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The commitment of the Community of Sant'Egidio

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NO alla Pena di Morte
Campagna Internazionale
Comunità di Sant'Egidio

KNA

   

 

Contro il boia il 30 novembre luce sui monumenti

ROMA — La Giornata mondiale contro la pena di morte è stata scelta: sarà il 30 novembre, in onore del Granducato di Toscana che - primo stato in Europa —  cancellò il patibolo in quella data nell’anno 1786. L’iniziativa è della Comunità dl Sant’Egidio ed è stata concepita per chiedere di interrompere le esecuzioni agli 85 paesi che ancora applicano la pena capitale. La richiesta di una moratoria ha già raccolto quasi quattromilioni e mezzo di firme.

 Il 30 novembre almeno ventisei monumenti saranno illuminati nelle città che hanno accolto l’appello per dire “no” al boia.

Fra di esse Roma, Parigi, Londra, Copenaghen, Stoccolma, Amsterdam e persino NewYork.

E la mobilitazione cominciata in Europa dà i suoi primi risultati: secondo Mario Marazziti, portavoce della Comunità, «negli ultimi trent’anni i paesi che hanno abolito la pena capitale sono più che triplicati.


NewYork, Roma e Parigi capitali «anti-boia»

DA ROMA Gianni Cotroneo

 Si alza forte il gridò per una moratoria universale delle esecuzioni capitali lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio la quale ha promosso la «Prima Giornata Mondiale contro la Pena dl Morte», che si terrà nelle maggiori città del globo il prossimo 30 novembre, data-anniversario della sua prima abolizione ad opera del Granducato di Toscana.

L’iniziativa denominata “Città per la vita” stata organizzata in accordo con le principali ong raccolte nella “World Coalition Against death Penalty”, comprendente anche Amnesty International. Il programma prevede una serie di iniziative e manifestazioni da svolgersi nelle città aderenti, insieme ad un gesto simbolico: l’illuminazione di un monumento o di un luogo significativo per «dar luce alle speranza dl vita contro li buio della violenza e della morte, come ha affermato Mario Marazziti, portavoce di Sant’Egidio.Tra le città aderenti, si segnalano le maggiori capitali europee:

Parigi, Londra. Berlino. Bruxelles (che è anche centro nevralgico dell’UE). molte città italiane a cominciare da Roma (dove si terranno una manifestazione e un concerto in Campidoglio) ma anche Venezia Napoli e Firenze. Spicca all’estero l’adesione di NewYork. che illuminerà parte della City Hall, significativa perché nel suo Stato vige ancora la pena capitale. L’associazione ha anche reso note le cifre aggiornate della raccolta firme per spingere l’ONU a promuove una moratoria universale della pena di morte. “In tutto il mondo abbiamo raggiunto quasi quota 5 milioni - rivela soddisfatto Marazziti -. il 75% delle quali in Europa, dove la pena di morte è stata completamente abrogata (l’anno scorso la Jugoslavia fu l’ultimo Paese a eliminarla) e i suoi cittadini vedono positivamente la sua eliminazione”.

La Comunità di Sant’Egidio. presente in 60 Paesi, ha lavorato su questo fronte insieme ad Amnesty e a tante altre ong internazionali. Non senza problemi, particolarmente in alcune zone del pianeta. Sono tre,.per il portavoce. le aree che in vari modi frenano li processo di abolizione della pena capitale i Paesi arabo-islamicì che mantengono come comune strumento repressivo; Cina e India, più che altro per il numero dl cittadini soggetti: le poche democrazie che la mantengono -come 14 Stati degli Usa e il Giappone. Oltre la metà dei Paesi nel mondo, esattamente 111, non utilizzano la penai di morte, di questi 76 l’hanno definitivamente abolita. 21 non la applicano da oltre l0anni,e l5 l’hanno abolita per crimini ordinari Sono ben 85 gli Stati che mantengono nel loro ordinamento la pena di morte.


