Tremila studenti in corteo per ricordare le leggi razziali

16 Novembre 2018

ShoahMemoriaParma

A Parma e provincia furono 74 i deportati e 23 le vittime. I ragazzi sostano silenziosi davanti alle case delle famiglie Levi e Fano

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Tremila studenti in marcia nei luoghi simbolo della memoria, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali. Ieri mattina gli alunni di una ventina di scuole, facendo proprio lo slogan «Non c'è futuro senza memoria», si sono radunati in piazzale Picelli per dire no ad ogni discriminazione.
L'iniziativa - organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio con il contributo del Comune - si è aperta con il saluto delle autorità. La marcia si è quindi snodata per le vie dell'Oltretorrente facendo sosta a Barriera Bixio per ricordare le sorelle Levi, deportate dalla loro abitazione, e in strada del Quartiere, in ricordo della famiglia Fano, anch'essa deportata. I ragazzi hanno messo fiori e «biglietti della memoria» sulle pietre d'inciampo.
La comunità ebraica di Parma venne colpita duramente dagli effetti delle leggi razziali. Nell'autunno del 1938 contava 134 membri: sei bambini in età scolare e 12 ragazzi iscritti alle scuole superiori e all'università. Per sfuggire all'arresto, alcuni ebrei decisero di espatriare, ma 74 furono deportati dal Parmense e 23 furono vittime dello sterminio: tra loro sei bambini.
«Siamo qui perché crediamo fermamente nell'uguaglianza di tutte le persone - ha detto Arianna Gabanelli, studentessa del liceo Romagnosi - In un mondo in cui ancora si ripetono episodi di discriminazione, è importante battersi per l'inclusione verso chi viene considerato diverso». Parole ribadite dalla giovane Sofia, della scuola Fra Salimbene: «E' fondamentale parlare di questi temi a scuola applicando nella quotidianità questi importanti insegnamenti».
Il sindaco Federico Pizzarotti, aprendo la manifestazione dopo il saluto iniziale di Alessandro Chiesa (Sant'Egidio), ha sottolineato come l'antisemitismo sia nato «anche per il disinteresse e il silenzio di tanti. Questa marcia deve essere un'occasione di riflessione per domandarci cosa può fare ciascuno di noi per la comunità». Parole ribadite da Nicoletta Paci, assessore ai Diritti e alla Partecipazione di cittadini, «felicissima della grande partecipazione a un evento carico di significato». Don Luigi Valentini, vicario generale della Diocesi, ha definito il razzismo «una delle terribili vergogne dell'umanità». E, sottolineando «la bellezza delle diversità delle razze umane», ha ribadito il valore della scuola, «vero esempio di integrazione».
Beniamo Goldstein, rabbino di Modena e Reggio Emilia, ha ricordato come «fra il 9 e lo novembre 1938 in Germania avvenne la notte dei cristalli in cui vennero distrutti migliaia di negozi di ebrei e incendiate le sinagoghe, dando inizio alla deportazione delle comunità ebraiche nei campi di concentramento». Bruno Scaltriti (Sant'Egidio) ha aggiunto: «Con questa marcia chiediamo perdono a quanti sono stati deportati in campi di concentramento, consapevoli che nessuno deve essere considerato inferiore e che le razze non esistono».
Hanno chiuso gli interventi alcuni studenti che hanno letto l'elenco degli ebrei in età scolare nel 1938 e la storia delle sorelle Levi e della famiglia Fano.


[ Luca Molinari ]