Frida Misul e gli altri alla finestra osservano il corteo della memoria

25 Gennaio 2023

ShoahLivorno
Memoria

Le gigantografie dei nostri deportati lungo il percorso dal Comune alla Sinagoga mentre gli studenti ricordano i campi di sterminio sulle note di Schindler's List

Condividi su


"Noi e voi. Per una città davvero senza ghetto": questo il titolo dell'iniziativa promossa ieri dalla Comunità di Sant'Egidio e dalla Comunità Ebraica Livornese in collaborazione con la Diocesi, il Comune ed Istoreco per la Giornata della Memoria ricordando la deportazione dei livornesi di religione ebraica. FridaMisul, Isacco Bayona, i fratelli Levi, i fratelli Rabà ed altri, i cui volti ritratti in gigantografie li abbiamo potuti vedere alle finestre delle case lungo il percorso del corteo che ha preso il via dalla piazza Civica passando per via della Madonna, via del Giglio e via di Franco per poi raccogliersi dinanzi alla Sinagoga in piazza Benamozegh.
Un lungo e silenzioso corteo, accompagnato dalla note della colonna sonora di "Schindler's List", con tanti alunni delle scuole livornesi con in mano i cartelli con i nomi dei campi di sterminio nazisti tristemente famosi, Auschwitz, Birkenau, Treblinka, Mauthausen, Terezin e Sobibor, ma pure di quelli italiani come Fossoli e la Risiera di San Sabba.
«Le immagini di quei volti alle finestre — sottolinea Anna Aiello (Comunità di Sant'Egidio) —rappresentano il volto di un tragedia che è stata mondiale, ma che ha attraversato anche la nostra città». Ma perché ricordare oggi quel tempo e quelle vicende? «Se guardiamo soltanto ai sei milioni di ebrei morti — osserva Vittorio Mosseri, presidente della Comunità Ebraica Livornese — insieme ai sinti ed agli avversari politici, non facciamo giustizia. Fare memoria, secondo me, significa soprattutto guardare ciò che è successo e perché è successo. Perché gli ebrei in Italia sono stati perseguitati? Eppure gli ebrei italiani hanno contribuito allo sviluppo del Paese, fatto il Risorgimento, hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale. Ma si sono sentiti traditi, sono stati umiliati, perseguitati dallo Stato italiano. Eppure si assiste quasi ad una forma di assoluzione del fascismo. Se vogliamo fare memoria bisogna ricordare come l'Italia abbia contribuito pesantemente alla persecuzione, oltre a portare la guerra qui come complice della Germania. E tutto ciò non può essere sottaciuto».
Argomenti che sono ripresi anche dall'assessore Simone Lenzi ricordando appunto i campi di Fossoli e laRisiera di San Sabba. Al termine sono intervenuti anche il rabbino Avrahan Dayan che ha ricordato la figura un bambino ebreo scampato alla "Marcia della morte", mentre il vescovo Simone Giusti ha indicato quali fossero le premesse culturali che hanno sorretto il razzismo, la persecuzione e lo sterminio degli ebrei: «Dobbiamo stare attenti che non vi sia una cultura individualistica dove ognuno pensa per conto suo. Mentre bisogna guardare al bene comune».
La cerimonia si è conclusa con l'accensione di sei luci dell'Hanukkah menorah in ricordo dei sei milioni di ebrei uccisi nei campi di sterminio e con un abbraccio collettivo dei bambini presenti sulle note di Nicola Piovani per il film "La vita è bella".


[ Roberto Riu ]