change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - sarajevo...o e pace contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Live concert #penadimortemai il 30 novembre al Colosseo ore 18,30

Con Max Giusti e tanti amici dello spettacolo, della musica e dello sport

In libreria e in formato ebook ''La Parola di Dio ogni giorno 2018'' per comprendere e pregare con le Scritture

Si apre la stagione delle mostre dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio su 'La forza degli anni''.

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE
APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti

 
versione stampabile
11 Settembre 2012 09:30 | National Theatre

50 anni di Vaticano II: il dialogo ha un futuro?



Mohammad Sammak


Consigliere speciale del Grand Mufti del Libano

Per rispondere alla domanda se il dialogo è valido 50 anni dopo il Vaticano II, devo sottolineare tre argomenti importanti:
1.    le relazioni islamo-cristiane prima del Vaticano II,
2.    il contributo del Vaticano II a queste relazioni,
3.    le relazioni islamo-cristiane dopo il Vaticano II


1. Prima del Vaticano II i rapporti erano molto difficili, se non addirittura disastrosi. Si basavano sull’arroganza e sull’ignorarsi reciprocamente. Cito qui due esempi usando una lezione di Michael Fitzgerald del 25 aprile 2000 come riferimento .

a-    Un “monaco della Francia”, che probabilmente possiamo identificare con Hugh di Cluny (1049-1119), scrisse al re musulmano di Saragozza, Muqtadir Billah, una lettera invitando il sovrano ad abbracciare il cristianesimo. In essa parlava dell’inganno dell’Islam, opera di Satana. Egli affermava: “Satana ingannò i figli di Ismaele riguardo al profeta del quale essi avevano riconosciuto la missione  condannando in questo modo molte anime alle pene dell’inferno.
b-    Un antico scrittore, George Hamartolos, questa volta non ci troviamo in Occidente ma nell’Impero Bizantino, compilò una storia del genere umano dalle origini fino al IX secolo. Dedica un capitolo all’Islam, il capitolo 235. Mette a confronto l’Islam con il Cristianesimo in maniera sfavorevole, affermando che questa religione ha avuto origine da un falso profeta. “Questi uomini stupidi dalle menti annebbiate”, scrive, “rifiutano apertamente di prendere in considerazione la vera fede, sacra e garantita da Dio mentre questi stessi farabutti induriti accettano la falsificazione alla quale quest’imbroglione ha dato l’aspetto di religione vera” .

2.Il Vaticano II e l’Islam
A questo proposito è importante notare che
a-    “L’interesse del Concilio per l’Islam nacque incidentalmente, dal desiderio di produrre una dichiarazione che riguardasse gli ebrei. Non si aveva intenzione di discutere dettagliatamente della fede e delle pratiche religiose dell’Islam.”
b-    La dichiarazione del Concilio si rivolge ai musulmani come credenti e non all’Islam come religione, e come un messaggio proveniente da Dio. Ma chiarisce che coloro che riconoscono Dio in verità e lo servono in santità sono in qualche modo ordinati al popolo di Dio (Lumen Gentium 16), infatti, proprio in questo contesto troviamo una prima menzione dei musulmani, prima di tutto come individui, e secondariamente come appartenenti ad una religione diversa. La Lumen Gentium (n.16) dichiara: “…il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale.”

