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20 Maggio 2009

Comunicato Stampa da Aachen: "C’E’ BISOGNO DI EUROPA. DOPO DUE GUERRE MONDIALI, ESPORTATE DALL´EUROPA AL MONDO, E´ TEMPO CHE L´EUROPA ESPORTI PACE E UMANESIMO, COMINCIANDO DA “EURAFRICA”. Il premio Carlo Magno a Andrea Riccardi

 
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Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, riceve il Premio Carlo Magno: il maggiore riconoscimento tedesco, da cinquant’anni va agli uomini di stato, ai politici, ai personaggi pubblici che hanno ispirato la costruzione e la riunificazione dell’Europa: Churchill, De Gasperi, Mitterand, Kohl. Ma anche Clinton e Giovanni Paolo II e, eccezionalmente, una volta, l’euro.
Ma Riccardi non ha mai accettato incarichi pubblici, non ricopre ruoli istituzionali, anche se, come Fondatore della Comunità di Sant’Egidio e personalmente ha contribuito in maniera incisiva e a volte decisiva alla ricomposizione di conflitti extraeuropei (Mozambico, Guatemala) mettendo a frutto uno dei talenti dell’Europa e di Sant’Egidio: l’arte del dialogo. Ha contribuito in maniera significativa, in anni di scontro tra culture e, per qualcuno, tra le civiltà, alla costruzione di un pensiero e di una vera “arte del convivere”: tra ebrei, cristiani e musulmani, facendo da ponte in tempi di freddezza o di confronto, come dopo l’11 settembre 2001. Tra Europa e Africa, in un tempo di riduzione della cooperazione internazionale al minimo storico. Tra generazioni, ripetendo al centro la questione anziani in un’Europa ricca anche se in crisi economica, e senza una ricetta per gli anni di una vita che si allunga. Tra minoranze sociali e europei, contribuendo a contrastare in maniera ragionevole le spinte antisemite, xenofobe e la paura degli immigrati che va crescendo nel cuore del continente.
Il Premio Carlo Magno va, insomma, a un uomo che è convinto che “oggi c’è un grande bisogno di Europa, della sua democrazia e del suo umanesimo, come pure di un capitalismo gentile che possa diventare un alleato e non un nemico o un concorrente per paesi che devono crescere, dalla storia nazionale ancora troppo giovane come i paesi africani”, come ha detto nel primo degli incontri di Aachen, quello all’Università, il 20 maggio pomeriggio”.
“L’Europa è stata capace di esportare nel mondo due guerre mondiali”. “Nate in Europa sono diventate mondiali”. “E’ tempo, oggi, che l’Europa possa esportare e fare diventare mondiale la sua pace interna e il suo umanesimo”: questa è la sfida di oggi, e non è la stima delle anime belle. E’ una necessità”.
“E’ anche la risposta al problema della paura e dell’immigrazione. L’Italia è oggi una delle porte per l’immigrazione dal Sud del mondo. Non siamo a cifre allarmanti, i numeri ci dicono che se anche è cresciuta, siamo ancora al di sotto del livello degli sbarchi della speranza degli anni Novanta: allora, se guardiamo ala sola Italia, ci si avvicinava anche a punte di 50 mila l’anno. Ma è anche vero che è un problema mondiale e almeno europeo. L’Italia deve restare all’altezza della sua civiltà di accoglienza e delle leggi e standard europei in maniera di diritto d’asilo. E tutti noi dobbiamo fare in modo che nessun immigrato venga mai trattato in maniera ostile, regolare o irregolare: perché questa diventa una bomba a orologeria di disprezzo e diffidenza che dà frutti amari sempre, magari dopo anni. E l’Europa deve aiutare l’Italia a non affrontare da sola questo problema: che poi, se ben gestito, è una chance”.
“Ritengo che sarebbe intelligente per l’Europa dare concretezza a un’idea di sé che ne contiene un’altra: Eurafrica. L’Africa non è solo un problema, di governance, di democrazie fragili, di fame, epidemie, corruzione, guerre. L’Africa è appena agli inizi e l’Africa è il futuro: un futuro anche per l’Europa: di materie prime e di amicizia e ruolo storico di pace e di sviluppo nel mondo. Questa è la strada del XXI secolo. Il contrario è una Europa ripiegata su di sé che comunica incertezza ai propri figli, che non comunica ad altri la propria grande tradizione umanistica, e che alla fine è spaventata di tutto”.

Domani 21 maggio alle ore 11 la Cerimonia Ufficiale della consegna del Premio Carlo Magno dalla sala dell’Incoronazione del Municipio di Aachen, trasmessa in diretta nazionale televisiva dalla WDR.


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