L'elemosiniere del Papa riapre il Centro diurno

24 Ottobre 2019

GenovaPOVERI

Domani in piazzale Durazzo la Comunità di Sant'Egidio inaugura il servizio docce per i senza dimore che una volta era a De Ferrari ed è stato chiuso da molti anni

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 L'hanno battezzata la "Lavanderia e servizio docce di Papa Francesco", e infatti a inaugurarla, domani pomeriggio in piazza Durazzo 12, di fronte alla sala di preghiera islamica, sarà l'elemosiniere apostolico in persona: il cardinale Konrad Krajewski. Un gesto forte, quello del Vaticano, nel segno di una vicinanza agli ultimi e ai senza dimora che è la cifra di questo pontificato: l'iniziativa, proposta dalla multinazionale americana Procter & Gamble e dalla Comunità di Sant'Egidio, è stata infatti accolta dalla Elemosineria Apostolica e realizzata con il coinvolgimento di Whirlpool Corporation. E qui, a Genova, va a colmare un buco nero: il servizio diurno per senza dimora che si trovava in piazza De Ferrari, quattro docce e uno spazio chiuso nel febbraio di quattro anni fa. Una decisione improvvisa, la definì l'allora amministrazione comunale, dovuta a guasti e problemi di sicurezza, seguita dalla promessa di aprire un altro spazio analogo in una posizione più adatta, senza tutti quei gradini da scendere. Ma poi, più nulla. «In quello spazio venivano fatte oltre diciassettemila docce all`anno - calcola Maurizio Scala della Comunità di Sant'Egidio, che domani alle 16 accoglierà il cardinale partecipando all'inaugurazione dello spazio - oggi, da questo punto di vista, c'era una situazione di forte bisogno. Ripartire dalle docce, infatti, significa restituire una dignità alle persone: dignità che era stata loro sottratta. Perché se davvero sono impresentabili, allora rendiamoli presentabili, facendoli di nuovo sentire a proprio agio».
Nelle sale a due passi da Palazzo Reale, in una piazzetta stretta tra via Balbi e Pré, saranno a disposizione, gratuitamente, due lavatrici e due asciugatrici. «Offriremo anche un set di biancheria - spiega Scala - e sarà aperto, inizialmente, tre giorni alla settimana. Poi, come sempre in questi casi, a seconda dell'afflusso valuteremo come incrementare il servizio». Sono mille, i senza dimora che vivono per strada nel capoluogo ligure: una situazione diventata cronica, mentre l'amministrazione Bucci ha fatto della battaglia per il decoro una bandiera, attraverso forme controverse. Come la sanzione di duecento euro a un clochard che dormiva in piazza Piccapietra, o le multe a chi, rovistando nei cassonetti, avesse sporcato il suolo. Una guerra ai poveri e non alla povertà, hanno più volte denunciato le associazioni del Terzo settore. Oggi, spiega la Comunità di 
Sant'Egidio, alla mensa di via delle Fontane la coda è costante: vengono servite almeno 500 persone al giorno. Ma l'ultima emergenza è il disagio abitativo, che si è acuito. «Negli ultimi tempi - spiega Scala -vengono a chiederci aiuto molte famiglie con bambini, o anziani. Qualcuno che vede incombere uno sfratto imminente. Per questo, al nostro centro Genti di Pace in via Vallechiara, il giovedì pomeriggio accogliamo le persone che vengono da noi a formulare le proprie richieste. Ci stiamo attrezzando, per provare a soddisfarle: il primo passo è una sorta di censimento, per una mappatura delle possibili soluzioni. Penso ad alloggi e stanze nelle parrocchie, messe a disposizione dai frati, dalla Caritas». La Comunità di Sant'Egidio ospita circa una cinquantina di persone, in una ventina di alloggi: alcuni in via Balbi 6, altri sparsi per la città. Ma la situazione più preoccupante si registra nelle periferie: soprattutto a Ponente.
«A Cornigliano, al Cep, spesso le difficoltà scolastiche dei ragazzi sono legate al disagio abitativo - ragiona Scala - esiste tutto un mondo sommerso di 
nuclei familiari che decidono di condividere l'appartamento, perché non riescono a pagare l'affitto. In queste condizioni, è difficile trovare la serenità per studiare». E il paradosso è che tutto questo accade in una città dove le graduatorie degli alloggi popolari procedono al rallentatore, e ci sono circa 50 mila appartamenti vuoti.


[ Erica Manna ]