Voci da Lesbo: racconti dal campo profughi

9 Ottobre 2020

GenovaprofughiLesbos e Samos

Condividi su


La testimonianza di Marta Olla, volontaria della Comunità di Sant'Egidio di Genova e di Galith Hanna, rifugiato siriano. La loro esperienza e quello che hanno vissuto e visto al campo profughi di Moria dove hanno operato come volontari. È "Voci da Lesbo", l'incontro organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio: l'appuntamento è oggi, alle 17.45 nel salone della Casa della Gioventù di Rapallo.
« Nel campo di Moria, costruito dopo l'entrata in vigore dell'accordo tra Unione Europea e Turchia, erano previsti 3 mila posti. Prima dell'incendio che lo ha distrutto nella notte tra l'8 e il 9 settembre 2020, il campo ne conteneva circa 12 mila, di cui quasi la metà bambini, alcune centinaia di loro minori non accompagnati – spiega Sandro Secchi, referente della Comunità di Sant'Egidio a Rapallo - nonostante la Grecia percepisca un finanziamento per ogni profugo accolto, quasi nulla arriva alle persone del campo, né acqua corrente, né servizi igienici, né alcuna formazione linguistica o professionale. C'è un bagno ogni 160 persone, una doccia ogni 500, una fonte d'acqua ogni 325».
A Moria si incontrano richiedenti asilo fuggiti da guerre e violenze diffuse in diversi continenti: Afghanistan, Siria, Pakistan ma anche africani del Mali, della Nigeria, del Sud Sudan, della Somalia. In due zone grigie aggiuntive, chiamate "Giungla 1" e "Giungla 2", ci sono altre migliaia di persone in attesa. Il Papa ha visitato i profughi a Lesbo nell'aprile 2016: 12 persone le ha portate via con sé e in Italia sono state ospitate dalla Comunità di Sant'Egidio.
«Il 22 settembre è stato firmato a Roma il protocollo d'intesa che apre nuovi corridoi umanitari dalla Grecia per i profughi che sono a Lesbo e che hanno bisogno di protezione umanitaria – dice Secchi – sono 300 profughi accolti in Italia a costo zero per lo Stato perché ospitati da famiglie, parrocchie, associazioni. Sarebbe bello che altri si facessero avanti e accogliessero. Le condizioni a Moria sono così disperate che i bambini tentano di togliersi la vita».
Marta Olla e Galith Hanna, che portano oggi la loro testimonianza a Rapallo, hanno vissuto come volontari nel campo profughi di Moria. «Questa eestate si sono alternate a Moria circa 200 persone di Sant'Egidio da tutta Europa, 20 da Genova». 

 


[ Silvia Pedemonte ]