change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - antwerp ...e future contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  
Peace is the future
APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti

 
versione stampabile
9 Settembre 2014 09:30 | Thomas More, Campus Carolus, Aula 109

Intervento


Joachim Gnilka


Teologo cattolico, Germania

Nel 1968 all’Università di Münster è stata discussa la tesi di dottorato di Heinirich Misalla dal titolo: “Dio con noi – le prediche di guerra dei cattolici tedeschi 1914-1918”.  Il titolo “Dio con noi” fa già comprendere il tenore. La guerra era considerata ampiamente giustificata. Si pensava che Dio fosse dalla propria parte. La guerra era vista come punizione e richiamo alla penitenza, come educatrice, come manifestazione divina, ecc…  I soldati venivano invitati a combattere con coraggio. Dobbiamo astenerci dal formulare un ingiusto giudizio. Il tenore delle prediche rispecchiava il sentire comune.

La problematica illustrata, che è di estrema complessità, solleva la questione su quale responsabilità abbiano i credenti cristiani nel tempo della violenza. Il tema che ci è stato affidato non indica una via che ci faccia superare il dilemma, ma ci apre una prospettiva, che ci mostra l’uomo concreto. Non è una soluzione politica generale, però offre al singolo essere umano, che sia immerso nello scenario della violenza, aiuto e orientamento, e in particolare all’essere umano che si dica cristiano. Essa ci indica il legame dell’uomo con Dio. Cioè ci indica la dignità dell’uomo.

La dignità dell’uomo, nella visione biblica cristiana, si basa sul fatto che l’uomo è stato creato ad immagine di Dio. Genesi 1,26 ss: “Dio disse: <Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza>… E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò”. Questo testo biblico, il più commentato di tutto l’Antico Testamento, ha conosciuto diverse interpretazioni. Esse fanno riferimento alla natura spirituale dell’uomo, alle sue capacità intellettuali, memoria, intellectus, amor, alla consapevolezza di sé, all’anima immortale, ecc… Oggi è ampiamente diffusa l’opinione che non si faccia riferimento ad una parte degli uomini, ma all’umanità in generale. L’uomo è stato creato da Dio come suo interlocutore, come suo mandatario e vicario. La dignità che ne discende vale per ogni uomo, indipendentemente da religione, nazione, razza, classe sociale a cui egli appartenga. Questa visione non risolve i tanti problemi politici, economici, sociali. Però essa richiama prepotentemente la coscienza dell’uomo e acuisce lo sguardo nella relazione con l’altro uomo, e questo anche in guerra. Questa visione è tanto più indispensabile, ora che le moderne tecniche di guerra rendono possibile la distruzione premendo un bottone. Il singolo uomo che soffre, che muore, non entra nel campo visivo come nelle battaglie del Medioevo. Solo a distanza, attraverso la televisione, ci giunge la sua immagine. Il dolore del singolo, spesso straziante, non dovrebbe apparire davanti ai nostri occhi solo quando è inflitto, ma già quando viene preparato e pianificato. L’uomo, dotato di dignità, dovrebbe riflettere anche sulla dignità dell’altro, del nemico.

In altri contesti la dignità dell’uomo viene espressa anche attraverso il legame che unisce l’uomo a Dio, e questo vale per qualunque uomo, anche quello che non ne ha consapevolezza. Qual è la cosa fondamentale nella vita dei cristiani? Cosa viene al primo posto nella loro vita? Nel rispondere a queste domande cristiani ed ebrei sono concordi. Quando a un rabbino ebreo al tempo di Gesù fu chiesto se, stando in equilibrio su un piede solo, fosse in grado di dire quale sia il nucleo, la sostanza, la quintessenza della Torah di Mosè, questi rispose: il nucleo è  il precetto dell’amore per il prossimo. Devi amare il tuo prossimo come te stesso. Gesù ha detto, come è noto, la stessa cosa. Egli ha inoltre legato l’amore per il prossimo all’amore per Dio. La prima cosa è: Devi amare il tuo Dio con tutto il cuore. La seconda è simile alla prima: devi amare il tuo prossimo come te stesso. Per Gesù l’amore per il prossimo è amore per Dio. L’amore per Dio senza l’amore per il prossimo è senza valore. L’amore per il prossimo senza l’amore per Dio perde lo splendore che gli è proprio. Il precetto dell’amore per Dio, come quello dell’amore per il prossimo, si trova nell’Antico Testamento in brani assai diversi. Gesù ha unificato i due precetti e ha spiegato che essi sono il nucleo fondamentale dell’agire etico. In tal senso si deve sottolineare che il prossimo è senza eccezione alcuna ogni uomo, senza riguardo a religione, popolo, posizione sociale, ecc… La domanda su chi fosse da considerare il mio prossimo fu discussa animatamente al tempo di Gesù. Si cercava di stabilire un limite. Gesù risponde alla domanda su chi sia il mio prossimo con la parabola del buon samaritano. Cioè il prossimo, il mio prossimo, è concretamente qualunque uomo in cui mi imbatto, che giace lungo il mio cammino e che dipende dal mio aiuto. Nessun altro lo aiuterebbe, se io gli negassi il mio aiuto. 

