La visita di Spreafico tra i senza dimora del Mozambico

3 Agosto 2018

Mozambicovisita

Il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino ha voluto toccare con mano le tante povertà della capitale Maputo. Ad accompagnarlo il fidei donum don Ferretti

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Il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, ha fatto visita alla diocesi africana di Maputo, capitale del Mozambico, dove da circa un anno è parroco don Giorgio Ferretti, sacerdote fidei donum della diocesi laziale e già segretario particolare del vescovo. Durante la visita, durata una settimana, Spreafico ha incontrato l'arcivescovo di Maputo, il cappuccino Francisco Chimoio, e il nunzio apostolico, il venezuelano Edgar Peria Parra.
Particolarmente significative le visite di Spreafico, accompagnato da don Giorgio Ferretti, ai senza fissa dimora che si trascinano per le strade di Maputo e al centro "Dream", una struttura per le prevenzione e la cura gratuita dell'Aids, creato e portato avanti dai volontari della Comunità di 
Sant'Egidio. Entrambe le strutture sono sopportate anche dalla Cattedrale di Maputo, dedicata a Nostra Signora dell'Immacolata Concezione e dove don Ferretti adesso è parroco.
Quella della Cattedrale è una delle più grandi realtà pastorali del Mozambico (basti pensare che oltre mille giovani si stanno preparando in queste settimane per ricevere il Sacramento della Cresima) e abbraccia il centro storico della città. E qui don Ferretti, per tutti oramai "padre George" lavora tra i più poveri, i bambini e le persone che non hanno una casa, dopo aver ricoperto vari incarichi nella diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, sia come segretario particolare del vescovo Spreafico che come membro dell'unità pastorale del centro storico del capoluogo ciociaro, con tre parrocchie affidate alle cure di più sacerdoti.
A Maputo don Ferretti sta inoltre lavorando fattivamente per ristrutturare una chiesa dedicata a san Giovanni Paolo II, chiusa da qualche tempo. Nel corso della sua visita Spreafico ha anche presieduto la celebrazione eucaristica domenicale nella Cattedrale davanti a circa duemila fedeli.


[ Igor Traboni ]