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del 7/11/00
«Bush,
salva Johnny dal boia» In Texas il 16 novembre sarà giustiziato
un disabile mentale di 42 anni
Appello
al governatore: «Dice di essere compassionevole? Lo dimostri»
di
Alessandra Farkas
NEW
YORK - Il corpo di John Paul Penry è ancora segnato dalle
cicatrici provocate dai mozziconi di sigaretta con cui sua madre
si dilettava a torturarlo 4 decenni orsono. Il suo braccio destro
è molto più corto del sinistro dopo ben 8 fratture inflitte
dalla genitrice che da piccolo lo costringeva a mangiare la
propria materia fecale. E se non bastasse, un danno cerebrale
congenito l’ha condannato a un quoziente intellettivo di 53
punti: pari a quello di un bimbo di 6 anni. Ma l’handicap del
42enne Johnny e le tragiche circostanze della sua infanzia non gli
impediranno, il prossimo 16 novembre, di diventare il 39°
detenuto giustiziato in Texas quest’anno. Ovvero il settimo
disabile mentale - ma secondo le stime ufficiose il numero è ben
più alto - messo a morte nello Stato del candidato repubblicano
che detiene il primato nazionale assoluto di esecuzioni (42 nel
solo 2000: un record senza precedenti).
Nel
tentativo disperato di salvare Penry si sono mossi il Papa, la
potente Associazione degli Avvocati Americani e la Comunità di
Sant’Egidio. Che ha lanciato un appello internazionale
attraverso il suo sito Internet www.santegidio.org per esercitare
pressioni su George W. Bush e i giudici della Corte Suprema
texana. «Soltanto questi due possono commutare la pena in
ergastolo», spiega il portavoce di Sant’Egidio Mario Marazziti
che ricorda come quest’uomo sia «stato condannato dopo aver
sottoscritto una dichiarazione di colpevolezza redatta da un
agente, di cui non poteva comprendere il significato perché
incapace di leggere e scrivere».
Penry
ha imparato a fare la sua firma nel braccio della morte di
Huntsville, dov’è finito nell’81 per aver stuprato e ucciso
la sorella 22enne di Mark Mosely, star del football americano. Nel
’98 il suo caso ispirò una delle sentenze capitali più
incredibili del 20° secolo. Analizzandolo, la Corte Suprema
federale stabilì che «giustiziare un ritardato non è
anticostituzionale». La sua vita fu risparmiata per un cavillo
legale: il primo di una lunga serie di rinvii giunti ormai al
capolinea. «Il suo vero crimine è di essere un poveraccio che ha
ucciso la sorella di un uomo ricco e famoso - accusa Mike Adams,
docente di criminologia all’Università del Nord Carolina - non
so cosa sia il conservatorismo compassionevole di Bush, ma il caso
Penry gli offre una buona occasione per dimostrarcelo». Ma è
improbabile che Bush muova un dito. «Innumerevoli studi
indipendenti hanno stabilito che il Texas giustizia solo poveri,
ritardati e minoranze - spiega l’abolizionista texano Rick
Halperin - eppure le continue denunce hanno solo rafforzato la sua
determinazione».
In
piena campagna elettorale Bush ha esaltato Antonin Scalia e
Clarence Thomas, i giudici più conservatori della Corte Suprema,
secondo cui i singoli Stati hanno il diritto costituzionale di
giustiziare chiunque: donne, bambini, ritardati, persino gli
innocenti. «La sua Corte Suprema trasformerà il patibolo Usa in
catena di montaggio come in Texas», dice The Nation , secondo cui
Al Gore, anch’egli pro boia, sceglierebbe perlomeno giudici
moderati.
A
gennaio, ironicamente, il parlamento di Austin discuterà la
proposta di legge per trasformare il Texas nel 13° Stato dove
giustiziare i ritardati è illegale. Ma per Penry sarà troppo
tardi.
DAL
1976 598 ESECUZIONI OLTRE 3 MILA I CONDANNATI
LA
LEGGE
La
pena di morte è stata reintrodotta negli Stati Uniti nel 1976 ed
è attualmente in vigore in 38 dei 50 Stati
I
METODI
I
sistemi usati per l’esecuzione della pena capitale sono
l’iniezione letale (largamente la più utilizzata), la sedia
elettrica, l’impiccagione, la fucilazione e la camera a gas
LE
ESECUZIONI
In
24 anni sono state 598: 335 bianchi, 210 neri, 42 ispanici e 11
asiatici. Nel solo 1999 le persone messe a morte sono state 98: 30
in più rispetto al 1998 e il numero più alto dal 1951
IL
BRACCIO DELLA MORTE
Sono
in attesa di esecuzione nelle carceri americane 3.625 persone:
1.686 bianchi, 1.544 neri, 311 latino-americani, 84 di altre
minoranze. Le donne sono 50 e gli stranieri 83
I
MINORENNI
I
minori di 18 anni giustiziati sono stati 13. Altri 63 sono nel
braccio della morte
IL
TEXAS
E’
lo Stato che detiene il record assoluto delle esecuzioni: 231, di
cui 42 solo nel 2000. Seguono Virginia (78), Florida (49),
Missouri (44), Oklahoma (30) e Louisiana (26)
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