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8 Settembre 2014 09:30 | Auditorium BNP Paribas Fortis

Intervento



Augusto Forti


Vice Presidente di Ideasolidarité, Italia

Le crisi ormai endemiche , ci segnalano , se ce ne fosse bisogno, che il modello di sviluppo economico attuale quello nato in europa e che per la sua validità si era imposto nel bene e del male universalmente riuscendo perfino a convivere con ideologie politiche contrapposte come il liberalismo e il comunismo ...(.vedi cina...) non è più un modello valido per far progredire in modo armonico le nostre società.

Crea delle grosse sacche di povertà nel mondo , e nei paesi industrializzati quale il nostro non crea piu un benessere diffuso ma contribuisce ad una frattura importante socialmente pericolosa fra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno.

Sappiamo anche che l'equilibrio nello sfruttamento delle risorse del pianeta ha cominciato a deteriorasi a partire dai primi decenni del 900 e oggi noi consumiamo ogni anno a metà dell'anno quello che dovremmo consumare in un anno. ( statistiche N.U. )

Quindi ..stiamo bene... non solo l'algoritmo economico che ancora utilizziamo è obsoleto e dannoso ma le risorse del pianeta si stanno rapidamente esaurendo.

Io sono un uomo di scienza e come geofisico posso sognare la conquista di altri pianeti.

Ma questo è un Wishfull thinking come quello di tornare ..nelle condizioni storiche attuali a uno sviluppo sostenibile .

E senza uno sviluppo sostenibile e un cambio di modello economico la lotta contro l'aumento della povertà nel mondo sarà sempre più difficile.

 

Ma forse andando alle origini e facendo un po' di storia della dinamica che ha innescato questo modello forse qualche suggerimento potremo trovarlo per meglio interpretare la situazione attuale .

Sappiamo che il nostro modello di sviluppo è nato in Europa alla cerniera del passaggio tra Medio-Evo e Rinascimento .

L'Europa era restata immobile e in profonda recessione per mezzo millennio.

Improvvisamente fra il 1400 e il 1500 l'Europa entra in una crisi profonda etica , culturale ,sociale e scientifico-tecnologica.

L'europeo perde le antiche certezze .Scopre che non è più al centro dell'universo, come asserivano le sacre scritture ,scopre nuove terre abitate da esseri che non si sa hanno un'anima o no e una serie di animali che non cerano nell'arca di Noè .Vive con disagio il disfacimento del vecchio ordine basato su Impero Feudalesimo e Chiesa.

I feudatari rimasti si erano chiusi nei loro castelli a richiedere gabelle ai viandanti .Le campagne erano in grande miseria e i contadini vagavano per terre incolte e si trasformavano spesso in bande di briganti come racconta Thomas Moore in Utopia.

Di fronte a tanto sfacelo come una delle prime reazioni positive nasce in questo periodo il comune .Sono delle nuove entità di aggregazione sociale protette in genere da solide mura dove si rifugiano gli abitanti e gestite politicamente con una larga partecipazione dei cittadini.

Si comincia a sperimentare quella che sarà una forma di protodemocrazia con una maggiore condivisione dell'amministrazione politica della città con il potere in mano alle cosi dette Gilde e alle associazioni di artigiani . Il comune è un evento tipicamente europeo . In Cina ha un carattere prevalentemente rurale che conserverà quasi sino ad oggi , e nel mondo mussulmano sparisce nella grande comunità del mondo mussulmano la umma.

Ma in questi anni, avviene un altro evento di importanza capitale per il futuro del modello di sviluppo europeo. La rivoluzione industriale del "macchinismo" che segna assieme al comune la nascita di una nuova aggregazione sociale : la borghesia .

Non voglio andare avanti con i riferimenti storici ma è proprio in questi anni che si sviluppa la dinamica che ha determinato la nascita del modello europeo che come abbiamo detto nel bene e nel male si è imposto universalmente e che è ancora in voga anche se si sta, come abbiamo detto, rapidamente deteriorando.

Infatti con la rivoluzione del "macchinismo" l'introduzione diffusa della macchina nei processi produttivi fa nascere un nuovo gruppo sociale di cittadini imprenditori :IL BORGHESE.