3. Le relazioni islamo-cristiane dopo il Vaticano II
E’ sufficiente paragonare le due immagini dell’Islam prima e dopo il Vaticano II per comprendere l’importanza e la profondità del cambiamento. E’ stato un cambiamento dottrinale che ha aperto le porte alla reciproca comprensione e alla riconciliazione. E’ stato un cambiamento verso il bene e la verità, poiché la bontà e la verità sono uniche.
Dal punto di vista islamico, per essere un musulmano si deve credere al Cristianesimo ( e all’Ebraismo) come un messaggio di Dio. Il Corano, dal punto di vista dottrinale, fa la seguente affermazione riguardo alla Bibbia: “ C’ è una guida e una luce nella Bibbia” ed anche “... lasciate che il popolo della Bibbia segua quello che Dio ha rivelato nella Bibbia”.
Il Corano descrive i cristiani come “credenti” e dice “sono molto ardenti perché tra di loro ci sono preti e sacerdoti”, dobbiamo considerare che nell’Islam non esiste il clero. Il Corano descrive Maria come la donna scelta da Dio e prediletta tra tutte le donne del mondo.
Il Corano afferma che Gesù è la Parola di Dio e lo Spirito che proviene da Lui. Nato da una vergine ha parlato a lei subito dopo la sua nascita. Il Corano, sebbene lo identifichi come profeta, racconta i suoi miracoli incluse le guarigioni dei malati e la resurrezione dei morti per volontà di Dio.
Prima del Vaticano II, questi principi della dottrina dell’Islam non erano conosciuti ovvero non erano ben afferrati.
La loro comprensione ha aiutato il Vaticano II a ripensare la posizione della Chiesa rispetto all’Islam e ai musulmani. Il termine ‘fratelli’ venne, quindi, usato per la prima volta e ripetutamente dai Papi che vennero in seguito eletti nel rivolgersi ai musulmani (Paolo VI in Uganda e Papa Giovanni Paolo II in Marocco nell’agosto 1985).
I musulmani non sono più delle creature diaboliche, pazzi con le menti annebbiate. L’Islam non è più un’eresia cristiana. L’Islam descritto dal Vaticano II è ora una religione degna di rispetto.
I musulmani hanno espresso un’apertura leale e un desiderio costruttivo per costruire legami improntati al rispetto e alla cooperazione con la Santa Sede basati proprio su quanto detto al Concilio. Ci sono attualmente molte commissioni interreligiose per il dialogo islamo-cristiano, ad esempio con Al-Azhar in Egitto, con Al-El-Beit in Giordania e con la Islamic Call in Libia.
Ci sono anche molte iniziative islamiche: “la parola comune dell’amore di Dio e amore del prossimo”, l”impegno reciproco a conoscersi”, tra queste la più importante è l’iniziativa del re Abdullah Ben Abdel Aziz, re dell’Arabia Saudita sostenuta fortemente dal Vaticano ed ora divenuta un’organizzazione per il dialogo interreligioso ed interculturale con sede a Vienna. Per quanto ne so, è la prima organizzazione di questo tipo nel mondo musulmano e probabilmente la prima nel suo genere nell’epoca moderna poiché riunisce rappresentanti del Cristianesimo, dell’Ebraismo, dell’Induismo e del Buddismo.
L’importanza di questa organizzazione non è solo l’essere risultato di un’iniziativa islamica ma il suo essere stata proposta dal Custode stesso delle due Moschee Sante con tutto ciò che egli rappresenta. Il re ha proposto questa iniziativa dopo due passi preliminari:
a-    La convocazione di una conferenza islamica alla Mecca per gli studiosi di religione in rappresentanza di tutte le confessioni islamiche.
b-    La visita simbolica del re in Vaticano e il suo incontro cordiale con il papa Benedetto XVI
Il Vaticano ha partecipato alla stesura della costituzione di quest’organizzazione ed è un membro osservatore al suo interno.


Abbiamo, quindi, due nuovi principi:

Primo: i musulmani sono fratelli dei cristiani e l’Islam è una religione degna di rispetto.
Secondo: l’affermazione della dottrina islamica che il Cristianesimo è un messaggio celeste inviato da Dio e la proposta islamica di tradurre queste convinzioni in azioni.  Questi due principi aprono la strada al dialogo bilaterale. Ci sono buoni risultati ma le aspettative sono molte. Si commettono degli errori ma impariamo da essi più di quanto non impariamo dai nostri successi.
Gli errori ci mostrano che possiamo fare meglio e di più. Gli errori non significano e devono significare che è sbagliata l’idea di costruire ponti.

La domanda ora è, ne vale la pena? La risposta è semplice. Immaginate che non ci fosse stato il Vaticano II, cristiani e musulmani sarebbero ora qui? Ci sarebbero relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e gli stati musulmani che rappresentano circa 1,5 miliardi di musulmani?
Una ricerca pubblicata da Ipsos Mori, un’organizzazione per i sondaggi a livello globale e la Tony Blair Faith Foundation ha dimostrato che:
a-    94% degli intervistati nelle tre principali nazioni musulmane (Arabia Saudita, Indonesia e Turchia) ha detto che la religione è importante nelle loro vita, mentre il 66% di quelli che si identificavano come cristiani in 19 paesi ha fatto la stessa affermazione. La percentuale più alta arriva all’86% negli USA e scende fino al 32% in Francia.
b-    Il 61% dei musulmani nelle suddette tre nazioni ha detto che credono che la loro fede – l’Islam – è l’unica vera via per la salvezza e per il paradiso. Solo il 19% dei cristiani erano altrettanto convinti.

