dire ascoltare la sua voce e seguirlo ogni giorno, ovunque egli ci conduce. A chi lo ascolta e a chi lo segue promette la vita eterna: nessuno dei suoi andrà perduto, dice Gesù con la sicurezza di chi sa di avere un potere più forte persino della morte. E aggiunge: «Nessuno può strapparle dalla mano del Padre». Si tratta di un pastore buono, forte e geloso delle sue pecore. La vita di quelli che lo ascoltano è nelle mani di Dio; mani che non dimenticano e che sanno sostenere sempre.
L'Apocalisse (7,9.14-17) apre davanti ai nostri occhi la visione di «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide» (v. 9). È l'immagine della fine della storia, ma anche del fine di essa: quella moltitudine è ciò verso cui ci conduce il Buon Pastore. Ed è proprio questa visione che i credenti e gli uomini di buona volontà sono chiamati a realizzare già oggi, in particolare in questo momento storico, nel quale assistiamo a un mondo in cui i singoli e le nazioni (compresi i gruppi etnici) sono tesi più che alla comunione, alla rivendicazione dei propri diritti. Tuttavia, quello che resta spesso sottaciuto è proprio questa visione dell'unità del genere umano che è, al fine, «la missione storica» di Gesù. Il Vangelo allarga il cuore di ogni credente, perché scardina radicalmente la radice amara dell'individualismo. Nel cuore di quella "moltitudine" di cui parla l'Apocalisse, si coglie il respiro universale che sorregge il cuore stesso del Buon Pastore. In questa domenica la Chiesa invita a pregare per i sacerdoti e per il loro compito pastorale. E una preghiera che ci coinvolge ben sapendo che tutti, ma loro in particolare, debbono vivere il respiro di quella carità universale caratteristica del Vangelo cristiano.