Otto pavesi al servizio dei bimbi di strada

19 Agosto 2017

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Esperienza in Malawi della Comunità di S. Egidio, le scarpe donate ora sono ai piedi dei piccoli

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Ci sono scarpe che hanno camminato a Pavia e ora sono ai piedi di un gruppo di bambini di strada in Malawi, Africa. Le hanno portare i ragazzi della Comunità di Sant'Egidio, le avevano raccolte nella loro sede nella parrocchia di San Michele, a donarle tanti cittadini pavesi. «Qui in Malawi la Comunità di Sant'Egidio è una realtà viva, giovane e con una grande voglia di cambiamento. Il nostro lavoro si è inserito nei servizi ai poveri che Sant'Egidio porta avanti tutto l'anno, per sostenerli e svilupparli ulteriormente».
Parla Giorgio Musso della comunità di 
Sant'Egidio che il 6 agosto è partito con Debora Racano, Matteo Lunghi, Anna Malfatto, Lucia Clemente, Giovanni Domaschio, Andrea D'Amico e Carlo Perretti da Pavia per il Malawi. Al viaggio missionario, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio e Giovani per la pace, partecipano più di quaranta ragazzi provenienti da tutta Italia e di stanza a Blantyre, la prima città per popolazione del paese.
«Uno dei servizi in cui ci siamo inseriti è quello che la nostra Comunità locale organizza con i bambini di strada - racconta Musso - Bambini senza famiglia, oppure costretti a mendicare, spesso malati. Girano per la città mendicando o vendendo giornali o acqua, indossano vestiti sporchi che a volte sembrano stracci. Molti non hanno casa, la mattina arrivano con dolori alla schiena o al collo per avere dormito per terra tutta la notte. Altri si addormentano solo una volta entrati nella casa della Comunità, un luogo dove si sentono sicuri e protetti. Ieri abbiamo
voluto dare un segnale forte di affetto nei loro confronti, anche per sfidare la durezza da cui sono circondati nella società. A tutti abbiamo consegnato un paio di scarpe nuove, raccolte a luglio a Pavia o acquistate con le offerte di tanti». «Prima di ricevere le scarpe - racconta Musso - a ciascun bambino sono stati lavati i piedi e tagliate le unghie. Piedi che raccontavano di un cammino duro e polveroso, piedi feriti, piedi di bambini cresciuti troppo presto, per forza. Piedi che speriamo possano iniziare un cammino nuovo».


[ Anna Ghezzi ]