Comunità di S.Egidio



14 settembre 2006

Un appello di capi religiosi e intellettuali islamici
chiede che sia cancellata la condanna a morte per i tre cattolici indonesiani in attesa di esecuzione
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Un gruppo di autorevoli rappresentanti musulmani, riuniti ad Assisi per l'Incontro di Preghiera e di dialogo tra i rappresentanti delle religioni mondiali promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, hanno rivolto un appello al Presidente della Repubblica Indonesiana, in favore di Fabianus Tibo, Domingus Da Silva, Marinus Riwu, i tre cattolici condannati a morte la cui esecuzione è stata sospesa il 12 agosto scorso, dopo un intervento di papa Benedetto XVI.

Si tratta dell'ayatollah iraniano Muhammad Ali Tashiri, del giudice Dr. El Halabi Abbas, del dr. Mohammad Sammak, consigliere politico del Gran Mufti del Libano e del dr. Saoud El Maolua, anche'egli libanese, della fondazione Shamseddine per il Dialogo. Gli autorevoli rappresentanti islamici chiedono che il gesto di clemenza venga attuato al fine di provare "ancora una volta che la giustizia è un principio fondamentale nell'Islam".

L'appello si aggiunge ai tanti, provenienti da ogni parte del mondo, inviati a sostegno della seconda richiesta di grazia presentata al presidente Susilo Bambang Yudhoyono dai legali dei tre condannati il 25 agosto 2006.

La normativa indonesiana (legge n.22/20029) garantisce la sospensione dell'esecuzione almeno fino a che il Presidente non si sia pronunciato.

L'APPELLO
(Traduzione del testo originale in inglese)

Caro Sig. Presidente

Siamo studiosi e attivisti Musulmani, riuniti da diverse parti del mondo per partecipare alla annuale Conferenza Interreligiosa organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio - Italia.

  Noi, quali devoti Musulmani di diverse denominazioni, per la nostra fede negli insegnamenti dell'Islam, che rispetta la vita umana e la dignità degli esseri umani e che predica il dialogo ed il rispetto delle differenze tra le persone di tutte le fedi;

Noi, quali Musulmani orgogliosi dell'Indonesia non solo perché è il più grande paese Islamico, ma anche perché è una Comunità Islamica aperta e tollerante che rispetta costituzionalmente i diritti di tutti gli altri credenti, secondo l'insegnamento dell'Islam;

Ci appelliamo a sua Eccellenza, Sig. Presidente, affinché sia riconsiderato, per il principio religioso ed umanitario di giustizia ed uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, il verdetto emesso contro i tre cittadini cristiani indonesiani.

Crediamo, Sig. Presidente, che un suo gesto di clemenza a nome di tutta la grande Nazione Indonesiana, renderà più visibile in tutto il mondo il buon volto dell'Islam, proverà ancora una volta che la giustizia è un principio fondamentale nell'Islam, e che le genti del Libro, i Cristiani e gli Ebrei, godono di un grande rispetto, amore ed ammirazione secondo il Santo Corano.

Siamo sicuri, Sig. Presidente, che rispondendo positivamente all'appello che le rivolgiamo lei ci darà grande forza, in questa Conferenza Internazionale e negli altri incontri, nel nostro impegno per dare un'immagine costruttiva e positiva dell'Islam in cui tutti noi crediamo.

Dio la benedica, Sig. Presidente, insieme al suo popolo ed al suo paese.

His Excellency Ayatollah Muhammad Ali Taskhiri
Secretary General
"The World Forum for Proximity of Islamic Schools of Thought"
Teheran Iran

Dr. El Halabi Abbas
Representative of the Druse Community
Beiruth Lebanon

DR. Saoud El Maoula
Vice President "Fondation Shamseddine pour le Dialogue"
Lebanon

Dr. Mohammad Sammak
Political Advisor to the Grand Mufti of Lebanon


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