Il libro DREAM, manuale per la realizzazione del progetto,
è disponibile su richiesta a
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CONVEGNO:

CURARE l'AIDS
in AFRICA

Roma, 25/3/2003

Comunicato stampa

 

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Comunità di Sant'Egidio
Programma DREAM
Ministerio da Saúde de Moçambique

Curare L'AIDS 
IN AFRICA

La terapia antiretrovirale  in Mozambico

DREAM: Perchè?

DREAM (Drug Resource Enhancement against AIDS in Mozambique) è un programma di controllo, prevenzione, trattamento, in altre parole di lotta globale, all'infezione da HIV in Mozambico.

DREAM riflette il modo di sentire di Sant'Egidio

Per la Comunità di Sant'Egidio è centrale il valore della persona e di ogni vita. Per lunghi anni una strategia esclusivamente preventiva è stata il paradigma di tutte le grandi agenzie internazionali - e della comunità scientifica - per l'attacco all'AIDS nei paesi in via di sviluppo. Questa strategia ha mostrato i suoi limiti: decine di milioni di africani sieropositivi e una curva dell'epidemia drammaticamente in ascesa almeno fino al 2010 impongono uno sforzo straordinario per recuperare il tempo perduto e affiancare alla prevenzione, finalmente, la terapia. Pena il fallimento dell'intera strategia di lotta all'AIDS nel Sud del mondo e la scomparsa di gran parte dell'Africa di oggi e di domani. Il programma nasce dunque con l'obiettivo di tornare a riunire prevenzione e terapia, nella convinzione che è necessario salvare oltre che prevenire, guadagnando per quante più persone possibile un nuovo tempo alla vita.

DREAM è concepito per l'eccellenza

Eccellenza delle cure e della diagnostica, dell'organizzazione e dell'informatizzazione. Per questo, come verrà illustrato nelle pagine che seguono, DREAM ripropone lo stato dell'arte degli standard occidentali, utilizzando di routine la valutazione della carica virale, o introducendo la Highly Active Anti-Retroviral Therapy (HAART), l'attuale golden standard nel trattamento dell'infezione da HIV, per tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Per la Comunità di Sant'Egidio le persone non sono mai semplici "emergenze", corpi da vestire, piaghe da curare, bocche da sfamare: sono sempre persone, sono amici. Per questo ci si muove secondo quel semplice e antico segreto che raccomanda di fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi stessi. Chi non vorrebbe per se stesso l'eccellenza? Questo approccio ha una sua profonda efficienza. E' di grande motivazione per il personale coinvolto, raccoglie il massimo di collaborazione dei pazienti, rende promotori di conoscenze nell'ambiente circostante i pazienti stessi, abbatte la dispersione e l'interruzione della terapia in atto, alza il livello qualitativo delle prestazioni offerte. Il minimalismo tante volte proposto in tema di aiuto internazionale e di cooperazione rischia, sul tema dell'AIDS, di condurre a conseguenze pericolose se non addirittura letali in un ambiente già esposto a troppe debolezze e a fronte di una complessità che è in radice refrattaria a ogni approccio settoriale o riduttivo.

DREAM si fonda sulla partnership

La Comunità di Sant'Egidio non svolge il ruolo del donatore distratto che, per la sua ownership, concede i propri fondi e lascia fare, affidandosi tutt'al più ai rendiconti finanziari. Non si tratta di paternalismo ma di responsabilità. Poter lavorare insieme è una chance in più. Lavorare insieme significa fornire tutti i mezzi necessari a raggiungere gli obiettivi, in collaborazione e nel rispetto del quadro istituzionale locale. Così, mentre centinaia di membri della Comunità si dedicano ad attività di promozione del progetto in Occidente, oltre 120 volontari qualificati -medici, infermieri, tecnici di laboratorio, informatici, educatori, amministrativi- si alternano a rotazione, con sovrapposizione e trasferimento diretto di conoscenze, durante tutto l'anno, per affiancare il personale locale impegnato nel programma.

DREAM è un programma partecipativo

Nasce solo nei paesi più industrializzati del mondo, ma ha una solidissima base sociale in Mozambico: nel paese in oltre 60 comunità di Sant'Egidio, cinquemila giovani e adulti sono impegnati a fianco dei più poveri. Tutti infatti possono aiutare: nessuno è così povero da non poter aiutare qualcuno più povero di lui. Queste comunità partecipano attivamente al programma in due settori strategici: l'educazione sanitaria ed il sostegno nutrizionale. Decine di migliaia di mozambicani beneficiano stabilmente, nelle zone più deprivate, di questa attività quotidiana. Ma DREAM è anche aperto alla partecipazione di chi vive in Occidente: se Istituti a carattere scientifico e diverse realtà del mondo industriale ed economico sono ormai stabili partner nel programma, offrendo le loro risorse tecnico scientifiche ed economiche, moltissimi privati cittadini partecipano al programma ricevendone una informazione puntuale e offrendo il loro sostegno in molte forme.