Nel discorso della montagna Gesù ha rafforzato ulteriormente il precetto dell’amore per il prossimo. Nel discorso della montagna enuncia il precetto dell’amore per i nemici (sesta antitesi). “Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Mt 5,42 s). Il precetto dell’amore per i nemici è chiaramente da comprendere come interpretazione del precetto dell’amore per il prossimo. Per gli esegeti esiste il problema di dove sia espresso esplicitamente il precetto dell’odio per i nemici (Qumran?). In ogni caso l’odio per i nemici corrisponde alla sensibilità e al comportamento comune. Gesù con la sua vita ha contraddetto questo comando, pregando in croce per i suoi nemici: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34).

Con ciò torniamo al problema che abbiamo affrontato all’inizio. Abbiamo il Vangelo, i buoni insegnamenti di Gesù, la sua insistente predicazione, che appare evidente praticamente a tutti, ma chi si conforma ad essa? Non abbiamo forse largamente contravvenuto questo precetto? Quante guerre hanno visto cristiani combattere gli uni contro gli altri. Le guerre divengono sempre più terribili e efferate, pensiamo alle due guerre mondiali del secolo scorso. Papa Benedetto (il prof. Joseph Ratzinger) ha fatto riferimento a questo dilemma in una predica di Avvento nel duomo di Münster (dicembre 1964) con parole che toccano il cuore. Si chiede addirittura se dopo 2000 anni dalla venuta di Gesù si possa parlare di un’era cristiana, quando questa era è tanto piena di contrapposizioni come quella che l’ha preceduta. Chiedeva – e a questa richiesta vorrei unirmi anch’io – di domandarsi la questione fondamentale, se una cosa avviene con Cristo, senza Cristo o addirittura contro Cristo. Solo il conformarsi a Cristo dona ad un tempo, ad un’epoca e anche ad una vita individuale una qualità cristiana. 

 

PROGRAMMA
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

Segui l'evento in streaming


NEWS CORRELATE
21 Novembre 2016
ROMA, ITALIA

Pace in Centrafrica: i leader religiosi di Bangui a Sant'Egidio rilanciano la piattaforma per la riconciliazione


Un modello da replicare: continueremo a lavorare per il dialogo e la pace.
IT | ES | DE | FR | PT | CA
14 Novembre 2016
BRUXELLES, BELGIO

Prosegue l'impegno di Sant'Egidio per l'Iraq: oggi a Bruxelles una Giornata di Studio con il Comitato per la Riconciliazione

IT | ES | DE | FR | PT
7 Novembre 2016
ADDIS ABEBA, ETIOPIA

Una delegazione di Sant'Egidio incontra il Presidente della Repubblica di Etiopia Mulatu Teshome


Pace in Africa e dialogo interreligioso al centro del colloquio
IT | ES | DE | PT
2 Novembre 2016
ROMA, ITALIA

Firmato l'Accordo di amicizia tra Sant'Egidio e Rissho Kosei-kai: dialogo e passione per le sfide del nostro tempo

IT | ES | DE | FR | PT | RU
27 Ottobre 2016
Comunicato stampa

Lo Spirito di Assisi ancor più necessario in un mondo lacerato da guerre e divisioni


30 anni fa la preghiera delle religioni voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES
1 Gennaio 2012

Giornata Mondiale della Pace. La manifestazione PACE IN TUTTE LE TERRE. Gli appuntamenti nel mondo

IT | ES | DE | CA
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
3 Dicembre 2016 | ROMA, ITALIA

3 dicembre, Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità: Sant'Egidio inaugura la mostra ''La forza degli anni''


Le opere realizzate dagli artisti con disabilità dei Laboratori d'Arte della Comunità in mostra all'EX[de]PO' di Ostia. Tema di quest'anno la condizione di vita degli anziani.
2 Dicembre 2016 | ROMA, ITALIA

Ecco i volti e le voci dei profughi siriani fuggiti dalla guerra, oggi in Italia con i #corridoiumanitari


Sono atterrati stamattina a Fiumicino. Con questo gruppo sale a 500 il numero di persone salvate. VIDEO E FOTO
IT | ES | DE | FR | PT
2 Dicembre 2016

Il libro per preparare il pranzo di Natale con la Comunità di Sant'Egidio è disponibile online in 5 lingue


Da oggi è possibile scaricare gratuitamente la versione digitale del libro "Il pranzo di Natale" in inglese, francese, spagnolo, portoghese, indonesiano.
IT | EN | ES | FR | PT | ID

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
28 Novembre 2016
FarodiRoma
La preghiera per la pace da Wojtyla a Bergoglio in un libro di Paolo Fucili
23 Novembre 2016
Il Fatto Quotidiano
Non solo faide, al Sud si parla di pace
22 Novembre 2016
Avvenire
Sant'Egidio. «Quella in Centrafrica non è una guerra di religione»
22 Novembre 2016
L'huffington Post
Se Bangui diventa il centro del mondo con il Cardinale, l'Imam e il Pastore
19 Novembre 2016
Vatican Insider
A Sant’Egidio il cardinale, l’imam e il pastore centrafricani
tutta la rassegna stampa correlata

Per Natale, regala il Natale! Aiutaci a preparare un vero pranzo in famiglia per i nostri amici più poveri