Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - via crucis - vangelo ...n matteo - v stazione contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

V stazione


 
versione stampabile

V stazione
Giuda lasciato solo

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!". Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: "Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue". E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato "Campo di sanguè'fino al giorno d'oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
(Matteo 27, 3-10)


Giotto
Il patto di Giuda


Anche Giuda si pentì come Pietro: «Ho peccato perché ho tradito sangue innocente» - confessò a quegli uomini di religione. E riportò loro le trenta monete d’argento, la sua piccola fortuna. Forse era stato un ingenuo e non aveva creduto che Gesù sarebbe stato condannato a morte. Forse aveva nutrito uno spirito di vendetta e di astio verso di lui: l’astio diventa facilmente tradimento. Forse aveva individuato in Gesù il responsabile di quel cammino che lo aveva portato lontano dalla sua casa: voleva gettare le colpe su di lui di una vicenda che gli sembrava fallimentare. Forse aveva fiutato un affare, attaccato com’era al denaro. Ma poi s’era pentito. «Veditela tu, che ci riguarda?» - gli dicono gli uomini di religione. Chi potrà mai perdonargli un peccato così grande, quello di aver tradito il Figlio dell’uomo per trenta denari d’argento? La risposta di quegli uomini di religione è una condanna per loro stessi. La loro religione non è quella di Abramo, Isacco e Giacobbe. Per quest’uomo cattivo e tormentato, la condanna è: «Veditela tu».

Ma Gesù è rimasto a Gerusalemme ed ha affrontato la morte, perché all’uomo cattivo e disperato si dia una buona notizia e non gli si dica più: «Veditela tu». Perché ci sia almeno un gallo che svegli l’uomo dai suoi pensieri tristi. Ma in quei momenti, mentre Pietro piange e i discepoli fuggono, Gesù è processato: non c’è nessuno che può dire una parola a Giuda. E manca l’unica parola che è necessaria, una parola di perdono, di quel perdono che è vita.
 

     
    Vangelo secondo    
San Matteo         


   
      Torna a: