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06/12/2016
Preghiera con Maria, madre del Signore

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7 Settembre 2009 09:30 | Convento dei Francescani – Sala B

Intervento



Gensho Hozumi


Buddismo Rinzai Zen, Giappone

Cinquant'anni fa, dopo aver completato i miei studi sul Buddhismo all'università di Kyoto, intrapresi un viaggio ad Okinawa.

Rimasi scioccato dalla desolazione che la calamità della guerra aveva lasciato. Okinawa era stata colpita duramente, così mi recai lì per pregare. Soltanto in quel momento realizzai la crudeltà della situazione, ed in quello stesso momento decisi di dedicare tutto me stesso alla pratica del Buddhismo Zen.

Ho dedicato una larga parte della mia vita alla pratica del Buddhismo Zen, una pratica molto faticosa; ma nella mia memoria avrò sempre il ricordo delle vittime della guerra.

La pace non si realizza se ci limitiamo solo a pensarla senza fare nulla di concreto. Dobbiamo sentire la sofferenza di tutte le vittime delle guerre come se fosse nostra. Se non simpatizziamo, non siamo compassionevoli con le vittime delle guerre, non ci potrà essere pace nel mondo. E' importante sapere che anche un fragile fiore, un piccolo insetto hanno una vita. E' nostra responsabilità difendere ogni vita su questa terra. Se non lo facciamo, non avremmo pace.

Quando penso a questo piccolo fiore, o all'insetto, mi chiedo: " Che cosa siamo noi esseri umani? ".

Dobbiamo tornare indietro alle origini della vita e sentire compassione per ogni essere vivente.

Se riuscissimo a vivere in armonia con l'universo, riusciremmo ad accedere alla saggezza dell'immortalità dell'uomo. Non dovremmo dimenticare che la nostra vita è preziosa ed unica, non la vivremo un'altra volta; pertanto dobbiamo sperare ancor più.

Sessantaquattro anni fa, il Giappone fu bombardato con testate nucleari.Fu una calamità per l'umanità.

La guerra non è giusta. Dobbiamo abolire le armi nucleari. Dobbiamo chiedere che vengano eliminate.

Mai più dovremmo usare delle armi nucleari, ma è davvero difficile in questo mondo moderno, davvero molto. Avremmo bisogno di una lega dei diritti umani che scavalchi i confini, le barriere degli ordini sociali, le diversità delle religioni, così da superare le frontiere ed avere un sentiero libero di dialogo.

Io sono venuto qui con il coraggio di superare questi ostacoli.
Sono profondamente grato a tutta la Comunità di Sant'Egidio.
Grazie per l'ascolto


Cracovia 2009

Il saluto di papa Benedetto XVI all'Angelus


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