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Io ho un sogno... andare a scuola - Dossier inform


 
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DOSSIER INFORMATIVO SULLA CONDIZIONE DELL'ISTRUZIONE NEL MONDO
PROBLEMI E DATI (Roma, 4 giugno 2000)

IL DIRITTO ALLA SCUOLA

Nel mondo ci sono ancora 130 milioni di bambini, su un totale di circa 625 milioni di minori in età scolare, che non ricevono un'istruzione di base. Ciò significa che, anche se la maggioranza dei bambini nel mondo va a scuola, il 21%, non gode del diritto allo studio. Gli oltre 130 milioni di bambini che non ricevono un'istruzione appartengono ai paesi in via di sviluppo. In questi stati accade spesso che i ragazzi e le ragazze debbano abbandonare gli studi per diversi motivi: molti sono costretti a lavorare, nonostante la giovane età; altri sono minacciati dai conflitti armati o da altre emergenze (bambini profughi); altri ancora non hanno la possibilità di accedere alla scuola perché troppo poveri.
Mentre nei paesi industrializzati il tasso di iscrizione scolastica è ben del 98%, quello dell'Asia meridionale scende al 68%, e quello dell'Africa Subsahariana arriva addirittura al 57%. Sono cifre molto inferiori rispetto a quelle dei paesi ricchi, che mettono in luce la grande disparità fra i paesi in via di sviluppo e quelli più industrializzati.

L'istruzione aiuta la pace

Il diritto allo studio dovrebbe poter essere garantito a tutti i bambini del mondo, non solo per una loro migliore crescita, ma anche perché la negazione dell'istruzione nuoce alla democrazia e, quindi, per estensione, anche alla pace e alla sicurezza internazionale. Per un paese investire nell'istruzione è

il modo più sicuro e diretto di promuovere il proprio benessere economico e sociale, e costruire le basi per una società democratica. È stato dimostrato che un aumento dell'istruzione ha effetti sia in campo economico-poiché provoca un innalzamento della "qualità" della popolazione che lavora-, sia in quello demografico-in quanto fa diminuire la mortalità infantile.

Esiste una relazione quasi lineare tra livello di istruzione delle madri e mortalità infantile: se la percentuale dei bambini scolarizzati aumentasse di 10 punti percentuali, la mortalità diminuirebbe del 4,1 per mille. Ad esempio, in Pakistan un anno di scuola in più per altre 1000 ragazze potrebbe prevenire circa sessanta decessi di bambini.

Chi comprende l'importanza della salute, dell'igiene e della nutrizione aiuta a diminuire l'incidenza di malattie e decessi evitabili nella propria famiglia, e allo stesso tempo ne aumenta il potenziale per quanto riguarda la produttività economica.

Le bambine

Le bambine rappresentano il 60% dei minori non scolarizzati. Molte bambine non possono andare a scuola per occuparsi dei lavori domestici; spesso accade che le loro famiglie considerino i costi scolastici troppo alti per le loro possibilità, e, inoltre, devono fare i conti con la tradizione, secondo la quale le bambine hanno bisogno di poca istruzione per essere mogli e madri.

La percentuale di bambine che non hanno accesso all'istruzione di base è sproporzionata rispetto a quella dei bambini: quasi due su ogni tre nei paesi in via di sviluppo non ricevono l'istruzione elementare (circa 73 milioni sul totale dei 130 che non hanno accesso alla scuola).

Invece della scuola, il lavoro

Per decine di milioni di bambini l'istruzione è inaccessibile perché lavorano a tempo pieno, spesso in condizioni di fatica, pericolo e sfruttamento. La maggior parte dei bambini che non frequenta la scuola, lavora. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) calcola che 250 milioni di bambini lavorano a tempo pieno o parziale nei paesi in via di sviluppo.

Per molti altri non c'è una scuola da frequentare o c'è una scuola che non riesce a garantire il loro diritto all'istruzione, perché mancano insegnanti preparati, perché la famiglia non può pagare le tasse scolastiche, perché la scuola è troppo lontana da casa, perché mancano libri e materiali.

Anche i bambini più fortunati, fra quelli dei paesi più poveri, che riescono a terminare le scuole, spesso non sono in possesso delle capacità linguistiche , numeriche e vitali che costituiscono la base del processo di apprendimento durante tutto l'arco della vita. Quando questi bambini saranno adulti, tali capacità saranno loro utili non solo nella vita quotidiana ma anche per rendere migliore il loro futuro.

Tante difficoltà sulla via dell'istruzione

I paesi in via di sviluppo vivono numerose difficoltà per realizzare una completa istruzione scolastica, scontrandosi con ostacoli di vario tipo. Nei territori aspramente montagnosi delle aree rurali, per esempio, la povertà e la geografia scoraggiano anche gli studenti più volenterosi, che devono camminare a piedi, talvolta per ore, per andare e tornare da scuole distanti. In taluni paesi, come le Filippine, l'istruzione elementare è obbligatoria e gratuita, ma il costo dei libri e dei materiali è eccessivo per i mezzi limitati di una famiglia povera.

Se la situazione dell'istruzione presenta molte difficoltà per i bambini e le bambine senza handicap, gli ostacoli da superare sono ancora maggiori per quelli con dei bisogni speciali (disabili): secondo i dati dell'UNESCO, meno dell'1% riesce ad accedere ai sistemi scolastici nei paesi in via di sviluppo.

Gli adolescenti

Un capitolo a parte riguarda gli adolescenti: la convenzione sui diritti dell'infanzia riconosce i diritti dei minori fino a 18 anni, anche se gli adolescenti non sono più bambini e non ancora adulti.

Eppure il loro diritto ad un'istruzione compiuta non viene rispettato. Infatti, lavorando per aiutare le loro famiglie, combattendo per le guerre del loro paese e diventando capi famiglia, gli adolescenti vanno incontro proprio a ciò che non è adeguato alla loro età, privi di voce politica, del sostegno della famiglia e della società di cui avrebbero bisogno.

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