Nello stesso tempo si crea una nuova classe quella dei lavoratori delle tessiture e delle altre piccole industrie spesso con pochi diritti: LA CLASSE OPERAIA.

Il borghese di cui Max Weber delinea la figura ideale come quella di Leon Battista Alberti fa una oculata gestione dei beni di famiglia e investe i risparmi nelle nuove tecnologie e nelle industrie diventando con il controllo dell'intero ciclo produttivo un capitalista.

E poi un monopolista come i Medici nel caso dell'allume o i Fugger per l'argento e il rame. I soldi non sono più lo sterco del diavolo e la chiesa permette anche ai cristiani dia aprire "banchi" come era stato consentito fare agli israeliti.

Vedete che razza di cambiamento epocale.

Ecco allora apparire nel giro di un centinaio di anni, gli elementi che segneranno la dinamica sociale e disegneranno il modello di sviluppo occidentale :

BORGHESIA;CAPITALISMO e CLASSE OPERAIA

Scoppiano i primi conflitti sociali con le rivolte operaie come quella dei ciompi ,quelle delle fiandre represse sanguinosamente e quella di Salonicco dove lavoratori,marinai,e artigiani prendono il potere . C'è mezzo millennio di mezzo ma non siamo lontani dalla rivolta di San Pietroburgo .

Ci sono come si vede tutti gli elementi presenti ancora oggi ,emersi in un tempo relativamente corto e frutto di una crisi drammatica.

Questo modello come si è detto si è imposto ampiamente nel mondo e certamente ha portato un grande benessere all'Europa e ad altri paesi che lo hanno adottato. Naturalmente potenziato dallo sviluppo della tecnologia della scienza e su cui gli economisti hanno imbastito varie teorie anche di carattere ideologico .

Il modello si è grippato . La borghesia , che era il perno questo sistema, si sta sfacendo fra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno.

La classe operaia nei paesi tecnologicamente avanzati si sta svaporando . Anche perche alla rendita dal LAVORO si è sostituita la rendita finanziaria .

Gli investimenti sul lavoro , la fabbrica , rendono meno delle speculazioni finanziarie . E comunque con la mondializzazione l'industriale cerca di produrre dove il costo del lavoro è infimo

Il premio Nobel Ilia Prigojine con cui ho avuto il l'opportunità di lavorare e il piacere di condividerne l'amicizia faceva un paragone ardito fra scienza e società tema sviluppato ampiamente da Isabelle Stengers nel bel volume "La fin de Certitudes".

Diceva che come in termodinamica quando l'entropia e' al massimo un gas una sostanza cambia di stato e diviene una sostanza diversa, così la società in periodo di crisi può cambiare completamente di struttura…

Se volete è quello che è successo al passaggio tra Medio Evo e Rinascimento . Una struttura sociale che era durata 500 anni si è mutata in una struttura profondamente diversa nel giro di poco più di un secolo.

Ma questo e voglio ripeterlo a causa di una crisi profonda e drammatica

Non facciamoci illusioni le rivoluzioni tanto conclamate come la francese la russa sono nella storia di un paio di secoli piccole cose . Tanto e vero che tutto alla fine torna al suo posto e l'idea di un ritorno a uno sviluppo sostenibile oggi senza un mutamento drammatico delle condizioni sociali, storiche e ambientali è pura utopia.

Ho molti amici che sostengono che il passaggio graduale ad uno sviluppo sostenibile con relativo corollario di sistema economico sia possibile attraverso una evoluzione graduale della società.

Ma a sentire i loro colleghi economisti delle varie Banche centrali, della Banca centrale europea , della Banca mondiale e i programmi dei vari governi appare che la deflazione cioè una diminuzione dei consumi anziché portarci verso un riequilibrio globale , cosa che sembrerebbe logica , dato che i nostri guai planetari derivano da un superconsumo della nostre risorse e nella riduzione dei consumi che sono in gran parte superflui sembrerebbe che solo aumentando i consumi si tornerebbe

al bene comune .

Difficile da capire.

