Comunità di Sant'Egidio: «Chi aiuta si confonde con chi è aiutato»

21 Aprile 2016

Sant'EgidioLivorno

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La Comunità di Sant'Egidio è nata a Roma nel 1968, per iniziativa di Andrea Riccardi. Il piccolo gruppo di coetanei liceali da lui riunito iniziò subito ad andare nella periferia romana, tra le baracche, e cominciò un doposcuola, la «Scuola popolare», che in seguito ha preso il nome di «Scuola della pace».
Da allora la Comunità è molto cresciuta, diffusa in più di 70 paesi. Ne fanno parte circa 60.000 persone, ma è molto più largo il numero di quanti in modo diverso sono coinvolti nelle diverse attività di servizio. Tra i fondamenti della Comunità, infatti, vi è la convinzione che «nessuno è così povero da non poter aiutare un altro». Come ha sottolineato anche papa Francesco nella sua visita a Sant'Egidio il 15 giugno 2015, «chi aiuta si confonde con chi è aiutato».
Questi i fondamenti che caratterizzano la vita delle comunità di Sant'Egidio: la preghiera, il centro e il luogo primario dell'orientamento della vita comunitaria; la comunicazione del Vangelo, cuore della vita della Comunità; la solidarietà con i poveri, vissuta come servizio volontario e gratuito; l'ecumenismo, vissuto come amicizia, preghiera e ricerca dell'unità tra i cristiani; il dialogo, indicato dal Vaticano II come via della pace e della collaborazione tra le religioni, ma anche come modo di vita e metodo per la riconciliazione nei conflitti.
A Livorno, la Comunità è ospitata presso la chiesa ex agostiniana di san Giovanni Battista, una delle più antiche della città. Vi è presente dal 1988: offre «Scuole della pace» ai bambini di Shangai e del centro cittadino; segue gli anziani, gli immigrati, i detenuti, i senza fissa dimora; dà impulso al dialogo ed alle iniziative per la pace. Dal 2003 promuove l'annuale Giornata cittadina per la pace in ricordo dei bombardamenti che il 28 maggio 1943 distrussero la città di Livorno.


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