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Si è spento a Johannesburg, il 10 giugno alle ore 19, Elard Alumando. Un grande dolore per tutta la Comunità nel mondo.

11 Giugno 2016

Malawi

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Si è spento a Johannesburg, il 10 giugno alle ore 19, Elard Alumando. E’ un grande dolore per tutta la Comunità nel mondo. Dopo un grave incidente stradale, il 28 dicembre scorso, Elard, con l’aiuto affettuoso di molti, ha lottato per vivere e guarire, nonostante le sue difficilissime condizioni di salute. In questo periodo d’ospedale, si è sentito circondato dell’amore dei fratelli e delle sorelle del Malawi, di Roma e di ogni parte del mondo. L’ha detto, seppure con una flebile voce ma con evidente gratitudine, pochi giorni fa nell’occasione del suo compleanno.

Nato in un villaggio del Malawi nel 1980, aveva conosciuto la Comunità a Zomba nel 1999, durante il primo congresso panafricano. Responsabile della Comunità in Malawi, ha dato un grande impulso alla comunicazione del Vangelo, al servizio ai poveri, alla guarigione e cura dei malati. Punto di riferimento per molti e ultimamente del Movimento dei Giovani per la pace, aveva sempre sperato nel riscatto del suo paese, il Malawi, a partire dalle giovani generazioni. La Scuola della pace era per lui un luogo di educazione alla speranza e di promozione per i bambini più svantaggiati. Si addolorava che tanti piccoli malawiani non avessero la possibilità di avere un futuro, perché mancanti dell’opportunità di studiare. E’ all’inizio del programma BRAVO in Malawi per dare un nome e cittadinanza ai bambini, facendoli uscire dall’invisibilità.

Promotore di speranza in tanti campi della vita del suo paese, non condivideva la rassegnazione anche sulle situazioni più gravi: con DREAM, il programma per la cura dell’AIDS, ha molto lottato per strappare alla condanna a morte tante donne e bambini, molti malati. Ha avuto un concetto alto del servizio al popolo malawiano, alla sua salute e promozione, sviluppando un fecondo contatto con le istituzioni internazionali e del paese. Testimone di speranza, ha animato l’impegno di I-Dream; ha lottato per il riscatto dei poveri, degli anziani e dei carcerati. Ha rappresentato la Comunità al Sinodo dei vescovi per l’Africa nel 2009. Comunicatore simpatico e convincente del Vangelo, ha confermato molti nella speranza e nella fede. Ha coltivato tanti legami di amicizia nel mondo delle Comunità di Sant’Egidio, di cui è stato membro del consiglio di presidenza dal 2009. Ha visitato molte Comunità in Africa, in Europa, a Roma e negli Stati Uniti. E’ stato considerato da molti un amico e un testimone dello spirito del Vangelo.

Alla moglie Dyna e alle sue tre bambine, al fratello Lawrence, a Sant’Egidio in Malawi, ai tanti che l’hanno amato e sostenuto in questi anni, giunge l’abbraccio dell’intera Comunità di Sant’Egidio, unita nella preghiera, nella tristezza per questo distacco, nel ricordo di un cristiano sincero, di un africano che ha creduto nella resurrezione dell’Africa.