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12 Settembre 2011 16:00 | Hochschule für Philosophie

Saggio sulla donna nella Chiesa evangelica e nella sua teologia di Anna-Maria aus der Wiesche



Anna-Maria aus der Wiesche


Comunità evangelica Christusbruderschaft Selbitz, Germania

All’interno della Chiesa evangelica c’è stato negli ultimi decenni un forte cambiamento nella comprensione della donna, a causa sia delle trasformazioni sociali, che delle conoscenze dovute a lavori  scientifici di donne sul Primo e sul Secondo Testamento, sulla storia della Chiesa e sulla spiritualità. Finché la teologia è stata soprattutto un dominio degli uomini, anche lo sguardo e il modo di impostare le questioni risentiva di un'impronta specificamente maschile. Le donne pongono altre domande, sviluppano altre visioni e giungono ad altri risultati.
1.    La donna come annunciatrice del risorto

Nelle nostre Sacre Scritture, il Secondo Testamento, sono descritti molti incontri di Gesù con donne ed uomini. Il suo atteggiamento nei confronti delle donne è sempre descritto come un rispetto pieno di stima (p. es. Lc 13, 10-17; Mc 14, 3-9). Egli le considera pari agli uomini nella fede (Gv 11, 1-45), nella dottrina teologica (Gv 4, 19-26), nell’annuncio (Gv 20, 11-18), le protegge dalla condanna e dall’oppressione (Lc 7, 36-50; Gv 8, 1-11). Sono loro, le donne, che nella Passione perseverano presso di lui restando sotto la croce, mentre i discepoli fuggono (Mt 27, 55-56).
 
Secondo il Vangelo di Giovanni, la mattina di Pasqua Gesù, risorto, incontra per prima una donna, Maria di Magdala. Egli risponde al suo dolore, respinge ogni tentativo di trattenerlo e la invia dai discepoli con il compito dell’annuncio. “Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e ciò che le aveva detto” (Gv 20, 8). Nella tradizione occidentale Maria è detta “apostola apostolorum” . Nei secoli successivi questo fatto è caduto nel dimenticatoio ed è stato passato sotto silenzio.

2.    Il ministero della donna nei primi secoli

Professoresse di storia della Chiesa hanno esplorato nuovi territori della conoscenza a partire dalle testimonianze archeologiche e dai testi dei Padri della Chiesa . Una storia delle donne rimossa è venuta alla luce. Donne hanno esercitato nei primi secoli diversi ministeri sacri: erano profetesse, maestre, presbiteri, diaconesse e  vescovi. “La collaborazione paritaria, l’attività ministeriale e l’ordinazione delle donne hanno una lunga tradizione nelle Chiese cristiane” . Tuttavia c’è stata una interruzione di questa prassi e una lunga fase in cui l’ufficio teologico è stato riservato solo agli uomini, riportando perciò la loro impronta.



3.    Ordinazione delle donne

Le nuove conoscenze teologiche e le ricerche ermeneutiche hanno aperto nella mia Chiesa la via al ministero  delle donne. Dal 1975 l’ordinazione delle donne nella Chiesa evangelica luterana in Baviera è prassi. In questo ci distinguiamo dalle Chiese sorelle cattoliche e ortodosse. Nell’ecumene delle Chiese cristiane e nel dialogo tra i diversi rappresentanti religiosi rimane una questione aperta, su cui dovremmo continuare a portare avanti la discussione.




4.    Le donne si impegnano a favore delle donne e dei bambini

Negli ultimi anni le donne cristiane hanno cominciato ad impegnarsi sempre più nella Chiesa e nella società per i diritti delle donne e dei bambini. Nel 2001 è stato proclamato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese il decennio contro la violenza e la nostra Chiesa lo ha ripreso in pieno e lo ha promosso ad ogni livello. Donne hanno aiutato altre donne a parlare della violenza psicologica, fisica e sessuale contro di loro e contro i loro figli, sia in ambito domestico che sociale. Si sono aperti gruppi di autoaiuto, è stata assicurata protezione giuridica, è stato possibile impostare nuove forme di vita. Le donne, nella loro responsabilità di credenti nel Dio della pace e della riconciliazione, hanno cominciato ad assumere l’una per l’altra responsabilità sociali e politiche.

