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Peace is the future

 
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9 Settembre 2014 09:30 | Thomas More, Campus Carolus, Aula 109

Intervento


Syuhud Sahudi Marsudi


Nahdlatul Ulama, Indonesia

Dio benedica tutto il pubblico ed in particolare il comitato organizzativo dell’evento, augurandogli sempre di essere una benedizione, che abbia la protezione di Allah e successo nel portare a termine il proprio lavoro. Amen.

Oggi ho davanti a me un’opportunità propizia per confrontarmi e scambiare idee e prospettive circa “Chi guarda l’uomo vede Dio”, titolo che a mio parere è collegabile al detto “Chi conosce se stesso conosce Dio” ( Man ‘arofa nafsahu faqod ‘arofa Robbahu ): significa conoscere Dio attraverso la Sua creazione e riconoscerLo come Creatore.

Coloro che conoscono Dio, facilmente riconoscono il proprio beneficio, e non dovrebbero facilmente violare i diritti altrui, opprimendoli, spargendo distruzione, caos e ostilità sulla Terra, proclamandosi senza vergogna i più corretti di tutti. Ma se capiamo e riconosciamo Dio attraverso i suoi insegnamenti, certamente ameremo, rispetteremo e proteggeremo tutto ciò che ha creato nel mondo.

Quelle che seguono sono le caratteristiche o segni dell’insegnamento di Dio che possiamo prendere come metodo di vita insieme.

Primo: le persone che conoscono Dio, lo temono

Le persone che conoscono Dio, ne hanno timore. Costoro sono un gruppo di persone che applicano la propria conoscenza secondo gli insegnamenti di Dio, come detto nel Corano ( Innama yachsyallah min ‘ibaadihil ulama )"In verità, solo essi temono Allah, tra i suoi servi, coloro che hanno la scienza” (QS. Fatir: 28) .

Dio ci insegna ad amarci l’un l’altro, essi sono preoccupati se la gente non si vuol bene; Dio ci insegna a vivere in pace, loro temono il caos; Dio ci insegna a rispettarci l’un l’altro, loro temono che la gente si odi. Dio ci insegna una buona moralità, loro sono preoccupati se la moralità delle nazioni diminuisce. Dio ci insegna ad essere onesti, essi sono preoccupati se i loro seguaci sono corrotti. Essi temono Dio se non possono mettere in pratica i Suoi insegnamenti, sono più felici di fare qualcosa per Dio, che vendere Dio per qualcosa.

La gente di questo gruppo, sono la maggioranza, ma sono silenziosi; sta a noi accompagnarli. Guardano Dio e vedono l’uomo.

Questo mondo è più caotico perché molti non temono Dio ma usano il nome di Dio e parlano con forza per spaventare gli altri. In realtà, vogliono comandare, ma ne suggeriscono le motivazioni usando il nome di Dio; vogliono prendere il potere usando il nome di Dio; vogliono ricchezza, lusso, usano la libertà d’insegnamento religioso per giustificarsi. 

La gente di questo tipo preferisce parlare in nome di Dio piuttosto che dell’umanità; preferiscono atteggiarsi a persone pie anche se non hanno capito bene, amano il linguaggio religioso più di quello della propria gente, preferiscono il discutere all’agire, sebbene l’insegnamento dica "Man arofa nafsahu faqod arafoa Robbahu". Chi conosce se stesso, conosce il proprio Dio.

La questione è: cosa vale di più? Fare qualcosa di buono tra gli uomini per motivi religiosi, o fare qualcosa per soddisfare in effetti i propri desideri ma mostrandosi rispettosi di Dio e degli insegnamenti religiosi?

Secondo: la gente che conosce Dio ricorda sempre la morte e l’Aldilà

Tutti sanno di dover morire, nessuno lo negherebbe. Ma in realtà, pochissimi si preparano a farlo. La maggioranza delle persone tende addirittura a dimenticarlo, attraverso divertimenti e attività. La morte diviene un terribile mistero, sebbene la morte non possa essere evitata. Tuttavia per coloro che ne sono consapevoli, e intendono rapportarsi ad essa, il pensiero della morte è una forza che spinge a riuscire nella vita, in questo mondo e nell’Aldilà, poiché la vita futura sarà determinata dalla vita in questo mondo. Se saranno piantate in questo mondo opere buone, nell’Aldilà se ne mieteranno ricompense per il Paradiso, se si commette un crimine in questo mondo nell’Aldilà si verrà puniti con le fiamme dell’inferno. 

La gente che dimentica la venuta della morte e l’Aldilà, tende a fare cose senza porsi limiti, poiché non conoscono i rischi; oppure coloro che desiderano la morte ma non hanno ricevuto un buon insegnamento religioso, si arruoleranno per uccidersi e uccidere altra gente solo perché indottrinati con l’idea che andranno dritti in Paradiso, senza sapere di aver fatto qualcosa di proibito dalla religione. Per costoro, il nostro dovere è insegnare loro che il loro grande spirito religioso non è così grande come la spirito della religione. Perciò si dice "Man arofa nafsahu faqod arafoa Robbahu" Chi conosce se stesso, conosce il proprio Dio.

Terzo: chi conosce Dio non è ingannato dal possesso

Molti pensano che il successo, la grandezza, il potere di uno Stato, evidenziato attraverso le proprietà, siano l’orizzonte della vita, così che il fine della loro vita è come raggiungere il massimo della ricchezza, dimenticando che ne saranno responsabili di fronte a Dio e sarà loro chiesto conto di come è stata ottenuta tale ricchezza e per cosa è stata impiegata: c’è sempre una giustizia.

L’alta crescita economica, la tecnologia sofisticata, la grande scienza, la moderna potenza di fuoco, sarà poco utile alla vita umana se causa danno ambientale e morale e conflitto prolungato, perdita di senso di solidarietà umana, di senso di sicurezza e di pace, perdita di reciproca fiducia, e mutua diffidenza. Il Bene per la sopravvivenza delle Sue creature è reso dalla comprensione e attuazione del Suo insegnamento. Chi guarda se stesso, vede Dio.

Quarto: chi conosce Dio lo adora con sincerità.

Adorare Dio è compierne i comandamenti e stare lontano da ciò che è proibito. Questa è la regola di Dio per le proprie creature, per il Bene di tutte le creature sulla Terra. Si fa ciò che comporta benefici per l’essere umano e per le Sue creature, e solamente se compiuto per Dio, non per qualche altra motivazione: in tal caso diverrà un atto di culto di grande valore. Il Messaggero di Dio ha detto: “In verità, ogni azione è giudicata dalle sue intenzioni”.

Quinto: la gente che conosce la volontà di Dio sente la dolcezza della fede

Il Messaggero di Dio ha detto: “Ecco tre cose, che chiunque le possieda godrà della dolcezza della fede …” Tra queste “ amare Dio e il suo Messaggero più di ogni cosa ad eccezione delle altre due” (Hadith di Bukhari e Muslim).

Amare Dio e il suo Profeta significa portare a compimento i suoi insegnamenti, invece di fare altro a causa del proprio desiderio, ambizione personale o politica, avvolte nel nome della religione.

La dolcezza della fede sarà percepita dall’intera nazione se sapremo utilizzare e comprendere le parole della dolcezza, la dolcezza dell’associarsi, la dolcezza dello stare insieme, la dolcezza della differenza, la dolcezza delle circostanze, la dolcezza dell’umanità. Perché la vera dolcezza della nostra vita è la dolcezza della nostra fede.

 

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