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Oriente e Occidente: dialoghi di civiltà: Testi e documentazione della Conferenza di Parigi

25 Maggio 2016 - PARIGI, FRANCIA

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio e il Grande Imam di Al-Azhar rendono omaggio alle vittime dell’attentato al teatro Bataclan: “Il terrorismo non ha patria, né religione”

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Il 24 maggio 2016 si è tenuta a Parigi nella Salle des Arcades dell’Hotel de Ville, la conferenza “Oriente-Occidente. Dialoghi di Civiltà”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, dall’Università di Al-Azhar (Il Cairo) e dal Muslim Council of Elders. E' stata la seconda tappa europea di un percorso di dialogo portato avanti dalla Comunità di Sant'Egidio e dall'Università di Al Azhar, che ha visto la realizzazione, l'anno scorso, di un primo incontro a Firenze (giugno 2015), che ha anche favorito la prima visita ufficiale in Europa del Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb.

Alla presenza del sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e accompagnati da interventi di autorevoli rappresentanti religiosi e delle istituzioni internazionali, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, hanno pronunciato due interventi che segnano un passo avanti importante fra le due culture nel nome di un’integrazione, che si vuole “positiva”, a salvaguardia della pace, del contrasto al terrore e ad ogni forma di violenza nel nome della fede.

Alla fine della conferenza Andrea Riccardi e Ahmad al-Tayyeb, insieme ad un rappresentante del Comune di Parigi, si sono recati davanti al teatro Bataclan per rendere omaggio alle vittime dell’attentato del 13 novembre scorso. Il Grande Imam ha deposto, insieme ad una corona di fiori, una preghiera che contiene queste parole:

“Sono qui per dichiarare davanti a tutti voi, in nome dell’Islam, che il sangue di tutti gli esseri umani dovrebbe essere preservato da olocausti e sacrifici. Il rapporto tra gli esseri umani, che Dio ha ordinato di avere, sono basati sulla pace, sulla fratellanza e sulla cooperazione. Il terrorismo non ha né patria, né religione, né fede. Io e tutti i musulmani abbiamo sofferto nel vedere lo spargimento di gocce di sangue qui, come altrove, a causa di quello che è un virus malefico. Di conseguenza dobbiamo tutti, Est e Ovest, Oriente e Occidente, essere solidali per combatterlo. Ho sofferto per le vittime, per i loro familiari, per i loro amici. Ma è grande oggi la speranza che il popolo francese, libero, pacifico e aperto alla vita, riesca a superare questo dramma. Che Dio protegga tutti da ogni male”.