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La Shoah è l'abisso della storia. Se non ricordiamo non siamo più uomini e donne. Nel Giorno della Memoria Il commento di Andrea Riccardi - VIDEO

27 Gennaio 2020

Andrea RiccardiGiorno della Memoria
Shoah

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Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, interviene in studio con Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, e Tatiana Bucci, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau nello speciale sulla Shoah della trasmissione "A Sua Immagine" su Rai Uno, in occasione del Giorno della Memoria.


"Auschwitz e la Shoah rappresentano l'abisso della storia dell'Europa, lì è l'inferno. E da lì è partita una nuova Europa, dicendo “no”. Il Giorno della Memoria è importante non perché è una delle tante giornate retoriche di cui il calendario è pieno, ma perché se noi non ricordiamo, non siamo più europei, non siamo più donne, non siamo più uomini; se non ricordiamo a che punto può arrivare la logica dell'odio e la logica del disprezzo dell'ebreo.

Ci sono tante violenze nella storia. Tutte sono assurde, ma questa è davvero la più assurda. Sono stati deportati perché ebrei, tante volte perché avevano un cognome ebraico e dovevano essere sacrificati all’idolatria della razza razzista. Non è avvenuto solo per un folle: è avvenuto in una rete di complicità. I delatori sono stati italiani, non è stato solo il tedesco cattivo. C'è stata tutta una rete di complicità di gente che ci ha guadagnato, di gente che ha sfruttato e ancora oggi si potrebbe dire i beni ebraici non sono stati restituiti.

Allora questo ci fa molto pensare, ci fa molto pensare al futuro perché se vogliamo pensare un futuro umano dobbiamo ricordare la Shoah, però non è solo un ricordo, secondo me, perché i ricordi alla fine il tempo li cancella ma dobbiamo stabilire un'amicizia forte con la comunità ebraica. Il rapporto soprattutto in Italia tra Chiesa e comunità ebraica, l’amicizia, è una grande garanzia di un futuro costruito sulla pace sul rispetto e non sull'odio". Andrea Riccardi