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Peace is the future

 
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9 Settembre 2014 09:30 | Auditorium BNP Paribas Fortis

Intervento


Avichai Apel


Rabbino di Francoforte, Germania
Signor moderatore, signor Ministro della Giustizia, signor Sindaco,
diversi mesi fa un incidente molto triste è stato reso noto in tutto il mondo. Una giovane ragazza in Inghilterra ha trovato una nota nella tasca di un vestito che ha comprato, sulla quale era scritto:” Siamo detenuti della prigione di Jang Nan nel distretto di Hubei in Cina. Il nostro lavoro in prigione è fabbricare indumenti per l’esportazione. Lavoriamo 15 ore al giorno e il cibo che mangiamo non è adatto neanche per i cani o i maiali”.
 
Il mondo intero era indignato. In Occidente gli articoli di abbigliamento fabbricati nel terzo mondo sono davvero economici. Comunque, economico non è sinonimo di buona qualità. Economico significa che le persone sono tenute come schiavi, senza le loro famiglie, in condizioni poco igieniche, senza cibo adatto e privati del sonno. In questo modo sono fabbricati i capi di abbigliamento economici comprati e indossati in Occidente.
 
Noi siamo stati tutti veloci a dimostrare solidarietà con i lavoratori in queste fabbriche. Nei media e sul web tutti hanno detto che la loro situazione era pessima. Comunque, qualcuno di noi ha fatto qualcosa per cambiare la situazione? 
 
La solidarietà è una parola chiave oggi e noi realmente mostriamo la nostra solidarietà. Noi sappiamo molto di quello che succede nel mondo, noi scriviamo opinioni sui vari argomenti e aderiamo a gruppi pro o contro. La domanda comunque è, possiamo fare qualcosa di più?
 
Il modo in cui Mosé, la grande guida dell’Esodo dall’Egitto, iniziò la sua carriera non era inequivocabile. Mentre cresceva nel palazzo del faraone aveva cibo, abiti e una abitazione considerevole. Ma nulla di questo era la sua soddisfazione. La Bibbia (in Esodo al capitolo 2, versetto 11) racconta come “In quei giorni, Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli.” Mosé avrebbe voluto essere incluso nel suo popolo. Egli sentì il loro dolore e per riscattarli era pronto a mettere in pericolo il suo futuro e a distruggere l’uomo che stava compiendo le percosse.
 
L’esodo dall’Egitto colpì profondamente il mondo intero. Questo evento storico stabilì nuove norme di condotta fra le nazioni.
 
Ci sono due livelli di libertà che dobbiamo raggiungere per la salvezza dell’umanità. La prima è la libertà personale e la seconda è la libertà nazionale. Sebbene infatti sembri che l’una dipenda dall’altra, non è sempre così. D’altra parte ci sono nazioni la cui liberazione nazionale può essere discutibile ma fra le quali si soffermano a lungo persone che godono di un alto livello di libertà personale come gli intellettuali o vari tipi di oligarchi.
 
Lo stato del matrimonio nel Giudaismo ci dà una prospettiva sulla libertà personale. Il marito intraprende il matrimonio, per la durata del quale assicurerà alcune cose alla moglie. La prima di queste è il sostentamento, la seconda è l’abbigliamento adatto, la terza è la salute e la quarta è l’alloggio; e ci sono alcuni che aggiungono che egli deve anche provvedere a una educazione idonea. La libertà umana è predicata sulle minime condizioni di vita, senza le quali la nostra libertà è limitata.
 
Non è abbastanza sostenere solo a parole i valori della gentilezza, della compassione e della misericordia. Come dice il profeta Isaia (capitolo 58, versetto 7):
“Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?” 
 
Il problema è che noi siamo prigionieri di noi stessi. Siamo capaci di condurre campagne enormi per migliorare la qualità della nostra vita, ma troviamo difficile rinunciare alla qualità della nostra vita per migliorare quella degli altri.
 
La maggior parte delle fabbriche di abbigliamento sanno che se un capo è costoso il pubblico non lo acquisterà. Per questo motivo le industrie tessili e molte altre si sono spostate in quei paesi dove i salari sono bassi; ne risulta una immediata riduzione dei costi di produzione in una maggior capacità di vendere a basso prezzo.
 
Quindi siamo pronti a cambiare? Siamo d’accordo di comprare meno abiti e pagare un pò di più perché il lavoratore e la sua famiglia possano godere di migliori condizioni di vita?
 
La libertà nazionale non è meno complessa. L’informazione è stata recentemente dominata da servizi riguardanti diversi paesi che sono in preda a sconvolgimenti politici o territoriali - l'Ucraina e la Russia, la Siria, l'Iraq settentrionale e, naturalmente, in Medio Oriente lo Stato di Israele e i Palestinesi.
 
Io non sono qui per offrire una soluzione politica. Non ho alcun dubbio che il cuore di ogni persona seduta qui desidera la pace e sente il dolore di tutte quelle famiglie che hanno perso i loro cari o le loro case in ognuna delle guerre.
 
Noi, gli ebrei, siamo stati traumatizzati dalle nostre esperienze in Europa e in tutto il mondo.
 
La maggior parte degli ebrei attribuisce grande importanza allo Stato di Israele.La terra che era stato promessa ad Abramo, Isacco e Giacobbe, la terra in cui Mosè condusse il popolo ebraico dopo l'esodo dall'Egitto, lo Stato in cui molti ebrei sono venuti e si sono stabiliti, dopo essere stati salvati dai campi di sterminio nazisti in Europa. Naturalmente, la nostra principale preoccupazione è l'esistenza dello Stato, tuttavia, per quanto riguarda il suo comportamento politico c'è una regola che dice che dove si hanno due ebrei si trovano tre argomenti in modo che, mentre un Ebreo può sostenere l'esistenza di Israele, egli può anche criticare il suo comportamento politico.
 
Nelle numerose manifestazioni pro-palestinesi che hanno avuto luogo e in varie pubblicazioni online siamo stati scioccati di scoprire come, a differenza di altri luoghi del mondo, la situazione in Israele non è trattata come una disputa politica o territoriale e locale, ma molte di queste manifestazioni portano la bandiera di Ebreo-odio!?
 
Un deputato britannico si oppone agli ebrei che vivono nella sua area; a Bruxelles abbiamo visto come gli ebrei siano stati uccisi durante una visita al Museo Ebraico; a Parigi e nel resto della Francia, ebrei si astengono dal muoversi apertamente  e si sono trasferiti in Israele o altri paesi, al fine di vivere in sicurezza. Anche in Germania la sicurezza alle istituzioni ebraiche è stata rafforzata a seguito di un tentativo di appiccare il fuoco a una sinagoga. Ho anche preso parte a una partita di calcio in cui i manifestanti hanno cantato "ebrei fuori".
 
È opportuno ?! Non sarebbe stato più giusto  manifestare per la libertà e il benessere dei palestinesi in campo sociale, nei settori dell'istruzione e della sanità, invece di incanalare la lotta in una direzione così disumana, di rafforzare l'antisemitismo, che in un  passato  non troppo lontano già ci ha mostrato i pericoli che esso comporta?
 
Solo quando potremo garantire la libertà personale dell'individuo e di ogni nazione, saremo in grado di raggiungere l'alto livello di libertà universale per tutta l'umanità.

 

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