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30 Ottobre 2005

Bobo Dioulasso (Burkina Faso): A Tripano, il villaggio-lebbrosario, l'amicizia cambia la vita

 
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Amie, una delle alunne della scuola, accompagna la nonna al mercatoBobo Dioulasso è una città importante del Burkina Faso, situata a Sud Ovest del Paese. E' la prima stazione ferroviaria per chi arriva dal porto di Abidjan, in Costa d'Avorio, ed è diretto a Ouagadougou, la capitale del paese. Oggi, con la crisi politica della Costa d'Avorio, e con il ritorno in Burkina dei profughi a causa della guerra, Bobo Dioulasso vive una forte crisi economica, e l'attività del suo mercato, un tempo fiorente, è molto ridotta.

Per la sua posizione geografica, al confine tra la zona della foresta e quella del Sahel, la città è sempre stata un punto di riferimento per le centinaia di villaggi circostanti. E qui, sin dagli anni sessanta, nel Settore VII della città, zona della Tripanò, Raoul Follerau aveva aperto un centro sanitario per la cura dei lebbrosi. L'attività, purtroppo, si è interrotta nel 2001, e chi stava in terapia si è visto mancare all'improvviso il sostegno per la propria vita. Allo stesso tempo, era impossibile tornare al proprio villaggio dato che la lebbra aveva azzerato la propria capacità lavorativa e la propria autosufficienza. Così, una quarantina di ex lebbrosi si è stabilita nelle adiacenze del centro, e ha tirato su un piccolo quartiere fatto di casette di argilla seccata al sole, Tripano.

Per sopravvivere, hanno fatto arrivare dai propri villaggi chi i figli, chi i nipoti. Questi bambini e questi giovani adolescenti si sono caricati sulle loro piccole spalle la fatica di far vivere i loro parenti malati: li portano alla moschea a chiedere l'elemosina, gli somministrano i farmaci, fanno i muratori per costruire nuovi ambienti nelle case, cucinano.Ma per loro niente scuola.

Da più di tre anni, la Comunità di Sant'Egidio di Bobo Dioulasso ha cominciato a prendersi cura di Tripano

Sono iniziate le visite nelle case di ogni malato, anche quelli considerati strani o ormai troppo vecchi. Molti di loro infatti non ricevevano visite da tanto tempo, circondati dall'ingiusta fama di essere stregoni. 

La scuola di Sant'Egidio nel villaggio di TripanoInvece la Comunità ha continuato in questi anni a visitare tutti, ha aiutato  a ricostruire molte delle povere case, cominciando dai tetti, spesso ormai crollati e, soprattutto, ai lebbrosi è stato dato un aiuto costante per l'acquisto delle medicine. Ricevere visite e riprendere a curarsi ha significato per molti di loro essere reintegrati nel tessuto sociale del villaggio: una nuova vita.

Ad aprile 2005 i bambini che assistevano i malati sono stati iscritti a scuola e hanno potuto cominciare a frequentare: più di quaranta bambini in una classe tutta per loro. Una situazione molto buona, dal momento che la presenza media per classe in Burkina è di circa 100 bambini. Inoltre  a scuola possono mangiare e ne avanza sempre un po' da portare a casa. Per loro sono state acquistate divise nuove, ciascuno ha il proprio zainetto e il proprio materiale scolastico (anche questo è raro, in un paese ancora povero). Dopo anni di vita tanto dura, tra lavori pesanti e mendicità, questi bambini sono il ritratto della felicità. Loro, a scuola, ci vanno proprio volentieri!

Marco Pavani


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