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30 Settembre 2013 09:00 | Università Urbaniana - Sala Newman

Vivere in armonia nella diversità religiosa: La prospettiva Nahdlatul Ulama in Indonesia



Syuhud Sahudi Marsudi


Nahdlatul Ulama, Indonesia
L'Indonesia è un arcipelago nel sud est asiatico composto da 17.000 isole (6.000 delle quali abitate) ed è a cavallo dell'equatore. L’area territoriale totale è di 9,8 milioni di km2, una gran parte dei quali (7,9 milioni di km2 pari all’81%) è mare, mentre il resto (1,9 milioni di km2 pari al 19%) è terra. La lunghezza complessiva di tutte le isole è di 54 mila 716 chilometri.
Popolazione dell’Indonesia: 242.968.342 (stime di luglio 2010), 238 milioni di persone ne fanno il quarto stato più popoloso del mondo (dopo Cina, India e Stati Uniti)
Gruppi etnici: sono stati contati in Indonesia almeno 300 diversi gruppi etnici.
Lingue: il Bahasa Indonesia è la lingua nazionale ufficiale, ma ci sono molte differenti lingue locali in Indonesia. Secondo Ethnologies, attualmente sono vive 737 lingue locali.
Religioni: Musulmana 86,1%, protestante 5,7%, Cattolica Romana 3%, Hindu 1.8%, altro o non specificato 3,4% (censimento 2000). I Musulmani in Indonesia costituiscono il 12,9% dei complessivi 1.571.198 del mondo musulmano.
In qualità di più grande organizzazione musulmana del Paese, Naahdlatul Ulama (NU), ha considerato Pancasila come il fondamento dello Stato ma anche come l’ideologia. Dopo la costituzione della cara Repubblica di Indonesia, NU ha deciso di accettare Pancasila come ideologia di stato. Si tratta della migliore scelta che gli indonesiani abbiano mai fatto. Perché contiene non solo i valori religiosi sostanziali ma anche l'espressione profondamente radicata dalla cultura del Nusantara.
Pancasila è diventato un punto d’incontro soprattutto per affrontare feroci dibattiti che hanno a che fare con l'ideologia dello Stato, tra quanti pretendono che l'Indonesia sia uno stato laico e quanti uno stato religioso in quanto paese a maggioranza musulmana. Personalità islamiche hanno pienamente accettato come realtà che l'Indonesia non ha riconosciuto solo una religione o una fede. KH Wahid Hasyim, presidente del Consiglio Centrale del Nahdlatul Ulama (PBNU) partecipando alla commissione d'inchiesta per i lavori preparatori per l’incontro sull’Indipendenza indonesiana (BPUPKI), per esempio, ha pienamente supportato Pancasila come ideologia dello stato e ha persino tollerato la modifica del suo primo pilastro, sostenendo il primato degli obblighi di applicare la legge islamica ai propri fedeli come unico primato.
Pancasila è composto da due parole sanscrite, "panca" che significa cinque, e "sila" che significa principi. Comprende cinque principi ritenuti inseparabili e interdipendenti:
1. Fede nell’unico e solo Dio, (, Ketuhanan Yang Maha Esa).
2. Giustizia e civiltà umana (, Kemanusiaan Yang Adil dan Beradab)
3. Unità dell'Indonesia, (Persatuan Indonesia).
4. Democrazia guidata dalla saggezza interiore dell'unanimità derivata dalle delibere dei rappresentanti, e (Kerakyatan Yang Dipimpin oleh Hikmat Kebijaksanaan, Dalam Permusyawaratan Perwakilan, dan)
5. La giustizia sociale per tutto il popolo indonesiano (Keadilan Sosial bagi seluruh Rakyat Indonesia).
Secondo il punto di vista di NU, il dialogo interreligioso oggi è una scelta opportuna. È un dovere. Nell'era della democrazia come quella di oggi dove il pluralismo, interculturale e interreligioso, dovrebbe trovarsi in armonia.
Per i paesi con evidenti caratteristiche multiculturali e multi religiose come l'Indonesia, mantenere diversi gruppi sociali con culture e fedi diverse in modo sostenibile è un compito pesante. L'ingrediente chiave del successo di una società multiculturale e multi religiosa, secondo l'opinione di NU, è la moderazione (tawassut), che è il contrario di estremismo (tatharruf). 
L'insegnamento della moderazione nell'Islam è molto chiaro. L’Islam enfatizza la moderazione e l'equilibrio in ogni dimensione della condotta umana. Il Corano dice: “E così facemmo di voi una comunità equilibrata” (Al-Baqara: 143). Il Profeta Maometto, la pace sia su di lui, ha detto: “Guardatevi dagli eccessi nella religione. Le persone prima di voi sono morte a causa degli eccessi.”
La moderazione potrebbe colmare il divario tra la coscienza e la dottrina, tra ciò che può essere raggiunto e ciò che dovrebbe essere raggiunto, tra Das Sein e Sollen Das, e tra diritti e responsabilità. Insieme ad altre virtù, vale a dire la pace (Silm o salâm), la giustizia ('Adalah), la libertà (hurriyyah), la tolleranza (tasâmuh), l’equilibrio (tawâzun), la consultazione (shura) e l’equità (Musawah), la moderazione renderà i popoli liberi dalle sofferenze e li guiderà alla vera felicità qui sulla terra e in seguito.
NU adotta Ahlussunnah waljama'ah "Aswaja", che si riferisce al santo Corano, alla tradizione del Profeta Maometto (pace su di lui), e a quella dei suoi ben guidati successori (quattro califfi musulmani, nonché suoi compagni), ed è teoricamente e di fatto legato ai concetti teologici di Abu Hasan al-Asy'ari e Abu Mansur al-Maturidi, quattro mazhab in fikih (diritto islamico), vale a dire Hanafi, Maliki, Syafi'i e hanbalita, così come le tradizioni del Sufismo di Al -Ghazali e Junaid Al-Baghdadi. Con la relazione sociale fondamentale che insegna quanto segue:
 