Il 30 novembre prima giornata mondiale per dire no alle esecuzioni. Hanno aderito 26 metropoli di tutto il mondo

 Monumenti illuminati contro la pena di morte

 Roma -  Sabato 30 novembre in ventisei capitali e città del mondo da Roma a New Work, a Barcellona e a Bruxelles, sino a Santiago del Cile vi saranno dei monumenti illuminati. Sarà un modo per dire «no» alla pena di morte e aderire così alla «prima giornata mondiale» contro quello che giustamente è definito un «omicidio di Stato».

L’iniziativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dal «cartello» World Coalition Against Death Penalty (Wacdp) che raccoglie le principali organizzazioni umanitarie non governative del mondo, da «Amnesty International» a «Esemble contre la peine de mort». al «Nationai Coalition toAbolisli death penalty»”, unite nell’obiettivo di promuovere progetti in difesa dei condannati a morte e per l’abolizione della pena capitale.

La giornata del 30 novembre che ha per titolo «Città per la vita - Città contro la pena di morte» ha anche un obiettivo immediato, chiedere una moratoria immediata agli 85 Stati che ancora la applicano. La data non è stata scelta a caso. «li 30 novembre del 1796 il Granducato di Toscana per primo, in Europa, decise di abolire la pena capitale senza mai più reintrodurla - ha spiegato il portavoce della Comunità di Sant’Egidio, Mario Marazziti nel corso di una conferenza stampa -. Un cambiamento che vogliamo celebrare ogni anno, a partire da questo, con la “Giornata contro la Pena di Morte». Marazziti ha aggiunto che «anche oggi la politica e la società possono fare molto» per raggiungere questo obiettivo. E grazie anche alla campagna di sensibilizzazione partita nel 1998 per «una moratoria universale delle esecuzioni» che ha raccolto oltre 4 milioni di firme (tra cui quelle del Dalai Lama, dei premi Nobel per la pace del 1976 e del 1986 Betty Williams e Elie Wiesel, dei registi Roberto Benigni e Emir Kusturica) che ha potuto fornire dei dati confortanti. I paesi che hanno abolito la pena capitale sono più che triplicati, dai 21 del 1970 si è giunti ai 76 del 2002, «con aperture e una maggiore discussione anche in Stati come gli Usa e il Giappone». «Nonostante tante difficoltà - ha ricordato l’esponente di Sant’Egidio - in alcuni paesi la pena di morte è stata abolita. Recentemente, in Cile e in Jugoslavia. Negli Stati Uniti si è registrata una flessione delle esecuzioni. Non così in Cina, dove invece. sono aumentate sensibilmente. C’è ancora un lungo cammino da fare. Continuiamo il nostro impegno - ha concluso - per fermare la pena di morte».

Per questo sabato 30 a Roma sarà illuminato il Colosseo, a Venezia il Palazzo Ducale, a Napoli Il palazzo san Giacomo, a Barcellona il «Barcino, a New York la City Hall, a Bruxelles il celebre monumento «Atomium» e a Santiago del Cile «il Parco della Memoria», per citare solo alcune delle città coinvolte.


Coalition proclaims Nov. 30 World Day Against the Death Penalty

ROME (CNS) -- An international coalition of religious and human rights groups has proclaimed Nov. 30 the World Day Against the Death Penalty. The Rome-based Sant'Egidio Community, a Catholic lay group that is coordinating the initiative of the World Coalition Against the Death Penalty, announced the date during a Nov. 22 press conference. Mario Marazziti, the Sant'Egidio spokesman, said 86 countries continue to sanction and use capital punishment, even though 76 countries have abolished the death penalty for all crimes, 14 have abolished it for most crimes and 21 other countries have not carried out an execution in more than 10 years. Particularly because the United States is one of the countries still using capital punishment, he said, it would be difficult to convince the United Nations to proclaim a day for reflection and education against the death penalty. Instead, he said, the Nov. 30 day is a grass-roots initiative, supported by nongovernmental organizations, including Amnesty International.


Première journée mondiale contre La peine de mort le 30 novembre

ROME, 22 nov  - La première journée mondiale contre la peine de mort sera organisée le 30 novembre prochain par la communauté catholique de Sant’Egidio et de nombreuses organisations internationales dont Arnnesty International, a annonce vendredi Marie Marazziti, responsable de la communauté.

