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In memoria di Tancredi, del piccolo David e di quanti hanno perso la vita per strada a Bologna

25 Febbraio 2017 - BOLOGNA, ITALIA

Senza fissa dimoraModesta ValentiBologna

La liturgia celebrata da mons. Matteo Zuppi: ''guardiamo negli occhi i tanti poveri Lazzaro che vivono 'a modo mio' alle porte dei ricchi''

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Erano circa 200 le persone che il 19 Febbraio hanno partecipato alla liturgia alla Basilica di San Martino, presieduta dal Vescovo Matteo Zuppi, in memoria di Tancredi, del piccolo David e di quanti hanno perso la vita per strada a Bologna.

Molti amici senza dimora si sono commossi durante la lettura degli oltre 50 nomi di chi è morto per strada negli ultimi anni. È stato ricordato Tancredi, uno dei primi amici conosciuto in stazione, morto di malattia nel 2013 all'età di 69 anni nella casetta in cui viveva e ritrovato dopo diversi giorni dal suo decesso. È stato il primo amico che ci ha insegnato a fermarci davanti a chi soffre e a riscoprire una nuova umanità.

È stato ricordato il piccolo David, di soli 23 giorni, morto di freddo in Piazza Maggiore lo scorso anno. E tanti altri. Ricordarli uno ad uno ha significato restituire loro i nomi e le storie perché nessuno è dimenticato, ma è accolto nella casa del Padre.

 

Nell'omelia Mons. Zuppi ha invitato tutti a non voltarsi dall'altra parte e a guardare negli occhi i tanti poveri Lazzaro che vivono 'a modo mio' alle porte dei ricchi, a dividere con loro il necessario, proprio come fece San Martino, che divise il suo mantello col povero che aveva freddo. È quanto la Comunità di Sant’Egidio cerca di fare da alcuni anni a Bologna, portando ogni settimana la cena ad oltre cento persone in stazione e nelle vie limitrofe della città. Un servizio cresciuto di anno in anno e che vede ora la partecipazione di studenti liceali ed universitari, giovani lavoratori, e adulti. Proprio quest’anno si è svolto, per la prima volta, il pranzo di Natale con tanti senza fissa dimora alla Chiesa di San Sigismondo.