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17 Maggio 2003

Roma - La premiazione del concorso fotografico "Anziani: Immagini e Grandi Scatti"

 
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"GLI ANZIANI: IMMAGINI E GRANDI SCATTI"

Museo di Roma in Trastevere
Piazza di S.Egidio,5
prorogata fino al 25 maggio 2003, ore 10.00 - 19.30 
(tutti i giorni tranne il lunedì)

 

I VINCITORI

Il 16 maggio una giuria internazionale composta dai giornalisti Jacek Palasinski, Philip Pullella, Mario Marazziti e dai fotografi Massimo Mastrorillo e  Adriano Mordenti, ha designato i vincitori del 

 

Concorso fotografico
VIVA gli ANZIANI!

 

Sezione Bianco/Nero

1° PREMIO  
Mario Gabbarini
( Meglio un amico vicino, che un fratello lontano)

2° PREMIO
Lucia Giacani
(Così ti ricordi di me) 


3° PREMIO  ex aequo: 
Giuseppe Toscano (Saadum 4)
Luciano Rosasco (Giovanna e Agostino) 

Sezione Colori

1° PREMIO  
Patrizia Larese
( Il bacio /Vengo anch'io)

2° PREMIO
Luciano Casagranda
(Inverno in Valle dei Mocheni) 

3° PREMIO  ex aequo: 
Giuseppe Dardo (Che bello! Ti aspettavo)
Silvana Mazzi (Madre e figlio) 

 

Le motivazioni

La giuria ha molto apprezzato la qualità delle fotografie che sono state inviate al concorso.
La scelta di invitare fotografi, cittadini, fotografi amatoriali a privilegiare gli anziani e a cercare in uno, due scatti, di raccontarne problemi e voglia di vivere, necessità e ricchezze ha incontrato una risposta intelligente, non convenzionale.

Come avete potuto vedere visitando la mostra, si ha davvero l'impressione di un viaggio a molte sfaccettature, molto italiano ed europeo, dove si toccano i diversi aspetti della vita di chi invecchia: la vita in istituto e in famiglia, la solitudine e la famiglia, le relazioni sociali e l'amicizia, il lavoro e il rapporto tra le diverse generazioni, l'Italia che cambia e che accanto agli anziani mostra altri colori, gli anziani che non smettono di parlare e di comunicare su quello che conta, come la pace e la guerra, il valore della storia e del lavoro delle mani. Anziani in movimento anche quando stanno molto fermi.

E le fotografie ci hanno aiutato in questo viaggio anche con le didascalie: ironiche, suggestive, intelligenti.

La giuria ha cercato di rispettare l'angolo di lettura proposto dagli autori con le didascalie e ha guardato con particolare attenzione alla capacità di suggestione e di proposta degli autori. Ma ha anche dovuto scegliere, non potendo premiare o menzionare tutti. C'è una grande menzione che viene già dalle migliaia di persone che hanno visitato la mostra e che, grazie al fatto che è stato prorogato il tempo di esposizione di una settimana, continueranno a visitarla. La menzione è già in questo garbato e bel catalogo, che fa bene tenere in casa non nello scaffale, ma sul tavolo del salone: perché è un'occasione per pensare, per parlarne in casa, con gli amici.

E allora arriviamo alle scelte. Jacek Palasinski, il decano dei giornalisti polacchi in Italia, Philip Pullella, vaticanista e perno dell'agenzia Reuters, Massimo Mastrorillo, fotografo che sta per esporre a Milano, Verona, Bologna, Torino e Roma, con Francesco Zizola, vincitore del World Press Photo, tutti benedetti dall'assenza imprevista di Adriano Mordenti (la cui umanità e professionalità è visibile negli scatti di ex-deportati nella sezione Grandi Scatti), e il sottoscritto si sono imposti di scegliere.
Prima dodici candidati in bianco e nero, poi la rosa si è ristretta, alla fine le scelte hanno trovato un consenso generale. Occorre dire che abbiamo individuato alcune tipologie in qualche misura ricorrenti: per questo, alla fine, scatti di grande qualità con lo stesso taglio, alla fine, si sono quasi "elisi". Se molti sono stati i ritratti bellissimi, commoventi, stimolanti, alla fine uno in quella categoria doveva vincere e gli altri, pur bellissimi hanno perso una chance di entrare nei tre premi finali. Nonostante questo abbiamo deciso di assegnare sia nella categoria Bianco e Nero che in quella Colore, un terzo premio ex-aequo.

Ma arrivo al risultato:

 

BIANCO E NERO

3° PREMIO a Giuseppe Toscano per Saadum 4. E per l'intera serie sotto il nome di Saadum. Lo scorrere del tempo, in un orologio completamente a fuoco, e l'incertezza delle conseguenze di un tempo vissuto da soli nella sagoma di un anziano di spalle, impongono a ognuno di noi di riflettere con rispetto e partecipazione sugli anni che passano e sulla vita di chi anziano lo è già. Una pantofola caduta e una al piede, un dettaglio, un problema. Per la sensibilità e la qualità fotografica delle inquadrature la giuria ha il piacere di consegnare la targa a Giuseppe Toscano.

3° PREMIO ex-aequo a due sorrisi carichi di rughe, di storia, di speranza, che entrano subito in comunicazione con chi guarda. Sono i sorrisi delle foto di Giovanna e Agostino di Luciano Rosasco. L'autore coglie due momenti di vita reale e li ferma senza fermarli, ma moltiplicandoli. E' una gioia contagiosa, ma anche motivata, fondata su una vita intensa e complessa, come raccontano le rughe dei due visi. L'energia e l'umanità che comunicano è qualcosa di cui abbiamo tutti bisogno.