Ce jour a été choisi «car c’est la date anniversaire de la première abolition de la peine de mort dans le monde de la part d’un Etat. le Duché de Toscane, an 1797, a-t-il expliqué.

L’objectif de cette campagne est de faire comprendre que «la peine de mort est un instrument du passe conme la torture et l’esclavage, a dit M. Marazziti.

La décision d’organiser cette journée a été prise par la Coalition mondiale contre la peine de mort (World Coalition Against Death Penalty, WCADP), constituée en mai au siège de Sant’Egidio avec ta participation notamment d’Amnesty International, d’Ensemble contre la peine de mort (France), de la National coalition te abolish death penalty (Etats-Unis), de la Ligue et de ta Fédération internationale pour les Droits de l’Homme.

L’une des initiatives sera que des grandes villes illuminent de façon spéciale un monument emblématique de la même façon que Rome illumine le Colisée chaque fois qu’un pays abolit la peine de mort, décide un moratoire ou qu’une vie est sauvée comme ce fut le cas de Safiya au Nigéria

La Belgique s’est associée tout entière à la campagne. Bruxelles illuminera L’Atomium, qui sera surmontée d’une colombe de la paix et des mots «Non à la peine de mort» en flamand, français, anglais, arabe et chinois. La ville d’Ypres, qui a donné son nom au gaz de combat ypérite utilisé pendant la première guerre mondiale, participe aussi à la campagne.

A Barcelone (Espagne,), la place de la cathédrale sera illuminée, a Santiago du Chili, le parc de la mernoire, a New York, le maire Michael Bloomberg a fait savoir que rintérieur du New York City Convention resterait allumé.

Plusieurs grandes villes ou capitales, Paris, Copenhague, Londres, Stockholm, Amsterdam, participeront à l’initiative mais n’ont pas encore indiqué quel monument elles illumineraient.

M Marazziti a souligné qu’en 30 ans, la prise de conscience abolitioniste avait largement progressé puisqu’il y avait 21 pays abolitionnistes pour tous les crimes an 1970 et qu’il yen a 76 en 2002. auxquels s’ajoutent 14 pays abolitionnistes pour les crimes de droit commun et 21 abolitionnistes de facto.

Face à ces 111 pays, 85 autres maintiennent la peine capitale.

 Parallèlement, la communauté et les ONG ont recueilli, depuis octobre 1998, 4.487.895 signatures en faveur de l’abolition de la peine capitale. Des Prix Nobel comme Ehe Wiesel, Dam Fo, Betty Williams, des écrivains comme Vaclav Have) ou Umberto Eco, ont signé cet appel.

La majorité des signatures a été récoltée en Europe (3,4 millions) et 600.000 proviennent des Amériques.

Une autre association abolitionniste basée en Italie, “Hands off Cain”, avait indiqué dans son rapport annuel qu’en 2001 plus de 4.700 exécutions avaient eu lieu dans le monde, dont 3.500 (74%) en Chine.


KNA

Sant‘Egidio ruit Weittag gegen die Todesstrafe aus

Rom (KNA) Die internatinale kirchliche Gemeinschaft Sant’Egidio hat den 30. November zum Welttag gegen die Todesstrafe ausgerufen. Wie ein Sprecher der Organisation am Freitag in Rom erklärte, will sie mit dem Gedenktag ihrer vor drei Jahre begonnen Kampagne gegen die Todesstrafe neue Impulse verleihen.

Sant’Egidio hat sich dafür mit der «World Coalition against Death Penalty» zusammengeschlossen, einem Verbund von Nichtregierungsorganisationen. Zu dieser Koalition gehört unter anderem auch «amnesty international».

Städte wie Rom, Paris, Barcelona, Brüssel, Santiago de Chile und New York planen für den 30. November Konzerte, Debatten sowie die Beleuchtung eines international bekannten Stadtsymbols. Mehr als 4,5 Millionen Menschen haben in den vergangenen drei Jahren eine Initiative für die weltweite Abschaffung der Todesstrafe unterschrieben.