Il povero cittadino che vede istintivamente un elemento finalmente positivo nella diminuzione dei prezzi e nella riduzione dei consumi viene bombardato attraverso ,giornali ,radio ,televisione dalle parole di una turba di soloni che dicono che bisogna consumare a tutti i costi.

Difficile da capire.

Mi ripeto . Per cambiare veramente ho paura che siano inutili i "fixies" economici Ci vuole una grande rivoluzione culturale e sociale causata da una crisi etica profonda come quella che ha colpito l'Europa alla fine del Medioevo 500 armi fa .E che ci fa gettare nel cestino tutto l'armamentario attuale senza sapere cosa ci sarà dopo. Questo è il coraggio che ci vuole. Abbandonare il determinismo e cercare nuove e impreviste strade nell'incertezza e nel dubbio che per fortuna è sempre stata la condizione di base per il progresso della società europea .

E cosi è stato nella storia dell'umanità .

Allora in attesa della grande crisi prossima e ventura ( ma in parte ci siamo la terza guerra mondiale è cominciata come dice il Papa) cosa possiamo fare ?

Viviamo alla giornata perchè le previsioni economiche serie non vanno al dilà delle due settimane . E se la borsa di New York cambia la notte non valgono più nemmeno quelle del giorno prima . Quelle a lungo termine sappiamo si sono rivelate puntualmente sbagliate .

Resta il problema della povertà che ha molte origini comprese le crisi economiche ricorrenti . Nei paesi industrializzati l'espulsione dal mondo del lavoro avviene spesso con l'introduzione di nuove tecnologie di cui sono vittime le persone sui 50 anni che poi spesso finiscono ad alimentare le fasce della povertà . La delocalizzazione delle industrie anche se porta un relativo sollievo ai paesi in via di industrializzazione lascia a casa decine di migliaia di operai e tecnici dei paesi industrializzati. Né i famosi "decenni per lo sviluppo" portati avanti dalle Nazioni Unite hanno ridotto le enormi sacche di povertà presenti nel mondo. Altre centinaia di migliaia di nuovi poveri sono creati dai conflitti in atto dovuti a motivi tribali,religiosi e soprattutto economici per il controllo delle materie prime che cominciano a scarseggiare.

Con i conflitto ormai diffusi su gran parte del pianeta si sono venute a creare tendopoli di rifugiati in profonda miseria di dimensioni enormi. Solo ai confini del Kenia ce ne una con oltre 500.000 persone . Che ne sarà di queste persone .

Certo il panorama è decisamente glumy come direbbero gli inglesi e indipendentemente dai macrotrends economici difficili da governare perche in mano alle multinazionali, organismi opachi e senza volto ,che sfuggono al controllo degli stati e su cui anche le Nazioni Unite e gli organismi regionali non hanno alcun controllo la situazione politica è così ingarbugliata da rendere del tutto impraticabile ogni intervento globale a meno che non sia "per forza maggiore".come si dice in caso di catastrofi naturali o no .

Questa s situazione era stata ampiamente delineata una quarantina di anni fa da un rapporto del Club di Roma preparato da Dennis Meadows e da un gruppo di analisti dei sistemi e che era intitolato "Limits to Growth" limiti alla crescita.

Allora in attesa del grande cambiamento e della grande crisi prossima e ventura (una terza guerra mondiale è gia in atto come sostiene il Pontefice) cosa possiamo fare ?

Noi come individui possiamo fare molto come ,lasciatemelo dire ,fecero gli uomini e le donne per uscire dalla crisi del Medio-Evo.

Ognuno può fare la sua parte sul cammino di un grande rinnovamento morale culturale sociale

Ma ci vuole una profonda rivolta etica e morale in cui le religioni hanno un ruolo importante da giocare. Papa Francesco ripete spesso un grande principio morale : meglio essere che avere.

Ognuno faccia le sua parte se vogliamo veramente cambiare . In fondo il mare è fatto di gocce.

Nell' immediato dopoguerra si era creato un movimento che si chiamava Riarmo Morale .Sarebbe bene che se ne riparlasse .Era composto da laici e religiosi .(uno dei membri piu autorevoli era Cornelio Sommaruga che e stato per molti anni presidente della Croce Rossa Internazionale)

 

 

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