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10 Aprile 2015 | ADJUMANI, UGANDA

Una nuova scuola per i bambini profughi del Sud Sudan

Nel campo profughi di Nyumanzi, a breve la consegna delle prime aule grazie agli aiuti della Comunità di Sant'Egidio

 
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La scuola elementare del campo profughi di Nyumanzi (Nord Uganda) ha superato quota mille. Tra quindici giorni saranno consegnate le prime quattro aule di mattoni (quasi ultimate) e il magazzino per il materiale didattico; sarà anche completata la recinzione intorno alla scuola.
I bambini che da un anno frequentano la scuola sono orgogliosi di seguire con regolarità i corsi di studio e con gli insegnanti volevano che l’ingresso della scuola fosse ben riconoscibile con un nome e un riferimento alla Comunità di Sant’Egidio e alla Diocesi di Arua che ne hanno promosso la nascita. Questa insegna, ancora provvisoria, è arrivata e tutti si sono affrettati a guardarla, a provare a leggerla ad alta voce e, infine, a farsi fotografare sotto il cartello.

Un anno fa (aprile 2014), grazie alla coletta di Pasqua, nasceva la scuola elementare voluta dalla Comunità e da due vescovi del Nord Uganda – l’arcivescovo John Baptist Odama di Gulu e mons. Sabino Odoki di Arua. Da dicembre 2013, infatti, erano arrivati migliaia di profughi nella zona di Adjumani/Nyumanzi  per la guerra civile scoppiata nel vicino Sud Sudan. In particolare, secondo alcuni dati dell’UNHCR, nel campo hanno trovato una sistemazione oltre 30.000 persone e almeno il 30% di queste è in età per frequentare una “Primary School” (l’equivalente della scuola elementare e media in Italia).

La nostra è l’unica scuola della zona riconosciuta a livello governativo (ottobre 2014) e per questo permette di rilasciare un diploma riconosciuto in Uganda, e che potrà essere utilizzato dagli studenti anche in Sud Sudan. Il diploma è una cosa particolarmente preziosa e sta attirando nella nostra scuola alcuni studenti ugandesi che chiedono di essere iscritti.
Più, in generale, la scuola sta restituendo speranza  nel futuro a tanti bambini che hanno lasciato un paese segnato dalla violenza e con la speranza cresce la voglia di impegnarsi nello studio. In più tra gli oltre 1.000 bambini e i 17 insegnanti (presto diventeranno 24) c’è la convinzione che la scuola riceva una speciale protezione da Dio.

Durante la stagione delle piogge – ci hanno detto – capita spesso che durante il giorno il cielo resti grigio e minaccioso ma l’acqua arrivi solo nel pomeriggio o durante la notte. Questo permette ai bambini di arrivare a scuola e di svolgere le lezioni per quelle classi che ancora si tengono sotto un grande albero.
La Comunità di Sant’Egidio e la Diocesi di Arua stanno organizzando varie forme di presenza religiosa nella zona della scuola. In particolare la Comunità di Sant’Egidio di Adjumani insieme ad alcuni insegnanti terranno il prossimo 19 aprile  una preghiera di ringraziamento all’interno di una delle nuove aule alla quale saranno invitate le persone del campo di Nyumanzi.

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