Derzeit wird die Todesstrafe noch in 85 von 196 Staaten vollstreckt Dazu gehören neben China und Indien vor allem arabische und islamische Länder, aber auctr die USA. Das Datum des Gedenktags soll an den 30. November 1796 erinnern, an dem der Großherzog der Toskana per Dekret Hinrichtungen als Strafmaßnahme abschaffte.


Italia.- Organizaciones religiosas y de DDHH declaran el 30 de noviembre Día Mundial contra la Pena de Muerte

ROMA, 22 (EUROPA PRESS) 

Un grupo de organizaciones religiosas y de defensa de los Derechos Humanos de todo el mundo, que luchan por una moratoria internacional de la ejecuciones capitales, declararon el 30 de noviembre Día Mundial contra la Pena de Muerte. 

La iniciativa, lanzada por Publicidad

la comunidad católica de San Egidio, organizaciones internacionales como Amnistía Internacional y la Coalición Mundial contra la Pena de Muerte, fue anunciada hoy en Roma en rueda de prensa. 

"Escogimos esa fecha porque corresponde con el aniversario de la primera vez en la historia que fue abolida por un Estado la pena capital, el 30 de noviembre de 1797, por parte del Ducado de Toscana", explicó Mario Marazziti, de la comunidad de San Egidio. 

El objetivo de la campaña es sensibilizar a la opinión pública de todos los países para que "entiendan que se trata de un instrumento del pasado, como la tortura o la esclavitud", aseguró Marazziti. 

La Coalición Mundial Contra la Pena de Muerte, creada el pasado mes de mayo, reúne a organizaciones de Europa, Estados Unidos, Asia y Africa, que consideran esa pena cruel e inhumana. 

Como Roma con el Coliseo, que es iluminado con una luz verde cada vez que es conmutada una pena, varios monumentos de capitales y ciudades emblemáticas serán iluminados de forma especial cada vez que en un país indulte a un condenado a la pena de muerte, se decida una moratoria o se suprima la pena capital. 

En junio del 2001, en el Coliseo de Roma se celebró con una ceremonia oficial la derogación de la pena de muerte en Chile, decidida por el Gobierno del presidente socialista Ricardo Lagos el 28 de mayo de ese mismo año. 

En Barcelona será iluminada la catedral; en Santiago de Chile, el parque de la memoria; en Nueva York, el alcalde Michael Bloomberg comunicó que se ilumirará el interior del New York City Convention; y en Bruselas el Atomium. Otras ciudades como París, Copenague, Londres, Estocolmo, Amsterdam, se han adherido a la iniciativa, pero aún no han decidido el monumento que alumbrarán. 

Según datos de los organizadores, en los últimos 30 años ha crecido notablemente la voluntad abolicionista: de 21 países que suprimieron la pena capital para todo crimen en 1970 se pasó a 76 en el 2002, junto con los 14 que la derogaron para los crimenes comunes y los 21 que de hecho no la aplican. Frente a esos 111 países, 86 continúan aplicándola, como Estados Unidos. 

La gran mayoría de los países de América Latina, salvo Cuba y Guatemala, han abolido la pena capital, aunque algunos de estos países la conservan para delitos excepcionales como situaciones de guerra o magnicidio. 

En Guatemala, el Parlamento estudia desde julio un proyecto de ley para abolirla tras la visita del papa Juan Pablo II, que está en contra de la pena de muerte. 

Para la campaña mundial contra la pena máxima, las organizaciones y los activistas han recogido en los últimos cuatro años las firmas de 4.487.895 personas, entre ellas ellas de varios premios Nóbel, como Elie Wiesel, Dario Fo, Betty Williams, así como de célebres escritores, entre ellos Vaclav Havel, Umberto Eco e Isabel Allende. La mayoría de las firmas fueron recogidas en Europa (3,4 millones), mientras 600.000 provienen de América. 

Según la asociación contra la pena de muerte 'Que nadie toque a Caín', en el 2001 más de 4.700 ejecuciones fueron registradas, de las cuales 3.500 (un 74 por ciento) en China.