Il
Malawi (assieme ad altri paesi dell’Africa Australe) dal 2002 è stato ripetutamente colpito da carestie.
In quell'anno, si è stimato che quasi due terzi della popolazione si trovasse in stato di carenza
alimentare. Una percentuale scesa ma rimasta su
livelli gravi l'anno seguente, quando l’emergenza riguardava il 30 % dei malawani.
Da
allora la Comunità di Sant'Egidio è intervenuta nel
paese prima con aiuti
di emergenza e in seguito con più vasto progetto
di lotta alla malnutrizione e la
realizzazione di centri nutrizionali.
Il
paese
Il
Malawi è un piccolo paese, senza accesso al mare, con
poco più di dieci milioni di abitanti, la metà dei
quali ha meno di 18 anni. L'asp
ettativa di vita,
abbassatasi di cinque anni nell'ultimo quinquennio, è
oggi di solo 36,5 anni.
E' il segno di un impoverimento grave, dovuto ad una molteplicità di fattori, tra cui la
malnutrizione, l’accesso alle cure mediche negato, lo scarso livello culturale che aumenta l’incidenza delle
malattie, l’ enorme diffusione dell'infezione da
HIV.
Un Malawiano sopravvive in media con meno di 1 dollaro al giorno.
La mortalità infantile è del 103/1000 e
nel paese si contano più di un milione di orfani di cui 700.000 a causa dell'HIV.
La siccità degli ultimi mesi rende la
situazione attuale molto rischiosa: una nuova,
gravissima carestia è in atto. Dalla fine di
novembre sono iniziate le morti per fame.
Un rapporto
FAO del giugno 2005 prevede che un quarto della
popolazione del paese, cioè 4.22 milioni di malawiani, non avranno il cibo necessario alla sopravvivenza. Lo stesso studio prevede
che al sud del paese la popolazione affetta da carenze alimentari sarà tra il 55 e il 61%, nei distretti di Balaka e Chiqwawa sarà colpito l’80% della popolazione, il 76% a Mulanje, il 71% Thiolo, il 66 e 61,5 % rispettivamente a Blantyre rurale e Ntchew.
Dallo
stesso rapporto si evince che una delle cause della
carestia è la diffusione della monocoltura, e un ritardo nella distribuzione di fertilizzanti, che avrebbero potuto sopperire anche parzialmente alla carenza di piogge.
La carestia ha sommato i suoi effetti disastrosi con quelli prodotti dalla diffusione dell’HIV, incrementando le morti premature. Attualmente la stima ufficiale del Governo del Malawi riporta che una persona su 9 è sieropositiva, cioè si stima che il
14,2 % della popolazione sia affetto da HIV e che nel solo 2003 siano decedute a causa dell’infezione da HIV circa 90.000 persone.
Ma stime non ufficiali, basate sugli ingressi negli ospedali privati,
porta la percentuale al 30%.
Il progetto della Comunità di Sant’Egidio in Malawi nel 2003/2004
La Comunità di Sant’Egidio già dal 2003 ha attuato
un progetto di supplementazione alimentare
per rispondere alla terribile carestia che ha attanagliato centinaia di migliaia di
persone.
Il progetto prevedeva la costruzione di 2 centri nutrizionali e la ristrutturazione di un terzo a Balaka, Lilongwe e Mangochi.
Presso I tre centri sono stati assistiti 4200 bambini circa in 12 mesi.
Ma la maggior parte della popolazione disagiata è stata raggiunta attraverso delle distribuzioni in agglomerati urbani distanti dai villaggi o dalle città. Le persone indebolite dalla malnutrizione,
infatti, non riuscivano a raggiungere i pur necessari centri nutrizionali.
Con le comunità locali abbiamo quindi distribuito aiuti
alimentari per un anno a nuclei familiari e si stima che in 18 mesi
siano state raggiunte 35.000 persone. Molti dei bambini particolarmente malnutriti sono stati conosciuti con le scuole della pace.
Hanno usufruito del programma bambini di ogni confessione religiosa:
musulmani, cattolici, protestanti, delle religioni tradizionali, delle nuove chiese protestanti. Abbiamo ricevuto i ringraziamenti ufficiali della Scuola Coranica di Zomba, dei capi villaggio, delle autorità locali, di tanti catechisti , di tanti anziani che non avevano più nulla da dare ai loro
nipoti. Il progetto fu in parte sostenuto con i fondi
per la lotta alla fame dell'8x1000.
Il progetto della Comunità di Sant’Egidio in Malawi nel periodo 2005/2006
Poiché l’attuale crisi arriva dopo un lungo periodo di indebolimento della popolazione locale, si è ritenuto necessario proseguire nel sostegno alimentare.
Il progetto prevede una distribuzione contemporanea nelle tre zone del Malawi: nord, centro
sud, con l'utilizzo dei centri nutrizionali e della
rete già implementata negli anni scorsi.
In ogni zona vogliamo supplementare 4 villaggi, circa
2000 persone a villaggio, 10.000 persone al mese in tutto il
Malawi.
Sono stati censite già 5400 persone che possono cominciare a ricevere gli aiuti alimentari.
Il censimento è stato fatto con l’aiuto dei capi villaggio, le autorità locali, i preti e attraverso la fitta rete
delle Comunità di Sant’Egidio malawiane, che ormai in alcune zone è presente da 5 anni. Poiché nel paese si sono verificate dei disordini, i capi villaggio con glia anziani hanno collaborato con le persone della Comunità per scegliere i più poveri e per effettuare le distribuzioni. Infatti il 19 dicembre abbiamo cominciato il progetto e già si sono effettuate le distribuzioni a Mzuzu, Ciqwawa, Nguludi, Chimwala e Katema per un totale di 3600 nuclei familiari raggiunti.
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I pacchi alimentari sono composti da:
10 kg di Fortified Mais ( cioè mais addizionato
con vitamine)
2 Kg Fagioli
1 Lt di olio
2 Kg di Likuniphala ( pappa altamente energetica per bambini fino a 5 anni fatta con farina di
mais, zucchero, olio, noccioline)
2 kg di zucchero
1 kg di noccioline
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La distribuzione degli aiuti alimentari è
già iniziata nei villaggi, suscitando con grande
gioia. Non è stato un caso riceverli pochi giorni prima del
Natale. E' il nostro regalo, l'inizio di un anno che
vogliamo e speriamo diverso per il Malawi, i suoi
bambini, i suoi giovani.