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La scuola è finita: bilancio positivo grazie anche all'integrazione dei bambini dei corridoi umanitari

8 Giugno 2019 - MONTE PORZIO CATONE, ITALIA

corridoi umanitari
bambini

L'esperienza di una scuola della provincia di Roma nelle parole della preside

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È finita la scuola: i bambini pensano all’estate e i genitori a come i figli abbiano trascorso l’anno, tra difficoltà e soddisfazioni. Il bilancio è positivo, dice la preside di una scuola di Monte Porzio Catone, nella provincia di Roma, pensando a tre bambini siriani arrivati in Italia per tempo per poter iniziare l’anno scolastico.

Sono arrivati con i corridoi umanitari insieme ai genitori e alla nonna. Il più piccolo ha finito l’ultimo anno della scuola materna; suo fratello le elementari; il più grande frequenta le scuole medie. A. (11 anni) è bravo in matematica, mentre a M. (13 anni) piace correre e partecipa alle gare di atletica. La famiglia li segue con attenzione, facendoli partecipare alle gite scolastiche e fidandosi di mediatori culturali e insegnanti. Questi ultimi hanno voluto che i bambini fossero inseriti nelle classi con alunni della stessa età. Superate le preoccupazioni, l’anno scolastico si è concluso con ottimi risultati.

Anche per il padre dei bambini, Issam (39 anni), che ha preso anche in Italia la patente per guidare il trattore, per poter tornare a lavorare come agricoltore. La famiglia è ospitata in una casa messa a disposizione dai padri Betharramiti, che li sostengono nella vita quotidiana. Come molte altre famiglie saranno presto autonomi.

La cittadina di Monte Porzio Catone si è rivelata un ambiente molto favorevole per l’inclusione di questa famiglia (i corridoi umanitari, infatti, tracciano un modello di accoglienza diffusa). Ricorda loro la terra di origine, un villaggio della Siria nel deserto di Homs, Al-Qaryatayn, dove vivevano in campagna. Nell’agosto 2015 è stato distrutto da Daesh e la famiglia Al Habib ha perso tutto.

Ora i bambini possono continuare ad apprendere l’italiano, frequentando i corsi estivi e anche i genitori lo imparano socializzando. Solo nella provincia di Roma (Marino, Tivoli, Velletri, Ciampino) sono 70 i bambini e i giovani arrivati con i corridoi umanitari e che sono stati inseriti a scuola. Sono ritorni a una vita normale, in un’Italia che accoglie e che scrive nuove storie.