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9 Luglio 2014 | ROMA, ITALIA

L'arcivescovo armeno cattolico di Aleppo alla preghiera di Sant'Egidio. Speranze e sofferenze del popolo siriano

Le parole di Mons. Boutros Marayati a Santa Maria in Trastevere

 
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La predicazione di Boutros Marayati, arcivescovo armeno cattolico di Aleppo, alla preghiera della Comunità di Sant'Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere martedì 8 luglio 2014

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 21, 15-19

Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: "Seguimi".

 

Carissimi fratelli e sorelle, buonasera.
Ringrazio il Signore, anzitutto, per questa preghiera insieme. Sento che fra Aleppo e Roma c’è un ponte spirituale e qualcosa che ci unisce è proprio lo Spirito di Gesù, questa preghiera nella quale non dimenticate di pensare a noi, a tutta la Siria e soprattutto ad Aleppo, ai vescovi rapiti, ai sacerdoti rapiti, ai bambini, ai giovani, a tutti quelli che soffrono oggi a causa di una guerra che non ha senso.
Perciò vorrei ringraziare la Comunità di Sant'Egidio per questo legame, per le preghiere e soprattutto per gli aiuti che ci arrivano e ci sostengono. Sappiamo che ci sono tanti che ci amano e che vogliono il nostro bene.
A nome di tutti quelli che non hanno voce, che non hanno le parole, io vi dico: grazie!
La figura di Pietro, che abbiamo visto oggi durante la lettura di questo Vangelo, è una figura che mi piace tanto. Quel Pietro era un pescatore, ma era uno che amava Cristo. Ha lasciato la casa, ha lasciato la moglie, i figli; un giorno il Signore è entrato da lui è ha guarito sua suocera, come dice il Vangelo.
Ma questo uomo forte, di carattere molto naturale, aperto, aveva dei dubbi: non voleva andare a pescare quando Gesù ha detto “Vai”. Aveva dei dubbi quando il Signore ha detto “Vieni, puoi camminare sull’acqua”, ha cominciato ad entrare in acqua ed è quasi annegato fino a che non ha chiesto l’aiuto di Cristo.
Quest’uomo che non ha capito niente del Regno dei Cieli e che voleva difendere Gesù con la spada. Un uomo che amava tanto Gesù da dire: Da chi andremo Signore? Da chi andremo? Tu hai la parola della vita. Ma quando è arrivato il tempo della difficoltà lo ha rinnegato tre volte.
Diceva di voler essere sempre con Gesù, ma è arrivato un tempo in cui lo ha rinnegato tre volte e ha pianto.
Ed eccoci alla fine: prima di andare in cielo, Cristo, come atto di penitenza e come per dire a Pietro che aveva dimenticato i suoi peccati perché aveva pianto, chiede tre volte: Simon Pietro, mi ami? E Pietro risponde: Signore, lo sai Signore che io ti amo. Tre volte. Tre volte lo ha rinnegato e tre volte ripete la stessa cosa: Ti amo, Signore, ti voglio bene.
Carissimi fratelli e sorelle,
Gesù dice ad ognuno di noi: Mi ami? Mi ami più degli altri? Saremo beati se potremo rispondere con Pietro: Si, Signore, tu sai, tu sai tutto e sai profondamente che io ti amo. Malgrado tutti i peccati, tutto quello che succede nella mia vita, tu sei il mio maestro, tu sei il mio Signore, tu sei il mio tutto.
Uno dei nostri Padri orientali armeni si è domandato: Perché? Perché Cristo ha scelto questo Pietro, con tutte le sue debolezze, la sua ignoranza, lui che lo ha tradito tre volte? Perché lo ha scelto come capo degli altri apostoli, come fondamento, come roccia della Chiesa? Perché? Non era meglio scegliere Giovanni? Questo giovane che non era sposato come lui, che lo amava tanto. Questo Giovanni che non ha peccato. Perché ha scelto Pietro e non Giovanni come capo degli altri apostoli?
Questo nostro Padre della Chiesa Armena risponde così: Ha scelto Pietro perché ha vissuto l’umanità, ha vissuto l’esperienza dell’uomo che può peccare e pentirsi. Giovanni non era ancora maturo. Cristo ha scelto qualcuno che può capire i deboli, può capire i peccatori, può capire gli altri e non essere rigido e dire: Io sono meglio degli altri.
Ecco, carissimi fratelli e sorelle, Gesù anche a noi in Siria, ad Aleppo, a noi che viviamo tempi duri, senza luce, senza acqua, senza le minime cose da mangiare, il Signore, durante questa tentazione ci chiede: Mi ami? Ogni giorno il Signore dice a me e a tutti i fedeli: Mi ami?
Perché ci sono tanti che ormai hanno perso la speranza, non vedono più la fine di questa guerra che arriva dappertutto. Hanno paura per i figli, per il futuro, hanno paura per le loro case, per se stessi. Tanti hanno perso la loro casa.
Noi facciamo la preghiera sotto la chiesa, non nella chiesa, ma nelle sale sotto le chiese perché abbiamo paura dei missili che cadono ovunque. Il nostro arcivescovado è stato colpito.
Ma in tutto questo noi vogliamo dire al Signore: Signore, tu che sai tutto, noi ti vogliamo bene. Noi siamo pronti a vivere in questa condizione perché sappiamo che tu sei con noi, non ci lasci. Sappiamo che tu sarai sempre con noi e arriverà il giorno della nostra resurrezione.
Pietro, Simone, mi ami? Sì, Signore, tu sai bene che io ti amo. Amen


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