5.    Le donne arricchiscono il mondo con la loro spiritualità

Le donne arricchiscono la spiritualità con il loro approccio totale alla fede. Tutte le dimensioni della vita sono incluse e tutti gli ambiti dell’esistenza umana vengono posti in relazione tra loro. La corporeità dell’espressione della fede e l’inclusione dell’anima e dello spirito sono espressi con maggior forza dalle donne che dagli uomini. La fede come pura astrazione del pensiero impallidisce di fronte ad una fede che abbraccia pensiero e sentimento, riconoscimento e abnegazione. La mistica, sospettata dalla teologia evangelica di presunzione in quanto conoscenza credente di Dio ed esperienza di Dio , è ricompresa e messa in luce come realtà interiore della fede vivente in Dio da parte di donne di talento. La fondatrice della Comunità “Christusbruderschaft” (Fraternità di Cristo) di Selbitz , Hanna Hümmer, era una donna dotata di capacità profetiche e mistiche. Dalla grazia dell’ascolto interiore di Dio è nato un ordine evangelico composto di uomini e donne. Hanna Hümmer vedeva entrambi, l’uomo e la donna, creati per Dio: “Dio si è creato un Tu al quale egli vuole donarsi completamente. Tu sei fatto per il Tu del suo grande amore” .


6.    Parità fra uomo e donna

La Bibbia parla della parità nella diversità dell’uomo e della donna: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1, 27-28). Così si legge nella storia della creazione riportata nel Primo Testamento. L’immagine di Dio è completa solo allorché si rispecchia in entrambi i sessi. La donna è compagna dell’uomo, a lui pari.
Così è anche nell’annuncio di Gesù, che nella sua critica alla legislazione giudaica sul divorzio esige la trasformazione del diritto di proprietà patriarcale, unilaterale, in un rapporto paritario fondato sulla reciprocità e la fedeltà. 

C’è una linea di pensiero nelle lettere di Paolo secondo cui la donna è considerata di condizione inferiore all’uomo e pertanto di minor valore . E tuttavia dallo stesso autore, Paolo, così viene descritta l’equiparazione attraverso il nuovo essere in Gesù Cristo per mezzo del battesimo: “Non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3, 28). Per quanto Paolo, come ogni uomo del suo tempo, sia dipendente dal modo di pensare della propria epoca, egli può però certo esortare in linea di principio i cristiani e le cristiane a non perdere la nuova libertà dell’amore acquistata in Gesù Cristo . Per ogni società in ogni tempo è necessario di nuovo cambiare, per realizzare la fede in Dio nell’amore per tutti gli uomini .
7.    Osservazioni critiche

Il movimento delle donne nel secolo scorso nel mondo occidentale ha posto le basi della teologia femminista. Rappresentanti della mia e della precedente generazione hanno visto e vedono in ciò una grande apertura, contro la quale molte giovani teologhe esercitano a buon diritto una critica su alcune idee . Per loro la parità tra uomo e donna in molti campi è diventata realtà . Oggi si tratta di proteggere il valore del matrimonio e della famiglia . Il compito che ci resta sarà di dare forma in ogni società e religione allo stare insieme in maniera riconciliata di uomini e donne, donne e donne, uomini ed uomini. Sempre più spesso da entrambe le parti si giunge a violenze ed umiliazioni. La forza del perdono è dono di Dio a noi uomini. Radicati nell’amore di Dio, noi, uomini e donne, possiamo essere e diventare portatori di amore e recarci reciproco aiuto per la vita.

Donne cristiane si incontrano con donne di altre religioni, condividono nella vita quotidiana la responsabilità nei confronti dei bambini negli asili, nelle scuole, lavorano insieme. Le donne cristiane spesso conoscono le altre religioni da altre donne, loro vicine e colleghe.

Comincia una collaborazione teologica tra donne di diverse comunità religiose: teologhe si incontrano con rabbine e con studiose islamiche. Dalla conoscenza reciproca si amplia lo sguardo sul bene di tutti gli uomini e le creature .

I nuovi sviluppi della questione femminile nella Chiesa evangelica hanno aperto anche un nuovo sguardo su Dio. EGLI è Padre e Madre, in LUI noi siamo sorelle e fratelli. EGLI è misericordioso e giusto. EGLI è profondità misteriosa e comunicazione di sé nella verità e nell’amore. Tutto ha il suo ultimo  mistero in LUI.

 



Messaggio
di Papa  Benedetto XVI


Incontro di dialogo tra le religioni, Monaco di Baviera 2011


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