Corridoi umanitari, si raddoppia

8 Novembre 2017

Marco Impagliazzocorridoi umanitari

Al Viminale firmato il protocollo per l'arrivo in sicurezza di altri mille profughi

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È stato siglato ieri al Viminale il nuovo accordo con i ministeri dell'Interno e degli Esteri per la prosecuzione del progetto dei corridoi umanitari. Saranno 1.000 i beneficiari che raggiungeranno in sicurezza l'Italia nel biennio 2018/2019. Il progetto - che nei due anni passati ha consentito l'arrivo in sicurezza e la dignitosa integrazione di altre mille persone - vede nuovamente il coinvolgimento della Comunità di Sant'Egidio e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia.
«I corridoi umanitari - commenta il presidente di 
Sant'Egidio, Marco Impagliazzo - sono ormai diventati un modello per l'Europa e indirizzano a tutti i Paesi dell'Unione un messaggio importante: i ponti funzionano meglio dei muri. L'arrivo, dal febbraio del 2016 all'ottobre scorso, di un primo migliaio di profughi dal Libano, con un progetto interamente autofinanziato, ha dimostrato che è possibile coniugare l'accoglienza con la sicurezza, sia per i profughi, non più costretti a rischiosi viaggi nel Mediterraneo, sia per i cittadini italiani che li accolgono, grazie ai controlli che vengono fatti in partenza e all'arrivo. Ma soprattutto - ha aggiunto - i corridoi umanitari favoriscono l'integrazione grazie ad un'inclusione programmata a vari livelli: l'apprendimento
della lingua per tutti, la scolarizzazione per i bambini, la relazione con le famiglie italiane fino all'inserimento nel mondo del lavoro».
«Siamo soddisfatti del rinnovo del protocollo che consentirà la prosecuzione dei corridoi umanitari per altre mille persone - ha dichiarato anche il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche Luca Maria Negro -. La Fcei e le chiese che vi aderiscono sono pronte a proseguire nell'impegno ad accompagnare i profughi anche nella fase della prima accoglienza e dell'avvio a un percorso di integrazione, contando esclusivamente su risorse messe a disposizione da amici esteri, chiese, associazioni, sindacati, aziende che
non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno in questi anni. Di fronte a tanti discorsi fumosi e populisti sull'immigrazione, i corridoi umanitari sono stati uno dei pochi fatti concreti che hanno salvato la dignità e la vita delle persone».
L'ultimo gruppo di profughi arrivati con l'accordo precedente è sbarcato all'aeroporto di Fiumicino il 27 ottobre scorso: 125 siriani giunti dal Libano ovvero 47 nuclei familiari, sia musulmani sia cristiani, tra cui 54 minori (il più piccolo ha un mese e mezzo), giunti via Beirut, tanti con le bandierine tricolori in mano: tra loro anche una coppia di sposini novelli. La prima ad arrivare con i corridoi era stata invece la piccola Falak, il 4 febbraio del 2016.


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