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Il 36° Anniversario della Comunità di Sant'Egidio


 
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S. Giovanni in Laterano, 5 febbraio 2004, Anniversario della Comunità Erano varie migliaia i membri della Comunità di Sant'Egidio e gli amici e ospiti della Comunità, vescovi e cardinali, ambasciatori, poveri, rappresentanti delle comunità nell'Africa Occidentale e delegazioni europee, per il 36° anniversario della Comunità di Sant'Egidio, nata a Roma nel febbraio del 1968, e che raccoglie circa 50 mila membri, tutti volontari, in 63 paesi del mondo. 
Una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal Cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini, ha rappresentato il centro dell'anniversario, alle ore 18.30 del 5 febbraio 2004. E' seguita nel Piazzale antistante, una festa di saluto.

Omelia del Cardinale Camillo Ruini

Il Messaggio di Papa Giovanni Paolo II
 

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I fatti di un anno

Un anno difficile da raccontare, quello appena trascorso, per la Comunità di Sant'Egidio: che appena ieri ha presentato in Parlamento a Roma una proposta di legge per l'introduzione della cittadinanza italiana per i bambini figli di immigrati, nati in Italia: una proposta che già riguarda oltre 200mila bambini che parlano italiano, sono nati in Italia e frequentano le scuole italiane. Nella stessa giornata a Louvain-la-Neuve (Belgio) l'Università Cattolica di Lovanio ha conferito il dottorato honoris causa al prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, per i suoi meriti nel campo della ricerca della pace, della riconciliazione e del dialogo.
E siamo alla vigilia dell'inizio della grande campagna nazionale assieme a 30 Ore per la Vita, che vedrà Sant'Egidio, la RAI e l'Associazione 30 ore dare vita a una serie di progetti e a una raccolta di sostegno nazionale per incrementare i servizi a domicilio, alternativi all'istituzionalizzazione, per gli anziani. E' una risposta alla terribile crisi emersa in Europa la scorsa estate, quando molte migliaia di anziani soli o in istituto sono morti a causa dell'isolamento e della difficoltà a far fronte, da soli, al caldo eccessivo. Nello stesso periodo, mentre si registravano aumenti a due cifre dei decessi incongrui di anziani nelle principali città, la Comunità di Sant'Egidio, in piena estate ha incrementato i servizi a fianco delle persone in difficoltà e il tasso di decessi nelle case protette e nelle case famiglia animate dalla Comunità sono diminuiti rispetto a quanto avvenuto l'anno precedente, nonostante le persone assistite siano solo parzialmente autosufficienti e ancora più a rischio della popolazione anziana media. E' stato il centro di un anno dedicato in maniera particolare agli anziani, quello del trentesimo dall'inizio di servizi innovativi, che ha visto anche la prima Guida per "rimanere a casa propria da anziani", in collaborazione con il Comune di Roma, e che, con 200mila copie, è diventata già le "pagine azzurre" per usare la città da anziani. Nel 2004 si estenderà ad altre grandi città italiane.

Il 2003 è stato l'anno in cui si è consolidato il processo di pace in Costa d'Avorio, dopo la guerra civile che la Comunità di Sant'Egidio ha contribuito a fermare assieme al governo francese nel negoziato di Parigi-Marcoussis, e della fine della guerra civile in Liberia, che ha visto un impegno diretto di Sant'Egidio per ridurre il numero delle vittime civili nella capitale Monrovia e per il cessate il fuoco, nella sanguinosa transizione dell'uscita di scena del dittatore Taylor. E in qualche modo è stato un anno "africano" per le 300mila firme di giovani africani contro l'"afro-pessimismo" raccolte nell'Africa sub-sahariana da membri della Comunità e consegnate intervenendo ufficialmente al vertice dell'Unione Africana a Maputo, la scorsa estate. Un anno in cui si è consolidato il programma DREAM, di cura dell'AIDS in Africa, dove 30 milioni di persone sono affette da virus HIV-AIDS, senza terapia. DREAM è già, per il numero delle persone in assistenza (7500, con oltre 3000 in terapia), il secondo maggiore progetto di cura dell'AIDS in Africa (solo 70 mila le persone assistite in tutta l'Africa sub-sahariana), ed è il programma che ha i migliori risultati terapeutici al mondo per percentuale di bambini nati sani da madri sieropositive in Africa (97 per cento), e per aderenza alla terapia e sopravvivenza (oltre il 90 per cento) nel continente. Dal Mozambico DREAM si sta allargando a Guinea Conakry, Malawi, Angola, Tanzania, Swaziland, Sud Africa e Guinea Bissau: qui è stato inaugurato il maggiore ospedale del paese, restaurato e ripristinato dalla Comunità dopo le distruzioni causate dall'occupazione dell'esercito senegalese nella crisi di qualche anno fa.

