News

Print

USA, CORTE SUPREMA VALUTA DIRITTI STRANIERI DECISIONE SEGUE SENTENZA CORTE AJA CONTRO USA PER CASI MESSICANI

NEW YORK,  - La Corte suprema Usa ha deciso di affrontare il tema dei diritti degli stranieri che vengono condannati a morte negli Stati Uniti, entrando cosi' neldibattito internazionale aperto mesi fa dalla Corte dell'Aja conuna sentenza contro gli stessi Stati Uniti per la gestione deicasi di 51 messicani nel braccio della morte.

    Il caso esaminato dal massimo organo giudiziario americano e' quello di Jose' Medellin, un messicano che figurava tra quelli di cui e' occupata anche la corte delle Nazioni Unite. I giudici dell'Aja avevano ordinato agli Usa una revisione delle sentenze dei messicani, accusando Washington di aver violato i loro diritti per non aver informato il paese d'origine di arresti e processi, attraverso le vie diplomatiche.

    La vicenda di Medellin sara' affrontata dalla Corte suprema a primavera e i giudici di Washington potrebbero ribaltare le decisioni di corti minori che hanno respinto gli appelli del condannato, in attesa di essere giustiziato in Texas per omicidio. I giudici supremi hanno deciso di accettare il caso dopo aver esaminato una serie di pareri a favore dell'imputato, per il quale si sono mobilitati decine di paesi, organizzazioni umanitarie e anche l'Unione Europea.

     Secondo i difensori di Medellin, gli Usa hanno violato la Convenzione di Vienna del 1963 che richiede al governo che esegue un arresto di informare un cittadino straniero dei suoi diritti all'assistenza da parte del proprio consolato o dell' ambasciata. Nelle loro memorie inviate alla Corte, i sostenitori dell'imputato messicano hanno tra l'altro sottolineato come ogni anno circa 6 mila americani vengano arrestati all'estero e abbiano bisogno dell'assistenza dei diplomatici del loro paese per far fronte ai sistemi giudiziari locali.

    Gli americani - hanno sostenuto gli attivisti contro la pena di morte - potrebbero subire conseguenze all'estero, se gli Usa non danno un buon esempio a casa.


Supreme Court to Consider Impact of International Ruling in Death Penalty Cases

On December 10, 2004 (Human Rights Day), the United States Supreme Court agreed to hear the case of Jose Medellin to determine what effect the United States should give to a recent ruling by the International Court of Justice at the Hague, the United Nations’ highest court. In the case of Medellin and 50 other Mexican nationals on death row, the World Court ruled that the U.S. failed to inform Mexico of their arrests, in violation of the 1963 Vienna Convention on Consular Relations. This failing interfered with Mexico's ability to lend legal assistance to those facing the death penalty. The Vienna Convention applies to Americans abroad and to foreigners arrested in the United States and requires that an arresting government notify a foreign national of the right to talk with his or her consulate. It also requires that the consulate be informed of the arrest of one of their citizens. The Supreme Court granted certiorari to determine whether the World Court's ruling supplants the holding of lower courts that Medellin should have raised this claim earlier. The World Court ruled that U.S. courts should give the death row inmates “meaningful review” of their convictions and sentences. The case is Medellin v. Dretke, No. 04-5928.