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Peace is the future

 
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8 Settembre 2014 09:30 | Auditorium Elzenveld

Intervento



Syuhud Sahudi Marsudi


Presidente del Consiglio Nahdlatul Ulama, Indonesia

Cari Delegati
Vi saluto, e possa la pace di Dio essere con voi.

Sono molto onorato di parlare a voi oggi sull’importante argomento de “ La Pace è il Futuro”, che ha raccolto insieme importanti leaders da tutto il mondo per discutere su “Religione e Dignità della Vita umana”; effettivamente questo è un tema importante non solo per i paesi islamici dell’Asia, ma per tutto il mondo.

Nella nostra vita quotidiana, non possiamo essere separati dallo Stato e dalla Nazione, perchè sono parte della nostra dignità umana; è necessario inoltre dire che nel mondo, e specialmente in Asia, esistono essenzialmente tre modelli di Stato. 

Il primo modello è quello nel quale Stato e religione sono separati, non c’è legame tra religione e Stato.

Il secondo modello è quello nel quale Stato e religione convergono o sono uniti, lo Stato è sorto su fondamenta religiose, e nel nome di una religione; in questo caso lo Stato è chiamato Stato confessionale.

Il terzo modello è quello nel quale la religione e lo Stato sono separati, ma i valori religiosi sono alla base della vita sociale, come due facce della stessa medaglia.

Riferendomi al secondo modello di Stato, che è quello in cui religione e Stato sono fusi e uniti, è un modello che potrebbe essere in grado di unificare il punto di vista nazionale circa i valori religiosi. Questo modello è difficile da tenere insieme, se il popolo ha credenze differenti, religioni differenti, fedi differenti, gruppi religiosi differenti, differenti modi di vivere; di solito questo modello di Stato richiede un leader che possa usare il pugno di ferro per incorporare e unire il popolo.

Il terzo modello è quello di uno Stato che sappia unire i valori religiosi, sebbene ci siano religioni diverse, diverse correnti, gruppi diversi, se non contrastano con  le leggi fondamentali dello Stato e se derivano da valori religiosi universali: “unità nella diversità”. In questo caso lo Stato non è confessionale, ma segue valori religiosi, perchè le sue leggi non contrastano con le regole religiose.

Pensando al tezo modello, io porterò a esempio il mio paese, l’Indonesia, che noi chiamiamo Stato “Pancasila”, che non è uno Stato confessionale, ma un paese che accetta tutte le religioni.

La mia patria, l’Indonesia, di cui la “Nahdlatul Ulama” (NU) è uno dei fondatori, è un arcipelago nel Sudest asiatico, formato da 17.000 isole. I 240 milioni di abitanti dell’Indonesia ne fanno la quarta nazione più popolosa del mondo (dopo Cina, India e Stati Uniti).

Almeno 300 differenti gruppi etnici sono stati censiti in Indonesia e si stima che siano utilizzate 737 lingue locali. Sebbene I musulmani costituiscano la larga maggioranza della popolazione indonesiana, sono presenti significative minoranze di Cristiani Protestanti e Cattolici, Hindu e altre religioni indigene.

Considerando tale diversità religiosa, la maggioranza islamica ha una particolare responsabilità nell’essere un operatore di pace, a riconoscere le differenze di esperienze e prospettive, e a trovare un accordo attraverso i principi della nostra fede che enfatizza la tolleranza e il rispetto per gli altri.

Come maggiore organizzazione islamica del Paese, la “Nahdlatul Ulama” (NU) ha un ruolo peculiare nel favorire la tolleranza e il rispetto, non solo come principio astratto, ma come un principio etico che può mettere radice nel cuore dei musulmani indonesiani.

Sin dalla nascita dell’amata Repubblica di Indonesia, la “Nahdlatul Ulama” (NU) ha accettato il principio della “Pancasila” come ideologia di Stato. Ciò in quanto essa contiene non solo fondamentali valori religiosi, ma è anche profondamente radicata nella cultura indonesiana.

“Pancasila” è una parola formata da due parole in sanscrito, “panca” che significa cinque, e “sila” che significa princìpi. Si compone di cinque princìpi ritenuti inseparabili e interdipendenti, e che hanno dimostrato di costruire un ponte tra le molte differenze che esistono tra il popolo indonesiano.

  1. Fede in un Dio uno e unico
  2. Giustizia e civiltà umana
  3. Unità dell’Indonesia 
  4. Democrazia guidata dalla saggezza interiore dell’unanimità che nasce dalle decisioni dei rappresentanti politici
  5. Giustizia sociale per tutto il popolo indonesiano.

“Pancasila” è diventato un punto di incontro, specialmente negli accesi dibattiti tra coloro che vogliono che l’Indonesia sia uno Stato laico e coloro che invece vogliono che sia uno Stato islamico, considerato che l’Indonesia è un paese a predominante maggioranza islamica.

Tenere insieme in modo sostenibile diversi gruppi sociali con differenti culture e fedi è un compito difficile. La chiave fondamentale di una società multiculturale e multireligiosa di successo, secondo l’opinione della “Nahdlatul Ulama” (NU), è la moderazione, che è l’opposto dell’estremismo.

Il principio della moderazione ( Tawasuth ) nell’Islam è molto chiaro. L’Islam enfatizza la moderazione e l’equilibrio in ogni aspetto del comportamento umano. Il Corano dice: “Ti ho creato per essere la comunità della via di mezzo”. (Al-Baqarah:143). Il profeta Maometto, la Pace sia su di Lui, ha detto: “Attenzione agli eccessi nella religione. Le persone prima di te hanno perso la vita a causa di eccessi”.

La moderazione può colmare il divario tra coscienza e dottrina, tra ciò che può essere fatto e ciò che dovrebbe essere fatto, e tra diritti e doveri. Insieme ad altre virtù, cioè pace ( Salam, silm, Islam ), giustizia ( Al-‘adalah ), libertà ( Al-huriyah), tolleranza ( Tasamuh), equilibrio ( Tawazun ), consultazione ( Ash-shura ), e uguaglianza ( al-musawa ), la moderazione renderà il popolo libero dalla sofferenza e lo guiderà alla vera felicità qui sulla terra e nell’aldilà. Questa è la dignità della vita umana che è insegnata dalla religione.

Grazie per la vostra gentile attenzione.

WALLOHU A’LAM BISHOWAAB 

 

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