Questa indagine mostra che con una storia alle spalle così problematica, c’è una forte tendenza nel mondo islamico a considerare ogni conflitto o tensione con l’Occidente di matrice religiosa, che abbia cioè un’origine oppure delle conseguenze a livello religioso.   La ricerca evidenzia anche che, almeno per l’occidente, le tensioni con i musulmani non scaturiscono dagli insegnamenti cristiani o da idee diverse riguardo alla natura di Dio ma dall’assenza di una vita religiosa per molti occidentali sia a livello pubblico che privato.
Da ciò deriva il problema delle relazioni tra religioni e confessioni diverse. Gli occidentali sono più legati alla tradizione che non alla religione. I musulmani non dividono la tradizione dalla religione. Lo scontro tra le tradizioni tra occidentali e musulmani diventa, dunque, uno scontro di religioni, cosa che in effetti non è.  La verità è che religione non è tradizione. A volte entrano addirittura in contraddizione.
Il dialogo è la via migliore e la più sicura per trattare questo problema così delicato e rilevante. E’ stato dimostrato innumerevoli volte che solo il confronto può sostituire il dialogo. Abbiamo provato purtroppo senza alcun risultato. Dobbiamo realizzare di più impegnandoci con buona volontà, con buone intenzioni e con reciproco rispetto dei nostri insegnamenti religiosi. Sono certo che possiamo.

 

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

Programma Italiano
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

NEWS CORRELATE
24 Ottobre 2011

Lo Spirito di Assisi: 25 anni di preghiera per la pace

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL | RU
24 Luglio 2010

Si tiene a Barcellona, in Spagna, dal 3 al 5 ottobre, il prossimo Incontro di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali: "Famiglia di popoli, Famiglia di Dio"

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL
20 Luglio 2016

Le religioni mondiali tornano ad Assisi per dare voce alla sete di pace dei popoli


L'incontro internazionale per la pace si terrà dal 18 al 20 settembre, a 30 anni dalla storica preghiera voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL
6 Settembre 2017

Perchè le #stradedipace passano per Münster-Osnabrück? Capire un crocevia della storia europea


I 500 anni della Riforma di Lutero e la pace di Westfalia, spiegate in due semplici schede
IT | DE
20 Marzo 2017
MOSCA, RUSSIA

La carità nelle differenti tradizioni religiose: a Mosca una serata di dialogo nello Spirito di Assisi


Conferenza di Sant'Egidio in Russia con i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste
IT | DE
20 Luglio 2016
PERUGIA, ITALIA

Oggi a Perugia si presenta l’incontro internazionale di Assisi per la pace che si terrà dal 18 al 20 settembre


A 30 anni dalla grande Preghiera delle Religioni mondiali. Marco Impagliazzo e il vescovo Sorrentino presenteranno l’evento promosso da Comunità di Sant’Egidio, diocesi di Assisi e Famiglie Francescane
IT | ES
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
18 Novembre 2017 | ROMA, ITALIA

Il Nobel per la fisica Barry Barish in visita alla Scuola di Lingua e Cultura italiana e al programma DREAM

IT | ES
17 Novembre 2017 | ROMA, ITALIA

''Sant'Egidio in Polonia insegna l'amore per i poveri''. Il ringraziamento del card. Nycz alla preghiera di Santa Maria in Trastevere

IT | PL
16 Novembre 2017

Visita del Presidente austriaco Alexander Van der Bellen alla Comunità di Sant'Egidio

IT | ES | DE | FR

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
11 Novembre 2017
Avvenire
Cristiani e islamici uniti per la pace
30 Ottobre 2017
Notizie Italia News
Il tempo del dialogo, 500 anni dopo ...
15 Ottobre 2017
Herder Korrespondenz
Sant'Egidio: Auf der Suche nach der Gemeinsamkeit
21 Settembre 2017
Credere La Gioia della Fede
Nel 2018 l'Incontro per la pace torna in Italia
16 Settembre 2017
Famiglia Cristiana
La preghiera può spostare montagne di odio
tutta la rassegna stampa correlata

LIBRI
La Parola di Dio ogni giorno 2018



San Paolo
Alla Scuola della Pace



San Paolo
altri libri

19/11/2017
Liturgia della domenica

Preghiera ogni giorno


COME SEGUIRE L'EVENTO
Sarajevo 2012

Si Ringrazia