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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria di Mosè. Chiamato dal Signore, liberò il popolo di Israele dalla schiavitù dell'Egitto e lo guidò verso la "terra promessa".


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Paolo ai Colossesi 1,15-20

Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Paolo, per invitare i Colossesi a non rassegnarsi al potere delle potenze oscure del mondo, compone l'inno cristologico. Parla anzitutto della preesistenza e superiorità di Cristo su tutto il creato, incluse le schiere delle potenze cosmiche, ossia ogni potenza immateriale. Quest'ultime non hanno più la forza per competere con Cristo, unica vera risposta alle in-quietudini dell'uomo. L'apostolo, affermando che il Figlio è "l'immagine del Dio invisibile" e "il primogenito di tutta la creazione", non vuol dire solo che è la prima e la più importante tra le creature, ma che ha la preminenza sull'intera creazione. Nel Figlio tutto il creato, comprese le realtà invisibili – che l'apostolo elenca singolarmente – trova consistenza, ragione e senso. Il Figlio è all'origine e alla fine della storia che culmina nella resurrezione di Gesù, l'evento centrale che rende nuove tutte le cose. Dalla resurrezione di Cristo, infatti, prende avvio la "nuova creazione". E il Risorto, diventato il riconciliatore universale (1,20), è il centro d'unità verso cui tutto converge. Ma Egli attua questo disegno di riconciliazione universale attraverso la Chiesa di cui è il capo (è la prima volta nel Nuovo Testamento che Cristo viene presentato come capo del corpo che è la Chiesa). L'apostolo chiarisce così cosa significa per i cristiani l'appartenenza alla Chiesa: divenire, in quanto comunità, sacramento di Cristo nel mondo. Ma aggiunge che Cristo è anche il "primogenito". Cristo, con la sua resurrezione, inaugura quella universale dei morti. Egli è il primo a risorgere.
È colui che apre la via, "il primogenito di molti fratelli" (Rm 8,29), che ha portato a compi-mento la vocazione profonda dell'uomo: entrare in comunione con Dio. Paolo non distoglie il suo sguardo da Cristo e non si stanca di esaltarne il primato: in Lui infatti "è piaciuto a Dio di fare abitare ogni pienezza". E il male, che ancora opera nel mondo, è stato comunque definitivamente debellato da Gesù. In Lui Dio ha già realizzato la pace tra tutte le creature, la pace cosmica.


04/09/2015
Memoria di Gesù crocifisso


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