Comunità di S.Egidio


NON C'È FUTURO SENZA MEMORIA
COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO 
SONO DESTINATI A RIPETERLO

Domenica 14 ottobre 2001

Elio Toaff
Rabbino capo di Roma

 

Desidero prima di tutto ringraziare la Comunità di Sant'Egidio che ogni anno fa venire tanta gente, sempre di più, ad assistere a questa commemorazione del 16 ottobre. Magari il 16 ottobre, quando è avvenuto quello che è successo in questo quartiere, ci fosse stata una solidarietà come noi oggi sentiamo intorno a noi! Allora c'è stato mutismo. Si è assistito all'arresto e alla deportazione degli ebrei senza muovere un dito. Ci sono stati casi sporadici di persone che hanno rischiato la propria vita per cercare di salvare degli ebrei e a questi va la nostra riconoscenza che non ha limiti di tempo. Noi sappiamo quali erano i rischi allora e sappiamo anche quanta gente, per paura delle autorità costituite, pur sentendosi partecipi della tragedia del popolo ebraico, sono rimaste impassibili a vedere quanto succedeva.

Oggi, grazie alla Comunità di Sant'Egidio, noi vediamo arrivare qui centinaia e centinaia di persone. A quale scopo? A dimostrare alla Comunità ebraica che sentono che gli ebrei fanno parte integrante della popolazione della nostra città. Noi sappiamo che gli ebrei sono forse il gruppo della popolazione più antico che vive in questa città. Noi sappiamo che fin dai tempi più antichi - e cioè quando la città di Roma non era come la vediamo oggi ma quando era una piccola città, ma ricca di storia - il popolo ebraico era qui e ha sempre partecipato alla sorte della città stessa.

Oggi, grazie alla Comunità di Sant'Egidio, io posso ringraziare tutti voi che siete venuti qui questa sera per testimoniare la vostra solidarietà. I tempi sono brutti, la pace sembra un sogno, ma noi dobbiamo sempre sperare che la pace trionferà sulla violenza.

Quando diciamo che l'uomo è stato creato ad immagine di Dio, noi diciamo una grande cosa, perché se tutti fossero convinti di questo, non ci sarebbe nessuno che userebbe violenza contro il suo vicino, perché andrebbe contro l'immagine di Dio e quindi sarebbe un sacrilegio, qualcosa di imperdonabile.

Io credo che ricordando quel 16 ottobre funesto in cui ci fu una razzia di ebrei senza nessuna differenza per vecchi, donne e bambini, io credo che questa sera, questo ricordo, la vostra presenza ci confortano che non succederà mai più. In un periodo come questo dove noi vediamo il terrorismo affermarsi in tutte le parti del mondo, facendo vittime innocenti, senza portare rispetto alle famiglie, ai bambini, ai vecchi, quando vediamo tutto questo dovremmo disperare, dovremmo dire: non c'è più speranza per l'umanità. Ma io dico invece il contrario, perché nel momento in cui queste aberrazioni si affermano, io credo che la vostra presenza qui è la migliore risposta al terrorismo.

Noi, sia voi che noi ebrei, vogliamo la pace, vogliamo la concordia, vogliamo vedere nel nostro prossimo l'immagine di Dio: per questo vogliamo rispettarlo, per questo non vogliamo usargli violenza, per questo noi vogliamo vivere in pace con tutti.

E io mi auguro che questa grande manifestazione di questa sera, indetta dalla Comunità di Sant'Egidio, possa ripetersi ogni anno e vedere ogni anno un maggior numero di persone perché questo ci conforta: che la violenza non trionferà ma trionferà la pace e l'amore per il prossimo.