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7 Settembre 2009 09:30 | Convento dei Francescani – Sala B

Intervento



Korei Hamanaka


Buddismo Tendai, Giappone

Permettetemi di presentarmi. Sono Korei Hamanaka, presidente della denominazione buddista Tendai, Giappone, E’ un onore di avere l’opportunità di parlare di “religioni in Asia per un mondo senza violenza” qui oggi, e vorrei esprimere il mio vivo apprezzamento alla comunità di Sant’Egidio, all’Arcivescovo di Cracovia e a tutte le persone interessate.

La denominazione Buddista Tendai ha convocato l’incontro religioso sul monte Hiei “L’incontro interreligioso di preghiera per la pace mondiale”, invitando i leader religiosi mondiali, il 3 ed il 4 agosto 1987, ereditando lo spirito della giornata mondiale di preghiera per la pace ideata da Sua Santità il Papa Giovanni Paolo secondo ad Assisi. Da allora, abbiamo organizzato ogni anno un incontro religioso sul monte Hiei, sperando che il giorno in cui la pace mondiale si sarebbe realizzata si sarebbe avvicinato il più possibile grazie al dialogo ed alla comprensione reciproca dei leader religiosi mondiali. Il mese scorso è stato il ventiduesimo anniversario.

Per favore lasciatemi esprimere il nostro cordiale apprezzamento per la partecipazione di sua Eminenza Cardinale Jean Louis Tauran, presidente nel pontificio consiglio per il dialogo interreligioso al 22°incontro religioso sul monte Hei ed anche per il suo discorso e le sue preziose proposte.

Oggigiorno si fa notare che ci sono le religioni dietro al terrorismo e ai genocidi che gettano il mondo nella paura. Ma, l’intolleranza e l’autoreferenzialità dovrebbero essere il vero punto. L’idea di giudicare gli altri secondo una “giustizia” basata sulla propria prospettiva limitata non porterà mai la pace al mondo. La fede non dovrebbe essere un atto di autoreferenzialità o di esclusivismo. Insisto su questo non perché sono un buddista, che considera il disinteresse come l’essenziale, ma anche perché credo che ogni religione debba rispettare le altre, ed è l’unica via verso futuro umano che continui e verso la pace mondiale.

Abbiamo invitato al ventesimo anniversario dell’incontro religioso sul monte Hiei, i bambini di un villaggio in Bosnia dove oltre duecento cinquanta persone erano morte per scontri razziali. In questo villaggio i musulmani, serbi, croati che prima si odiavano, ora vivono insieme in pace. I bambini del villaggio hanno detto che volevano essere amici di persone di paesi diversi, razze diverse e religioni diverse e con opinioni diverse, per fare tante cose divertenti insieme. Questo è un proposito di grande valore per realizzare un mondo pacifico senza violenza. Gli uomini hanno ripetuto attività brutali come le guerre, i conflitti razziali ed i genocidi dagli albori della storia. E nel ventunesimo secolo, scegliamo ancora una catena di violenza causata dall’odio e dalla vendetta, per tracciare una linea netta tra amici e nemici, senza imparare molto da queste tragedie del passato. Noi che ci siamo riuniti qui in questa occasione, ci recheremo in pellegrinaggio ad Auschwitz.., dove tutto il “male” umano è stato perpetrato. La parola Genocidio è una combinazione del greco genos = razza e del latino caedes = uccidere. La parola Olocausto è costituita da due parole greche, “holo” intero e “caustos” bruciato. Al di là della questione linguistica, riconoscono nell’attività dei Nazisti l’essenza del Male.

Nel romanzo “Notte e foschia” scritta da Viktor E Frankl, uno psichiatra che è sopravissuto proprio a questo campo di concentramento, si racconta che alcuni davano un pezzo di pane agli altri, alcuni che non sopportavano la tortura si uccidevano, ed alcuni piangevano quando erano toccati dai raggi di un sole levante, lamentandosi del contrasto tra la loro situazione e la bellezza della natura.  Alla gente che cercava di uccidersi per sfuggire al dolore della tortura o a quelli che avevano perso la speranza di vivere, Frankl diceva questo: tutti gli uomini hanno il campo di concentramento di Auschwitz nella loro mente. Anche se tu sei disperato della tua vita, la vita non dispera mai di te.

In questa espressione riconosco un animo umano sublime. Un tale spirito nobile non si sottometterà alla violenza. Sia in Asia che in Europa, credo che lo spirito che non cede mai alla violenza, che si dimentica di se stesso a favore degli altri, sarà capace di costruire il futuro e la pace per il mondo.

D’altra parte, nel mondo presente, solo alcune nazioni sviluppate godono i benefici del progresso scientifico in rapida accelerazione. All’ombra di questi benefici, persone che soffrono per la povertà e la fame vengono ignorate e dimenticate. Nel cercare eccessivamente un vita comoda e conveniente, si sta distruggendo l’ambiente. Alcune nazioni stanno indirizzandosi all’energia nucleare, che potrebbe portare all’estinzione dell’umanità in un istante. In più si guarda oggi con preoccupazione alla proliferazione nucleare ed al terrorismo con le armi nucleari.

Noi, giapponesi, in quanto uniche vittime della bomba atomica, chiediamo che tutti i paesi in possesso di armi nucleari se ne disfino al più presto.

Con il discorso: “per cercare la pace la sicurezza di un mondo senza armi nucleari”, il presidente degli Stati Uniti Obama ha mostrato a Praga il suo atteggiamento fermo, pronto a farsi carico di tale obbligo morale in quanto l’America è l’unica potenza nucleare ad avere usato un’arma nucleare.

Le persone religiose in Giappone hanno la ferma volontà di realizzare un mondo senza potenze nucleari. E’ giunto il momento in cui ai credenti sia chiesto di agire per la pace. La giustificazione per la nostra esistenza sarebbe poco credibile, se ci tirassimo fuori dal problema e restassimo fermi a guardare fino alla fine.  

Le persone religiose in Asia stimano la varietà. Nel buddismo, riteniamo che l’anima di Buddha sia in ogni filo d’erba o albero. Accettiamo la varietà delle religioni e puntiamo alla coesistenza, che è una caratteristica delle religioni asiatiche. Al contrario, sembra che l’autoreferenzialità e l’esclusivismo nel mondo moderno stiano minacciando la pace mondiale.

Crediamo nella protezione divina di Buddha e di Dio. Non solo le religioni asiatiche, ma anche tutte le religioni nel mondo credono che la pace mondiale verrà nel futuro, nel quale tutti si ameranno ed aiuteranno a vicenda. Finché quel giorno arriverà, vogliamo compiere uno sforzo devoto per farlo arrivare.

Infine, vi vorrei ringraziare per la vostra gentile attenzione.


Cracovia 2009

Il saluto di papa Benedetto XVI all'Angelus


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