1. Tawasuth, atteggiamento moderato, che si basa su principi di giustizia e cerca di evitare qualsiasi genere di approccio di tipo estremo. Questo principio si basa principalmente su un versetto del Corano,
E così facemmo di voi una comunità equilibrata, affinché siate testimoni di fronte ai popoli e il Messaggero sia testimone di fronte a voi (QS al-Baqarah: 143).
 
2. Tawazun che è atteggiamento di equilibrio al servizio di un rapporto armonico tra gli esseri umani e tra l'uomo e Dio Onnipotente. Significa restare equilibrato in tutto, compreso nell'uso razionale "Dalil aqli" nelle giustificazioni razionali e "Dalil Naqli" nelle giustificazioni (basato sul Corano e la Sunnah). Allah l'Altissimo dice nel Corano:
Invero inviammo i Nostri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero l'equità. (QS al-Hadid: 25) 
 
3. Tasamuh, atteggiamento tollerante, che contiene apprezzamento per visioni di differenza e pluralità di persone in molti ambienti socio-culturali. Ciò significa anche apprezzare eventuali differenze e rispetto di chi non ha il medesimo principio di vita. Tuttavia, ciò non significa riconoscere e correggere le loro diverse convinzioni riguardo a ciò in cui credono. Allah l'Altissimo ha detto nel Corano:
Parlategli con dolcezza. Forse ricorderà o temerà Allah (QS. Thaha: 44)
 
Questo versetto parla del comando di Allah l’Altissimo al Profeta Mosè (SAAS) e al Profeta Harun (SAAS) di parlare a Fir'aun moderatamente.  Al Hafizh Ibnu Katsir (701. - 774  H  /  1302-1373) come spiega questo versetto ha detto, "Infatti il Dakwa del profeta Mosè (SAAS) e del Profeta Harun (SAAS) per Fir 'aun è quello di utilizzare la benedizione, la pace,  la tenerezza, parole facili e amichevoli.  Tutto ciò è da immaginare ancora più toccante, gradito e benefico."(Tafsir al-Qur'anil ' Azhim,  vol.  III pagina  206) .
 
4. al-i'tidal (il mantenimento dell'armonia). Nel Corano Allah l'Altissimo ha detto:
O voi che credete, siate testimoni sinceri davanti ad Allah secondo giustizia. Non vi spinga all'iniquità l'odio per un certo popolo. Siate equi: l'equità è consona alla devozione. Temete Allah. Allah è ben informato su quello che fate.(QS al-Maidah: 8)
 
Gli insegnamenti basilari di cui sopra possono essere messi in campo e applicati; in Indonesia diventano lo spirito di fratellanza come segue
1. Ukhuwah islamiyah (fratellanza Musulmana), 
2. Ukhuwah wathaniyah (fratellanza di nazionalità), e
3. Ukhuwah basyariah ( fratellanza dell’umanità ).
Infine, è sunnatullah che uomo o donna e tutte le cose del mondo devono essere in "unità nella diversità". Nell’avere non una sola religione, ma anche nell’avere molteplici razze, lingue, nazioni e tutti questi provengono da un solo Dio, il Creatore dell'universo, e noi dovremmo dimostrare che l'Islam è una Rahmatan Lil'alamiin (Benedizione di tutto l'universo). 
 
WALLOHU A’LAM BISHOWAAB 
 

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