L'Europa si muove. Corridoi umanitari, via libera al rinnovo

9 Gennaio 2019

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Cresce a Bruxelles l'ottimismo sullo sblocco della situazione delle due navi a largo di Malta. Ieri la Commissione Europea ha parlato di «discussione costruttive» all'incontro con gli ambasciatori Ue lunedì pomeriggio. «Gli Stati - ha detto un portavoce - devono ora mostrare solidarietà concreta e le persone a bordo devono essere sbarcate in sicurezza e senza ulteriore ritardo». Confermata la disponibilità ad accogliere i 49 migranti sulla SeaWatch e la Professor Albrecht Penk dell'Ong See Eye da parte di Germania, Francia, Olanda, Portogallo, Lussemburgo, Irlanda, Romania, Malta, mentre meno chiara (viste le divisioni del governo giallo verde) è la posizione italiana, che sembrava essere della partita. Rimane, però, lo stallo delle richieste di Malta, che continua a chiedere che oltre ai 49 migranti ancora a largo vengano ridistribuiti anche 249 migranti già arrivati a Malta nelle settimane precedenti. Lo sbarco dei 49, hanno dichiarato fonti del governo dellaValletta al Malta Times, avverrà solo dopo che «un numero sufficiente di Paesi delle Ue avranno offerto la loro accoglienza, non prima». «Malta - ha detto ieri sera il ministro dell'Interno Michael Farrugia - ritiene che la discussione riguardo la ricollocazione ad hoc non dovrebbe limitarsi alle persone a bordo delle due navi delle Ong, ma dovrebbe essere estesa anche alle persone già soccorse e che si trovano a Malta, come segno di buona volontà».
Ieri comunque Francia e Germania hanno confermato la disponibilità di accogliere anche parte dei 249 migranti già sull'isola. Ieri lo stesso ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer ha confermato che Berlino accoglierà da Malta in tutto 50 migranti, altrettanto farà
la Francia. Rimane però che dei 298 migranti complessivi, mancano ancora i posti per circa un centinaio. Duro il giudizio della portavoce dell'Acnur in Italia, Carlotta Sami. I migranti a bordo delle due navi, afferma via Twitter, «sono persone in balia di calcoli a loro incomprensibili, che hanno vissuto la tortura e che non credevano fosse possibile qualcosa di più orrendo. Non dar loro approdo non li farà sparire».
Oggi sarà ascoltata con grande attenzione la conferenza stampa (in calendario da tempo) del commissario alla Migrazione Dimitris Avramopoulos a Bruxelles. Un evento indetto per fare il punto in generale della politica migratoria Ue, ma che forse potrebbe essere anche il momento per annunciare la soluzione della crisi. Avramopoulos dovrebbe però anche cogliere l'occasione per rilanciare la proposta della Commissione di un meccanismo temporaneo (fino a un'intesa sulla riforma del Regolamento di Dublino sull'asilo) di coordinamento con una forma di ridistribuzione dei migranti salvati in Stati membri Ue disponibili.
Buone notizie intanto su un altro fronte. È stato infatti rinnovato, con l'accordo del governo italiano, il corridoio umanitario gestito dalla Comunità di 
Sant'Egidio insieme alla Cei, che prevede l'arrivo di rifugiati dall'Etiopia e dal Corno d'Africa: la prima tranche, che scadeva a fine dicembre, prevedeva l'ingresso in Italia di 500 persone, che sarà esaurita con il prossimo arrivo, entro gennaio, di 100 rifugiati. Il programma è stato rinnovato per altri 600 arrivi. Scadrà invece a fine 2019 un altro programma per rifugiati anzitutto siriani, gestito insieme alla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e alla Tavola Valdese. Per Sant'Egidio ci sono «tutte le condizioni» per il rinnovo.


[ Giovanni Maria Del Re ]