DREAM è modulato per un rapido scaling-up

L'eccellenza delle prestazioni e le ridotte risorse economiche non hanno rappresentato un limite alla possibilità di diffondere la cura a un vasto numero di persone e, in prospettiva, a tutti. Il problema principale è piuttosto nella difficoltà di implementare, in sistemi sanitari a risorse limitate come quelli africani, la complessa assistenza richiesta per l'infezione da HIV/AIDS. Occorre costruire una strada innovativa proprio in questo campo, tenendo conto dei peculiari fattori e mettendo a frutto la necessità di strutture agili e leggere. Oggi DREAM si dimostra un modello funzionante che deve affrontare la sfida della sua crescita. Si tratta di ampliare e dilatare insieme, uno accanto all'altro, tutti gli aspetti del sistema: dall'addestramento del personale tecnico e medico (in un paese- come gran parte dei paesi dell'Africa sub-sahariana con una cronica carenza di personale aggravata dalla pandemia) alla creazione di adeguate infrastrutture, dalle facilities diagnostiche ad un'adeguata assistenza al parto, dal monitoraggio e supervisione delle terapie alla valutazione dei risultati. La crescita coordinata ed armonica delle diverse componenti rappresenta un passaggio critico che richiede e richiederà un impegno eccezionale. Del resto la lotta all'AIDS deve affrontare questo ineludibile transito su grande scala delle cure per ambire a diventare battaglia su scala-paese e, in futuro, modello per paesi a risorse limitate. Non si può, infatti offrire tutto a tutti contemporaneamente. Questo impone scelte di priorità. Nella prima fase per questo è stata data precedenza con DREAM, alle donne in gravidanza, alla coppia madre-bambino e ad alcuni interventi chiave in settori strategici dello sviluppo come quello sanitario (medici, infermieri e personale ausiliario) ed educativo (insegnanti della scuola dell'obbligo). E' stato chiesto più volte ai responsabili del programma se sia etico o meno privilegiare una fascia di popolazione su un'altra. La situazione di partenza, purtroppo, in gran parte dell'Africa è proprio quella della non-scelta accompagnata da immobilità, impotenza e totale rassegnazione di fronte all'espandersi dell'epidemia.
Non scegliere per evitare il rischio di scelte di priorità necessarie all'inizio di ogni programma con ambizione globale (come il contenimento,il contrasto e la sconfitta dell'AIDS in Africa), appare davvero il contrario del rischio etico, in una sorta di limbo etico che diventa responsabile della scomparsa di intere generazioni.
Per questo, scelte di priorità, introducono un inizio di etica in uno squilibrio Nord/Sud drammaticamente marcato.
DREAM non dimentica altri settori di popolazione che più difficilmente hanno accesso alle cure, come ad esempio quello dei detenuti nelle carceri o dei bambini negli istituti. Per questo sta rapidamente diffondendosi, anche in senso geografico, al centro ed al nord del Mozambico.

DREAM è un programma di sanità pubblica

DREAM è stato concepito per diventare una componente stabile del Servizio Sanitario Mozambicano. Le sue strutture, negli ospedali, nei centri di salute e nelle maternità, sono quelle del Servizio Sanitario Mozambicano. Non si escludono, già dai prossimi mesi, strutture private -di grande rilevanza sociale e pubblica- gestite da congregazioni religiose, da volontari, da ONG ed altre agenzie di solidarietà, che già stanno efficacemente contribuendo allo scaling-up del programma. Tutti i servizi sanitari, dalla diagnostica al supporto nutrizionale, dall'educazione sanitaria alla terapia convenzionale di infezioni opportunistiche e di infezioni a trasmissione sessuale (come la HAART), sono offerte in totale regime di gratuità, almeno per quel che riguarda le popolazioni appartenenti ai bacini di utenza dei centri. E' allo studio la possibilità di garantire l'accesso a questi servizi anche per chi è lontano geograficamente, proponendo meccanismi di cost-sharing basati sulle spese vive, per coprire i costi, ad esempio, dei reagenti per diagnostici.

DREAM è anche ricerca operativa

DREAM è utilizzato anche a scopi di ricerca in sanità pubblica, epidemiologia dei servizi e del loro impatto, nella clinica e nella terapia per paesi in via di sviluppo. L' acquisizione di nuove conoscenze, nella ricerca dedicata ad interventi di sviluppo in paesi poveri, non può che rappresentare un valido contributo sulla via della lotta all'AIDS. In questo senso il programma è dotato di robuste connessioni con il mondo scientifico ed è orientato alla raccolta dei dati per studi epidemiologici, sia in via routinaria che per indagini ad hoc. Grande attenzione è stata assegnata alla necessità di dare vita -nonostante le ovvie debolezze infrastrutturali in un paese di grandi dimensioni e con problemi di comunicazione legati alla storia del paese e alla fuoriuscita dalla guerra- a un efficiente sistema di comunicazione interna. Una rete informatizzata e telematica unisce tutti i centri del paese e li connette a server in loco ed in Europa, facilitando il lavoro di coordinamento e di supervisione, consentendo immediati teleconsulti per i clinici di DREAM e fornendo in tempo reale i dati prodotti nelle singole strutture.

Queste pagine sono state scritte per due motivi. Il primo è quello di far conoscere in maniera semplice e dettagliata i primi passi e le conquiste di un programma che mostra in maniera convincente -in controtendenza- che è possibile sconfiggere l'AIDS in Africa. Il secondo è che DREAM vuol essere un canale aperto per chi intende partecipare a questa avvincente battaglia ma non ne ha i mezzi, un collettore di energie e risorse per tutta l'Africa. DREAM infatti - è la sua ultima caratteristica - ha bisogno di tutti e si mette a disposizione di chi ritiene di poterlo espandere in altre situazioni di lotta all'AIDS in Africa.
Sconfiggere l'AIDS in Africa è davvero possibile. Ci auguriamo che venirne a conoscenza possa creare un contagio positivo tra quanti hanno la possibilità di moltiplicare l'efficacia di questa battaglia decisiva per il futuro dell'Africa e del Pianeta.
Il sostegno di molti permette di crescere meglio e più in fretta. E il tempo, contro l'AIDS è decisivo.

DREAM è ormai attivo da più di un anno ed i primi risultati sono stati presentati alla 10° Conferenza CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections - Boston 2003).