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L'amicizia
per strada

Stazione Termini - Roma - Italia
Il
primo impegno della Comunità è essere per chi è senza dimora una
presenza vicina e amichevole, restituendo ad ognuno la dignità di
persona con i gesti semplici del rispetto e dell'amicizia. Ogni
membro della Comunità è coinvolto in questa solidarietà verso chi vive per strada anche attraverso l'aiuto
parziale e episodico dell'elemosina, del sorriso, della parola.
L'elemosina,
gesto rilevante nella vita cristiana, impedisce di chiudere gli
occhi di fronte a chi ha bisogno: per questo ci umanizza e permette
una relazione personale anche se breve e sporadica con chi è povero.
L'elemosina non è che il segno più semplice e meno impegnato della
solidarietà.
La
condizione di solitudine e di isolamento è comune a tutte le
persone senza tetto: a volte è così profonda che alcuni non solo
hanno perso ogni contatto con la famiglia ma spesso hanno
scarsissimi rapporti con il mondo intorno. Fermarsi, scambiare
qualche parola con loro, può sembrare poco in una vita ricca di
relazioni. Chi vive per strada spesso invece non ha occasione di
parlare con nessuno se non per chiedere aiuto - e a volte senza risposta
- e non è mai chiamato per nome da nessuno. Il nome viceversa
rappresenta la persona, la sua storia. Salutare, atto umano di
civiltà, presentarsi, chiedere il nome e dire il proprio, spezzano
il disprezzo di cui queste persone spesso sono circondate e sono
segno di rispetto e di riconoscimento della loro dignità. Questo è
il primo grande aiuto che possiamo dare a questi poveri: restituire
loro la dignità di persone e l'attenzione che è loro dovuta
proprio a causa delle dure condizioni in cui vivono.

Yaoundé - Cameroun
Tutti,
quando sono in difficoltà, hanno bisogno di qualcuno che gli dia una
mano: chi vive per strada ha accumulato nella sua vita delusioni e
fallimenti e si trova quotidianamente a combattere con problemi di
difficile soluzione: quelli della sopravvivenza, del rapporto con
gli altri, della intolleranza del mondo intorno. Avere qualcuno a
cui chiedere aiuto e che sappia ascoltare senza pensare di conoscere
già la soluzione è tanto raro quanto fondamentale.
Non è vero che
chi vive così ha perso il desiderio di avere una vita normale, ma
la grande quantità di problemi da affrontare e l'assenza di
sostegno provocano una rassegnata disperazione che
viene spesso scambiata per rifiuto. La fedeltà nell'amicizia e la
rispettosa ricerca di soluzioni concrete ai problemi di
ciascuno permette di costruire un futuro migliore anche in
situazioni dove un cambiamento sembra impossibile.
L'incontro
umano e la vicinanza fedele e paziente, segno della tenerezza di Dio
per i suoi piccoli, permettono di ritessere relazioni significative
anche con persone che a causa dell'isolamento prolungato non
sembrano inizialmente accettare volentieri un contatto o un aiuto
concreto.
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