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1 Novembre 2016 | ROMA, ITALIA

La liturgia di tutti i Santi a Santa Maria in Trastevere, in memoria di coloro che sono morti per gravi malattie

 
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Nel giorno della festa di tutti i Santi, la Comunità di Sant'Egidio celebra il ricordo di coloro che sono morti a causa di gravi malattie, a cui la Comunità è stata vicina in questi anni. I loro nomi sono stati ricordati nella liturgia eucaristica a Santa Maria in Trastevere, presieduta dal vescovo ausiliare di Buenos Aires, mons. Ernesto Giobando, e dal parroco, mons. Marco Gnavi.

 

L'omelia di mons. Marco Gnavi

Cari fratelli e care sorelle,

È festa di tutti i santi. Chi sono i santi, cari amici? Quelli che appartengono a Dio, i fratelli e le sorelle del Signore Gesù. I santi, anche i più umili, sanno di avere bisogno di misericordia e sanno da dove sgorga. Oggi, in questa festa benedetta, il Signore ci dà la gioia di contemplare la Gerusalemme del cielo, dove sono raccolti i nostri fratelli e le sorelle che ci hanno lasciato. La città del cielo è madre della nostra speranza e della nostra consolazione, è nostra madre. Come questa Basilica che ci abbraccia, di anno in anno, e ci aiuta a sollevare lo sguardo per incontrare lì nuovamente il volto, il cuore, gli occhi, di un amico, un padre, un figlio, una sorella la cui vita è stata amata nella debolezza e nella fragilità estrema del corpo.

San Giovanni, nel libro dell'Apocalisse, dice che sulla loro fronte Dio ha messo il suo sigillo. Cioè un segno per dire che sono suoi, che non permette alla morte di strapparceli via per sempre. Per questo, già mentre erano ancora tra noi e mentre passavano attraverso grandi tribolazioni, ha immesso in loro una vita nuova, fatta di amore, di fede, e di grande resistenza al male. Loro stessi ci hanno confortato e ci hanno stupito: nelle tante prove della loro vita, hanno desiderato e scoperto di non essere soli, di essere amati, hanno sollevato per primi il loro sguardo cercando il nostro, quello dei loro cari, e ancora più in alto, quello del Padre celeste.

Hanno pregato, e talvolta la loro preghiera è stata come un grido. Hanno reso grazie per il soccorso, per la speranza, per la tenerezza. Hanno stretto le nostre mani, mentre Gesù stringeva le loro. Nei terremoti e nelle scosse che hanno spesso all'improvviso frantumato tante certezze, Gesù ha ricostruito la speranza. Il tempo più breve della loro esistenza si è popolato di tanto amore.

Avete ascoltato le parole di Gesù, quando, vedendo le folle, salì sul monte, e vedendo i discepoli avvicinarsi, cominciò a parlare loro? Li sorprese: non parlò di felicità a buon prezzo, o di insegnamenti lontani dalla loro vita. Davanti a sé aveva donne e uomini umili, bisognosi di perdono come noi tutti, malati, desiderosi di conoscere il senso della vita. Affamati, assetati, in attesa di una buona notizia, che finalmente sarebbe venuta da questo maestro, tanto diverso dagli altri, che sapeva leggere nel cuore di ciascuno e addirittura scacciava gli spiriti cattivi. Ebbene, Gesù, proprio a loro vuole dare le chiavi del Regno di Dio. Non ai superbi, sicuri di possedere stima, beni, la propria vita, ma ai poveri di spirito: sono gli amici prediletti di Dio. Anche se feriti hanno sentito il calore del suo amore, lo hanno cercato - a volte anche nell'angoscia - e ci hanno provocato alla tenerezza. Gesù si è fatto trovare, e gli ha promesso: anche quelli che sono nel pianto, con lui e con i discepoli sarebbero stati consolati. Così amati, molti hanno trovato la beatitudine della mitezza, la purezza di cuore, la fame e sete di giustizia.

Gesù ha percorso vie del cuore che ci sono sconosciute, e ha anche usato le nostre mani, quasi senza che noi lo sapessimo. Ma questi fratelli e queste sorelle hanno intuito verità profonde e il senso autentico della beatitudine. Certo non senza dolore o fatica, ma oggi, queste nostre sorelle e questi nostri fratelli ci guardano dal cielo, mentre pronunciamo i loro nomi, uno per uno, e accendiamo una candela, segno di luce nella notte, segno di resurrezione.  E quando al nome di un uno si aggiunge l'altro, la luce si fa più intensa, e alla fine il fuoco è tanto luminoso e caldo da scacciare le tenebre e dare speranza anche noi. Sono certo che stanno pregando anche per tutti coloro che in queste ore soffrono per il terremoto. Loro, dal cielo ci accompagnano e ci proteggono.

E pensate allo stupore, quando affacciandosi al Regno di Dio, hanno incontrato i grandi santi della storia, tanto più grandi, quanto più umili. San Francesco, che qui ha pregato, Sant'Egidio che ci è caro, e tanti altri. Hanno incontrato le madri sante che hanno combattuto per il bene dei loro figli, pregando e piangendo in silenzio, senza mai allontanarsene. Hanno abbracciato gli amici che hanno amato i poveri e hanno combattuto per loro, in nome del Vangelo. Hanno incontrato sorelle e fratelli che hanno creduto e sofferto, e come loro, si sono fatti proteggere dall’abbraccio di Dio e dei discepoli di Gesù: a migliaia di chilometri di distanza, magari in Africa, come tanti dei nomi che ricorderemo oggi. Ma tutti nella stessa famiglia umana.

Oggi e domani, il cielo e la terra si toccano. Dalla Gerusalemme celeste, dal Regno di Dio giunge la loro voce e ci incoraggiano a combattere la buona battaglia della vita e della fede. Gioiscono quando ci avviciniamo di più al Vangelo, per loro fonte di luce, forza interiore, serenità nella tempesta. Gioiscono quando compiamo i gesti stessi di Gesù. Gioiscono quando l'amore profuso in loro e da loro ricevuto, si trasmette ai più giovani, perché il futuro è solo nell'amore. Non siamo forse noi tutti pellegrini sulla terra? E non andiamo insieme verso una patria comune, dove saremo tutti giudicati sull'amore? Come dice l'Apostolo Giovanni, noi, tutti, da ora siamo già figli di Dio, ma aggiunge con fiducia, che un giorno lui si manifesterà e si farà conoscere all'umanità intera, e in quel giorno saremo tutti purificati da ogni male, da ogni tristezza, da ogni incredulità. Ma già oggi, i nostri fratelli e le nostre sorelle in cielo, lo vedono così come egli è, e ce ne parlano con la loro vita e la loro testimonianza. Amen



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