Il 2003 è stato l'anno di un impegno particolare per i diritti umani, accanto ai disabili, a chi vive per strada, in carcere, nei bracci della morte. A Strasburgo una grande mostra di pittura, "Abbasso il grigio!", ha portato al Parlamento europeo le opere di artisti disabili, con handicap fisici e mentali, e i loro autori, diventando una proposta per i lavori dell'Assemblea. In oltre 30 carceri in Italia e in molti punti dimenticati del pianeta, la Comunità di Sant'Egidio ha intensificato la difesa dei diritti elementari, dal diritto al cibo e alle cure, a quello a una difesa efficace: in alcune situazioni è intervenuta per il diritto al rilascio al termine della pena, disatteso in alcuni paesi africani, come pure per riscattare persone tenute in cattività e vera e propria schiavitù. La campagna mondiale contro la pena capitale e per fermare tutte le esecuzioni ha raggiunto in questi mesi 5 milioni di firme all'Appello per una Moratoria universale e ha creato un network internazionale che unisce già oltre 120 città del mondo in azioni a favore dei diritti dei condannati a morte e della fine delle esecuzioni. La Seconda Giornata Mondiale Città per la Vita-Città contro la Pena di Morte, il 30 novembre 2003 ha rappresentato la punta più alta di un impegno costante, che si basa su un contatto diretto con oltre 800 condannati a morte negli stati uniti e in altri paesi mantenitori del mondo, e ha visto l'adesione di numerosi premi Nobel per la Pace, da Michail Gorbaciov a Betty Williams e al Dalai Lama. E' stata la sintesi di una mobilitazione che ha visto il successo della campagna mondiale per la vita di Amina Lawal, la cui condanna per la lapidazione era stata contrastata da un immediato appello della Comunità, poi diventato con Amnesty International, trasmissioni televisive e radiofoniche e il contributo di molti, una campagna mondiale.
Anno dei diritti riconosciuto per le persone senza dimora a Roma, con l'approvazione della via "virtuale" Modesta Valenti, come residenza per chi è senza residenza: in tal modo alcune centinaia di "barboni" hanno avuto accesso ai diritti civili e alla sanità, aggiungendosi agli oltre ventimila che durante l'anno e a Natale vengono sostenuti dalla Comunità con l'assistenza medica, legale, pasti caldi, la creazione di una rete di sostegno anche per strada, e le iniziative per contrastare l'emergenza freddo.

Un anno complesso, il 2003. Aperto dalla Grande Marcia per la Pace, "Contro tutte le Guerre" di Roma, il 1 gennaio, e concluso con la seconda Marcia conclusasi a San Pietro, con oltre ventimila persone nella prima mattina dell'anno 2004 "Pace in tutte le Terre". In cui molte sono state le iniziative di dialogo ecumenico e tra esponenti delle grandi religioni mondiali, per contrastare il rischio di "scontro tra le civiltà" e indicare vie praticabili per il dialogo. La crescita della basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina a Roma come Santuario dei Martiri del XX secolo ha in questo un ruolo particolare, mentre sta diventando un luogo di pellegrinaggio ecumenico, arricchito delle reliquie di martiri contemporanei, dal pastore evangelico Paul Schneider, vittima del nazismo, ai martiri del genocidio del Ruanda. Ad Aachen, nell'Incontro Mondiale tra le religioni del settembre 2003, tra i molti significativi passi in avanti, è stato possibile riannodare alcuni dei fili tra Chiesa cattolica e Patriarcato di Mosca nonostante l'attuale tensione tra le due Chiese. E proprio nel Meeting di Sant'Egidio il cardinale Kasper e il metropolita Kirill hanno potuto incontrarsi e stabilire le date di incontri ufficiali da tempo sospesi per avviare a soluzione il contenzioso sulle chiese e sugli uniati cattolici. E' un dialogo che continua, che ha visto la celebrazione del primo simposio internazionale di studi organizzato congiuntamente con il Patriarcato di Mosca (Santità e carità tra Oriente e Occidente) e che la scorsa settimana ha visto una delegazione della Comunità di Sant'Egidio con mons. Vincenzo Paglia ricevuta dal Patriarca Aleksij.
Una direzione, quella del dialogo che si è fatta intensa vicinanza e collaborazione anche con il mondo ebraico italiano e internazionale per contrastare i rischi di crescita dell'antisemitismo: dalla marcia della memoria del 16 ottobre a Roma, data della più grande deportazione di ebrei in Italia da parte del regime nazista, all'inchiesta sull'antisemitismo tra gli immigrati, alla pubblicazione di libri e di testi inediti, come La strage dimenticata, dedicato alla prima persecuzione avvenuta in Italia.
Dialogo e solidarietà, anche internazionale: come testimoniano alcuni tra i molti progetti di cooperazione avviati e realizzati nel 2003: dagli aiuti per i profughi di Goma, minacciati dall'eruzione del vulcano in una zona già terreno di scontro per la sanguinosa guerra del Congo e dei Grandi Laghi, alla casa per anziani realizzata all'interno della ricostruzione dell'Irak, a Bagdad, alle estati di solidarietà in molti paesi africani e in Albania, con una presenza continuativa nell'ospedale psichiatrico di Tirana e con i programmi delle scuole della Pace per bambini kosovari e albanesi e in oltre trenta paesi dell'Africa, America Latina e Asia, incluso il più grande paese musulmano del mondo, l'Indonesia, dove le scuole della pace coinvolgono soprattutto bambini poveri musulmani. Un altro modo per creare canali di comprensione e dialogo in luoghi dove lo scontro etnico e religioso può essere innescato con facilità.

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