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In Mozambico, non si ferma il lavoro per le vittime del ciclone Idai. Un impegno eurafricano

21 Agosto 2019

#santegidiosummerCiclone Idai

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In Mozambico si continua a lavorare per sostenere le popolazioni colpite dal ciclone Idai. E' un impegno eurafricano: giovani mozambicani delle Comunità di Sant'Egidio, attivisti del programma DREAM, italiani e europei che stanno vivendo qui la loro #santegidiosummer, non si sono fermati in queste settimane per raggiungere, consolare, offrire cibo nei villaggi più remoti, dove ancora la fame è un problema primario.

Una delegazione di Sant'Egidio di Beira si è recata a Estaquinha del distretto di Búzi, uno dei più colpiti, per offrire cibo alla popolazione. Sono stati distribuiti kit alimentari a più di 600 famiglie, che andranno a beneficio di oltre 3300 persone, oltre a vari prodotti alimentari che Sant'Egidio ha offerto agli studenti che vi studiano.
In questa distribuzione sono state incluse le famiglie delle località di chitindiri, matene, manhande e magimbingo. Uomini e donne, bambini e giovani chiaramente affamati e con volti disperati si sono affollavano sotto gli alberi dalle prime ore di ieri mattina, dopo aver camminato per chilometri a piedi nel luogo giusto. Con le lacrime e con il kit alimentare tra le mani, hanno instancabilmente reso grazie a sant'Egidio. Ci hanno raccontato diverse storie di dolore, ma anche di superamento. Hanno parlato del giorno del ciclone come qualcosa di apocalittico: "ho 83 anni, non ho mai vissuto tanta furia della natura come ho visto quel giorno" ha detto un'anziana.
Le autorità locali parlano di diverse persone che sono morte quel giorno: sono storie strazianti
Ci assicuriamo di pregare sempre per loro, assicuriamo loro che non devono mai sentirsi abbandonati e che faremmo tutto il possibile per tornare presto ad aiutare.
La Comunità di Sant'Egidio di Estaquinha è vicina quotidianamente alle famiglie, hanno rafforzato la scuola della pace per i bambini e hanno partecipato durante la distribuzione dei kit alimentari per la popolazione e per le famiglie dei bambini della scuola della pace.

Un'estate che, come hanno scritto alcuni dei Giovani per la Pace su facebook, tornati a casa, è stata "un grande insegnamento di vita": "Di ritorno a Roma, con tante storie, volti e immagini nel cuore, possiamo solo dire la nostra gratitudine di aver conosciuto tanti uomini e donne che, subito dopo il ciclone Idai che ha colpito la città di Beira in Mozambico il 14 marzo, hanno scelto di non lamentarsi x quanto gli era accaduto e i danni subiti dalle loro case ma immediatamente si sono preoccupati x tanti altri più in difficoltà: bambini di strada, anziani, famiglie che hanno perso tutto. E da qui sono nati tanti frutti di amore x questa città: il miracolo del moltiplicazione dei pani che si realizza ogni giorno al centro nutrizionale che dà da mangiare a 850 bambini, tantissime persone trasferite in luoghi isolati raggiunte dalle nostre distribuzioni alimentari, la speranza restituita alle detenute del carcere femminile di Beira, centinaia di bambini raccolti dalle nostre Scuole della Pace. La costruzione di case per anziani che hanno perso tutto e di case per 100 bambini e ragazzi di strada che ripetono ogni giorno ai loro amici di Sant'Egidio di Beira: "Posso stare sempre qui con voi? Siete la mia famiglia". Grazie a tutti gli amici di Sant'Egidio di Beira perché ci mostrate "nas diversidades fronterizas a unidade de coração".



In Mozambico, non si ferma il lavoro per le vittime del ciclone Idai. Un impegno eurafricano
In Mozambico, non si ferma il lavoro per le vittime del ciclone Idai. Un impegno eurafricano
In Mozambico, non si ferma il lavoro per le vittime del ciclone Idai. Un impegno eurafricano
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