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07/12/2016
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12 Settembre 2011 19:00 | Chiesa greca

Ecologia umana e sostenibilità. Da lusso a necessità di Huotari


Voitto Huotari


Vescovo luterano, Finlandia

La religione è una forza positiva per il cambiamento ecologico.


La consapevolezza dello stato della terra genera immagini minacciose: il clima è danneggiato, l'acqua e il suolo sono inquinati. La biodiversità è in pericolo. Abbiamo molte visioni negative per il futuro della vita. Visioni negative che  paralizzano.

Ma il dibattito sull’ecologia e le conseguenti muisure hanno bisogno anche di visioni positive. Queste visioni esistono in tutte le religioni. La religione può essere una forza positiva di cambiamento che si contrappone al pessimismo. La nostra missione è, quindi, quella di perseguire scopi ecologici con visioni positive.

Presenterò quattro visioni cristiane positive che ci spingono ad agire per uno sviluppo sostenibile e un giusto utilizzo delle risorse naturali.

1.    La bontà degli atti di Dio appartiene a tutta la creazione.

"La natura è la mia chiesa". Molte persone lo affermano nella mia patria, la Finlandia. Nel mio paese ci sono molte foreste e laghi. Camminare nella natura acquieta la nostra mente di fronte al grande mistero della vita. Noi, infatti, sentiamo di essere parte di qualcosa di più grande. Per noi la natura ha un significato spirituale.

La natura è sacra perché è creata da Dio. Rispettare ciò che è sacro porta alla gratitudine per il dono della vita. Pregare il Creatore è proprio della nostra vita spirituale. Quando ci sono il rispetto per la sacralità del creato e la lode per il Creatore, allora la natura non è vista solo come un mezzo per soddisfare i bisogni dell’uomo. La bontà della creazione e la misericordia appartengono a tutta la creazione.

Una visione del mondo senza Dio ci dà così troppo potere da lavorare solo per i nostri interessi. Per risolvere la crisi ecologica c’è bisogno di visioni spirituali in cui le persone siano più fortemente consapevoli della loro responsabilità verso Dio e della loro connessione con la creazione.

2.    Rispettare le condizioni della natura è una precondizione per il benessere.

Lo scopo della natura non è solo soddisfare i bisogni umani. Tutte le forme di vita vogliono vivere. Gli animali e le piante così come le persone vogliono vivere. Questo è un dovere etico che impone di rispettare la vita in tutte le sue forme.

L'umanesimo occidentale e anche il modo di pensare scientifico fanno differenze tra gli umani e il resto della natura, tra il corpo e l’anima, tra il materiale e lo spirituale. Il senso dell’unità e della completezza  fanno parte della vita spirituale. È una contro-reazione a questo modo dualistico e gerarchico di pensare.

Tuttavia, noi, come esseri umani abbiamo una posizione unica perché possiamo sentire la voce di Dio e sentirci responsabili di fronte a Lui. Questa idea cristiana che le persone siano uniche è anche stata abusata quando la gente ha iniziato a soddisfare i propri bisogni senza preoccuparsi per le esigenze del resto della creazione. Ora abbiamo bisogno di re-interpretare le nostre tradizioni spirituali. Il cambiamento ecologico richiede che abbandoniamo la visione semplicistica che la natura esista solo per gli esseri umani e per soddisfare i nostri bisogni.

3.    Il Consumo moderato migliora la buona vita in modo versatile e giusto.

Le persone non sono venute nel mondo solo per produrre e consumare. Per controbilanciare la dittatura del denaro dobbiamo fare spazio alla spiritualità della gente, ad una vita che sia ricca spiritualmente e socialmente e ad un senso di responsabilità sia verso la natura che verso le altre persone. La religione è un elemento di equilibrio. Si tratta di una forza di cambiamento.

Un consumo moderato è l'ideale per tutte le religioni e anche per il Cristianesimo. Al momento i maggiori sforzi sono fatti per creare nuove eccessive necessità per le persone benestanti. Le persone ricche hanno bisogno di sfruttare le risorse naturali per beneficiare della ricchezza. Ma i poveri sono quelli che soffrono di più quando la natura viene distrutta.

Ma anche i poveri distruggono le risorse naturali indebitamente quando non hanno alternative o non ne conoscono. Eppure, è difficile introdurre programmi ambientali nei paesi in via di sviluppo. Si teme che essi siano una minaccia per lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita. Una vita bella per le persone e la natura non può che esserci quando prestiamo attenzione alle condizioni di vita dei poveri.

Lo stile di vita occidentale è ciò che consuma di più. È bene cercare modelli anche in altre culture. Pensare e agire deve trasformarsi in giustizia, bilanciando e proteggendo la natura.

4.    Lo scopo dell’umanità si concretizza nel servire l'amore.

Secondo la fede cristiana le caratteristiche di Dio sono servire, amare e soffrire per le persone e l'intera creazione. Gli esseri umani sono immagini di Dio. Dal momento che Dio ama la sua creazione in maniera servizievole e con sollecitudine, anche coloro che Egli ha fatto a sua immagine e somiglianza dovrebbero fare lo stesso.

Quando siamo partecipi della misericordia di Dio, è allora che abbiamo un amore riconoscente per i comandamenti di Dio e per obbedire alla sua volontà. L’amore per il prossimo si estende anche alle generazioni a venire. Sappiamo, per esempio, che le riserve mondiali di petrolio dureranno per quattro generazioni e le riserve di uranio per tre generazioni. Questa conoscenza combinata con l'amore per le generazioni future ci motiva ed, in pratica, deve dare  senso alle nostre azioni.

L'amore che si estende ai più poveri e alla creazione caratterizza l'umanità in maniera più profonda e genuina. Quando facciamo il bene e agiamo in modo etico, siamo ricompensati con i sentimenti di soddisfazione e di gioia.

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Messaggio
di Papa  Benedetto XVI


Incontro di dialogo tra le religioni, Monaco di Baviera 2011


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