 

2° PREMIO

C'è stato largo consenso. E tutti i membri della giuria, indipendentemente, si sono trovati a segnalare le fotografie di Lucia Giacani tra le migliori esposte nella Mostra, con diverse motivazioni. Poi, nella discussione collegiale c'è stata una nuova convergenza e Così ti ricordi di me è stata segnalata per il secondo premio. Assieme a Vince sempre lei. Un grande senso dell'inquadratura, la capacità di incorniciare il soggetto principale con uno sfondo nitido, quasi geometrico e un uso della messa a fuoco che mette al centro il volto di un'anziana carica di vita e che sembra racchiudere un "segreto della vita" importante, tanto importante da suscitare l'interesse del ragazzino in secondo piano che annuncia il mondo che viene e i suoi problemi: tutto questo, assieme all'incredibile risata furba della donna che in un centro anziani vince sempre a carte, rubata nell'istante in cui avviene non per l'uso dello zoom, ma per la sensibilità all'attimo dell'autrice, hanno fatto il resto.

 

1° PREMIO

E' un Premio al contenuto, all'innovazione della proposta umana, alla sensibilità che la condizione anziana richiede da ciascuno di noi. E il contenuto, l'amicizia vera, profonda, è accompagnato da una grande qualità dello scatto e dalla capacità di cogliere un sentimento complesso e non comune nel momento in cui si esprime.Meglio un amico vicino che un fratello lontano di Mario Gabbarini ferma un sentimento fine e che cresce. Intuiamo sulla destra dei due soggetti al centro, due donne, entrambe anziane, l'istituto. L'attesa di una visita. E capiamo dai due modi di vestire la persona che riceve la visita e la persona che va a trovare l'altra. Le due carezze, le due mani su due visi quasi della stessa età esprimono con grande forza un'idea della vita cara alla Comunità di Sant'Egidio: che si possono creare rapporti di amicizia così intensi da attenuare o annullare l'isolamento e la sofferenza aggiuntiva che proprio la solitudine impone al diventare anziani. Gabbarini ci consegna anche Io non cesso di sperare e Suonate la tromba in Sion, due modi non convenzionali di raccontare la vita in istituto con l'ironia e la sorpresa della festa e con una nuova alleanza, nuova ma non impossibile, tra le generazioni.

 

COLORE

 

3° PREMIO

E' ancora il tema della visita. Non c'è ironia, c'è quasi iperrealismo nella faccia da Commedia dell'arte e nella felicità di una donna esile che evidentemente riceve una persona cara che non si vede ma che c'è. E anche qui c'è tanto da imparare da quelle mani sotto il mento che incorniciano un volto esile, intelligente, con grandi occhi che annunciano una buona notizia e qualche buon consiglio sulla vita. Che bello! Ti aspettavo di Giuseppe Dardo ci porta al Sud e ci aiuta a scoprire quanta vita c'è anche quando ci sono delle limitazioni imposte dal corpo, dalla condizione sociale o dall'età.

 

3° PREMIO ex-aequo

C'è grande dignità e c'è un po' della storia d'Italia nella bella foto che abbiamo scelto nella serie inviata da Silvana Mazzi, Madre e figlio. Due generazioni, una tutta contadina e una che ha contribuito all'Italia della ricostruzione, quella del dopoguerra che è arrivata fino a noi e di cui siamo figli. Due modi di vestire, due anziani. Un vecchio e una vecchia-vecchia, la terza e la quarta età. Bello il movimento del braccio. Bello il messaggio di due generazioni che continuano a vivere assieme, forse in un'Italia che non è quella delle grandi città.

 

2° PREMIO

Alcune foto a colori ci hanno portato in luoghi e in tempi che poco frequentiamo. L'uso raffinato, quasi geometrico del colore di un medico appassionato di fotografia in Trentino ci ha fatto camminare per strade di piccoli borghi dal sapore antico, dove le stagioni segnano i ritmi della vita. Inverno in Valle dei Mocheni, con la piccola figura femminile al centro di un incrocio di colori, , le oche in primo piano, l'autunno che brilla ancora nel colore giallo, la neve che spinge a camminare lenti, con fatica, per un terreno scosceso, raccontano una fatica antica e una capacità di plasmare la vita che si rinnova di generazione in generazione. E' stato difficile dire quale delle fotografie-quadri di Luciano Casagranda ci ha coinvolto e commosso di più. Oliva e la sua gallina in una casa antica ci ha comunicato un sapore e un odore caldi quanto il colore di una fot di bellezza non comune. Un secondo premio meritato.

 

1° PREMIO

C'è infine una storia di amicizia raccontata con un grande calore, caldo come il colore quasi rosso della pelle di un'anziana dai bei capelli bianchi un po' in disordine. E' una storia di amicizia che mentre esplode in sequenza, racconta anche l'assenza dell'amicizia. E' una storia tenera, con occhi chiusi e commossi nella prima scena e in un gioco complice nella seconda scena, tra una donna e un uccellino, un piccolo di colombo, forse. Il bacio e Vengo anch'io raccontano la straordinaria relazione di affetti tra anziani e animali, che è compagnia, tenerezza, e che contiene un'antica sapienza non violenta che gli anziani esprimono anche nel loro amore per la natura. E' una compagnia che troppe volte sostituisce la compagnia umana, la familiarità, la simpatia e l'affetto che diventano rari in una società che privilegia troppo spesso auto-affermazione, efficienza, concorrenza e individualismo. Un grazie a Patrizia Larese per questa storia tenera che trasforma la dipendenza in amicizia e diventa una proposta di vita.

Mario Marazziti 


SEGRETERIA DEL CONCORSO
Viva gli Anziani! - Comunità di Sant’Egidio
Tel 06/58566336
Orari: Lunedi e Giovedi dalle ore 18 alle ore 20

E-MAIL
[email protected]


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