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"Il Mediterraneo sia un mare che unisce". Il X° incontro Medì a Livorno

Dalle città del Mediterraneo si leva una voce alternativa alla "logica" imperante dello scontro. La pace, la memoria, il disarmo e le parole delle donne sono i temi al centro del nuovo incontro internazionale di Medì, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.
Ieri la manifestazione si è aperta con l'intervento dello storico Andrea Riccardi. «Sono passati dieci anni dall'inizio di questi incontri sul mare agitato dalla Storia, in cui esistono legami profondi che uniscono questo mondo complesso e troppo conflittuale» ha osservato il fondatore di Sant'Egidio, che ha poi indicato la vera emergenza del nostro tempo: «Oggi il grande problema è che il tema della pace è cancellato dal nostro orizzonte. Fino a ieri abbiamo parlato di pace anche in un mondo difficile, conflittuale, ma oggi ci troviamo in una situazione drammatica: due anni fa la guerra e l'invasione russa in Ucraina, e la guerra che continua. Poi una situazione terribile, quello che è successo il 7 ottobre con l'attacco terroristico di Hamas e la risposta israeliana, ma non dimentichiamoci altri fatti, quello che sta accedendo in Sudan, la fine del Nagorno-Karabak in Azerbaigian dalla mattina alla sera».

Quel che preoccupa, secondo Riccardi, è il paradigma che si sta imponendo con prepotenza sullo scenario internazionale: «Ci troviamo in un momento in cui lo strumento della guerra e della violenza è stato riabilitato e ormai le guerre una volta aperte sembra non trovino fine, si eternizzano e questo è un dramma».

Monsignor Paolo Razzauti, intervenuto per la diocesi di Livorno, ha sottolineato che «il Mediterraneo va visto come luogo di pace e non di morte. Dal nostro porto partivano carichi di livornesi che cercavano lavoro in America, con la valigia di cartone e tanta speranza come quelli che arrivano da noi ora. Forse ce ne siamo dimenticati. Non si può fare passare queste persone da un lager a un altro. La Chiesa ha saputo guardare alle esigenze della nostra città: penso a don Angeli, a Erminia Cremoni che ha costruito gli asili subito dopo la guerra. Oggi occorre lanciare scialuppe di salvezza verso coloro che hanno bisogno». Poi ha evidenziato il senso profondo e ispiratore di una manifestazione che vuole contribuire a cambiare davvero le cose: «In questa sala, a Medì, non ci sono steccati».

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha rimarcato la tradizione inclusiva della città: «Livorno sa mostrare la sua capacità di adattamento e solidarietà, in difesa della dignità umana di tutti i cittadini. Medì accende i riflettori sul nostro compito civico. Grazie a chi lo ha organizzato con passione ed entusiasmo».Il governatore toscano Eugenio Giani ha aggiunto che «la Toscana è abituata a guardare al Mediterraneo come un'unica frontiera di pace».
«Le città del Mediterraneo vogliono vivere e dire la loro in questo tempo violento - spiegano gli organizzatori - Hanno qualcosa da dire, hanno molto da raccontare. Questi incontri vogliono ascoltare la loro voce. E fugare con l'amicizia, i fantasmi dell'inimicizia».
Oggi si sentiranno le voci delle donne del Mediterraneo: al teatro La Goldonetta (inizio ore 9.30) interverranno Delia Buonomo (Caffè Hobbit, Ventimiglia), Philippa Kempson (Hope Project, Lesbo) e la giornalista Corinne Vella, sorella della giornalista Dafne Caruana Galizia, uccisa a Malta.

Articolo di M. Bir. (Avvenire)

INTERVENTO DI ANDREA RICCARDI A MEDÌ 2024