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1 Ottobre 2013 09:30 | Università Urbaniana - Auditorium Giovanni Paolo II

Dio dalla nostra parte, il terrorismo religioso



Muhammad Khalid Masud


Membro della Corte Suprema, Pakistan
La religione e il terrorismo sono certamente termini contraddittori, eppure il terrorismo religioso è un fatto storico e nessuna comunità religiosa ha fatto eccezione a questo fenomeno. Negli ultimi anni abbiamo assistito a tutta una serie di attività terroristiche ad opera di credenti musulmani, cristiani, ebrei, buddisti, indù ed altri, non solo contro i credenti di altre religioni ma anche tra loro stessi, in nome della religione e in nome di Dio, che tutti noi crediamo sia il più compassionevole e misericordioso verso tutte le sue creature.
L’ analisi accademica attribuisce il  terrorismo religioso ad una molteplicità di ragioni, tra cui l’interpretazione letterale delle scritture, il fondamentalismo, la percezione della Verità come esclusività (l’idea di una verità esclusiva), la paura dell'altro, la passione missionaria, la Jihad, e così via. Ma non si tratta solo di scontri armati,  si diventa religiosamente aggressivi anche nei dibattiti di tutti i giorni; ci sono due fattori che meritano l'attenzione dei leader mondiali: il ruolo e il posto della religione nei moderni contesti secolari zzatie la politica della supremazia globale.
 
Noi viviamo nel XXI secolo ma le nostre relazioni internazionali sono ancora definite in termini di nemici o alleati. Se da una parte alcuni musulmani invocano le dottrine della Jihad, la Sharia, e il terrorismo religioso per acquisire il dominio politico, dall’altra si ricorre alle guerre, le armi, gli attacchi preventivi e i cambi di regime per obiettivi egemonici. Viviamo ancora nella paura l'uno dell'altro. Insistiamo sulla separazione tra religione e politica, ma ancora consideriamo e usiamo la religione come arma. Vogliamo dimenticare le nostre storie passate di guerre religiose,  ma sosteniamo le nostre rispettive ideologie con passione religiosa.
Nel suo articolo su alcuni dibattiti sulle questioni di genere negli Stati Uniti, Henry G. Brinton ha ricordato nel 2011 che "La Bibbia è troppo spesso invocata nelle battaglie politiche di oggi, esattamente come avveniva durante la guerra civile, scoppiata 150 anni fa ". Ricorda anche le dichiarazioni di George Washington,  redatti 70 anni prima, in cui avvertiva che "le controversie religiose sono sempre portatrici di acrimonia e odi inconciliabili, maggiori di quelle che nascono da qualsiasi altra causa”.
Perchè? Perchè le argomentazioni religiose spesso riposano sulla convinzione che Dio è dalla propria parte. Il problema è anche la convinzione che la religione vera è la propria. Anche se il mondo globalizzato chiama a una convivenza pacifica, al dialogo e alla cooperazione, noi non siamo ancora stati capaci di trovare il modo di  dialogare con la religione,  coabitare con molteplici religioni e definire la separazione fra politica e religione
I fondamentalisti religiosi il più delle volte sono così affascinati dalla loro stessa retorica nell’interpretazione delle scritture che non si accorgono di come abbiano soppresso la speranza di convivenza pacifica. Nelle parole del Corano:”quando si dice loro: 'Non spargete la corruzione sulla terra", dicono, "Ma noi vogliamo solo fare la pace!" (Corano, 02:11 ) "
Quasi tutti i credenti credono fermamente che Dio è dalla loro parte. Credo che questo sia  anche ciò che la fede ci chiede. Ma vorrei porre l’attenzione sull’altro aspetto più importante della fede (n.d.t.. ribaltare la questioned a un punto di vista più importante per la fede). Henry Brinton, che ho citato poco fa,  ci ricorda di Abramo Lincoln, che reagisce ai suoi oppositori dicendo:  "La mia preoccupazione non è se Dio è dalla nostra parte. La mia più grande preoccupazione è di essere dalla parte di Dio".
Non ho la competenza per parlare sulle scritture degli altri, ma lasciatemi attingere al Corano sulla questione di chi è dalla parte di Dio. Il Corano rifiuta di dare ascolto alle rivendicazioni di diversi gruppi religiosi che affermano essere il popolo favorito di Dio. Essi dicono: “Siamo figli di Allah ed i suoi prediletti”. Di' loro: “Non siete che uomini come altri, che Lui ha creato.. Questi gruppi asseriscono anche “Il Fuoco ci lambirà solo per pochi giorni!”. E Dio risponde Di' loro: “Avete forse fatto un patto con Allah? In tal caso Allah non manca mai al Suo patto! O dite a proposito di Allah cose di cui non sapete nulla”. Quindi i versetti negano che Dio abbia fatto loro una tale promessa e ribadisce l’imparzialità di Dio.
Il Corano mette in guardia tutti i credenti dall’usare frasi di questo tipo dicendo: O voi che credete, se qualcuno di voi rinnegherà la sua religione, Allah susciterà una comunità che Lui amerà e che Lo amerà  (Corano, 5:54). Ancora il Corano spiega: “Allah non cambia la grazia che ha concesso ad un popolo, fintanto che questo non cambia quello che è nel suo cuore. Allah è audiente, sapiente. (8: 53).
Il Corano chiarisce che la malizia (corruzione) non è voluta da Dio.  “La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini ( 30:41). Perchè, “Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.” (Qur'an 5:32). 
Il Corano presccrive “O voi che credete, siate testimoni sinceri davanti ad Allah, secondo giustizia. Non vi spinga all'iniquità l'odio per un certo popolo. Siate equi: l'equità è consona alla devozione. Temete Allah. Allah è ben informato su quello che fate” (Qur'an 5:8).  Il Corano menziona ripetutamente le virtù che approva e i vizi che condanna. Ma non entrerò in questi dettagli. Permettetemi di concludere che il Corano istruisce sull'obiettivo comune e i valori condivisi di tutte le religioni. Esso invita tutte le religioni a raccogliersi insieme. Predicare la pace, la giustizia e il benessere umano. Tutte le religioni denunciano il terrorismo religioso, dobbiamo trovare dei terreni comuni per combattere tutti i tipi di terrorismo. E ' nostra particolare responsabilità non solo confutare, ma anche trovare i modi per eliminare il terrorismo. Dobbiamo lavorare insieme per eliminare incomprensioni, paura, l'odio contro l'altro, specie quello che si giustifica con motivazioni religiose Non dobbiamo indulgere a dibattere da che parte sta Dio (in dibattiti che discutono d anche parte ...)), ma come persone religiose dovremmo interrogarci se noi siamo dalla parte di Dio.
 

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