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September 30 2013 09:00 | Peace Hall

Speranza e pace: le religioni in Giappone



Yoshitaka Hatakeyama


Asian Conference on Religion and Peace
Mi chiamo Hatakeyama. Desidero esprimere il mio ringraziamento perché mi è stato concesso di poter parlare in questa sede. Il tema di questa sessione è "La speranza di pace e il coraggio delle religioni", ma credo che il fatto stesso di continuare a riunirci per approfondire il dialogo, la comprensione reciproca e la collaborazione tra varie religioni, risulti già in qualche modo l'attuazione de "la speranza di pace". Ma come ci suggerisce il titolo dell'Incontro di quest'anno (il coraggio della speranza), bisogna ammettere che nel mondo in cui perdurano i conflitti e le complesse e difficili situazioni internazionali, ci vuole il coraggio che i rappresentanti di religioni mondiali si riuniscano in uno stesso posto come stiamo facendo ora.
In effetti, nel 1970, l'anno di fondazione della nostra Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP), eravamo in una situazione in cui "la guerra fredda" est/ovest stava aggravandosi, e il mondo era in pericolo a causa dell'accelerazione della competizione all'armamento, in primo luogo dello sviluppo delle armi nucleari, e la dignità degli esseri umani era minacciata dall'aggravarsi del divario sud-ovest, che comportava fame, povertà, discriminazione, ecc. Si soffriva anche dell'avanzamento della distruzione ambientale. Di conseguenza, i vari fattori di violenza minacciavano la pace mondiale. Proprio in tale contesto, oltre 300 rappresentanti religiosi provenienti da 39 nazioni hanno reso possibile tenere "la Prima assemblea mondiale di religioni per la pace" e questo fatto storico era ricordato come un "miracolo del mondo religioso". In quell'incontro mi ricordo che il rappresentante buddista vietnamita, che aveva partecipato all'assemblea rischiando la propria vita, ci ha messo al corrente delle gravi situazioni del suo Paese, chiedendo un aiuto concreto e i religiosi provenienti da tutto il mondo hanno risposto con serietà al suo appello.
D'altra parte il Giappone ha attualmente i problemi di territorialità con i Paesi vicini, Corea e Cina, intorno all'isola Takeshima (in coreano: Dokdo) e al gruppo di isole Senkaku (in cinese: Diaoyu), mentre le ferite e le sofferenze arrecate ai Paesi vicini nel periodo della II guerra mondiale (chiamata la grande guerra dell'Asia orientale) e la conseguente colonizzazione di questi Paesi limitrofi non sono affatto lenite.
In tale periodo convulso, WCRP Religions for Peace Japan, in collaborazione con Religions for Peace Corea e Cina, ha iniziato, a partire dal 2009, un seminario con la partecipazione dei rappresentanti di questi tre Paesi, avente come tema l'indagine dei modi per lenire le controversie che hanno origine nella storia del passato dell'Asia nord-orientale, e per costruire una comunità pacifica basata sulla convivenza e cooperazione. Quest'anno a luglio si è tenuto a Yokohama, Giappone, il 5° Seminario. Nonostante che si temesse il rinvio, a causa dell’acuirsi della tensione politica determinata dal problema territoriale del gruppo di isole di Senkaku (Diaoyu), i rappresentanti religiosi, senza subire la pressione esterna, con la convinzione di dover portare avanti il dialogo per la pace, hanno potuto realizzare anche quest'anno il seminario, che viene organizzato ininterrottamente dal 2009. Siamo convinti che, attraverso questo nostro lavoro, si concretizzerà la pace nell'area, nella comunità umana e nei rapporti umani. In ogni modo, in base al nobile pensiero di "Tu non ucciderai" o "il comandamento di non uccidere le creature viventi", dovremmo costruire noi stessi con le nostre mani una roccaforte nel cuore, per poter rispettare reciprocamente la vita. Non dovremmo dimenticare che proprio qui si trova la base fondamentale per coloro che desiderano veramente la pace.
Quest'anno a novembre a Vienna, in Austria, si terrà, dopo 7 anni, la IX WCRP Assemblea mondiale di "Religions for Peace" con la partecipazione prevista di circa 700 rappresentanti, tra i leaders religiosi, delle Nazioni Unite, del mondo politico, provenienti da oltre 100 nazioni. Il tema dell'Assemblea mondiale questa volta è "Accogliere l'altro (Welcoming the Other)". Abbiamo scelto questo tema perché nei Paesi del medio-oriente, Sri Lanka, Myanmar (Birmania), ecc., e in tutte le altre regioni mondiali, è un tema inderogabile, non solo accettare semplicemente l'altro, ma amare reciprocamente la vita dell'altro, riconoscersi e "accogliere l'altro caldamente". All'assemblea mondiale discuteremo intorno a tale tema che coinvolge i problemi mondiali che minacciano la pace, quali conflitti, sviluppo umano, diritto al voto delle minoranze, ecc. Inoltre, vorremmo che l'assemblea mondiale diventi l'occasione per rinnovare i nostri comportamenti da religiosi per la soluzione dei problemi menzionati.
 
Grazie dell'ascolto.
 

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